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Diritto di famiglia - Omologazione del Tribunale della separazione consensuale





Tizio e Caia intendono separarsi consensualmente;  i coniugi sono d'accordo sull'affidamento esclusivo del figlio minore al padre Tizio in quanto Caia è affetta da una forma di depressione medio grave.
Può Caia validamente prestare il suo consenso alla separazione consensuale, pur essendo affetta da depressione medio grave?
Un solo avvocato può rappresentare entrambi i coniugi in sede di separazione consensuale?



RISPOSTA



Sì. Caia può validamente prestare il suo consenso alla separazione consensuale ed i coniugi possono essere rappresentati, in sede di giudizio, da un unico avvocato (come per una “normale” separazione consensuale).

Caia non è stata né interdetta né inabilitata, quindi la domanda a cui trovare una risposta di carattere giurisprudenziale, è la seguente: la depressione di carattere medio grave può essere considerata un motivo di incapacità naturale, ai sensi dell'articolo 428 del codice civile?  

La dottrina e la giurisprudenza sono ormai concordi nel riconoscere la natura negoziale dell'accordo di separazione e di conseguenza, l'applicabilità ai negozi giuridici familiari, della normativa contrattuale.

La giurisprudenza, degli ultimi anni, richiama sempre più spesso la regola dell'autonomia negoziale, riguardo all'istituto della separazione consensuale dei coniugi. Pertanto, possono estendersi all'accordo di carattere familiare, le norme dettate in materia di contratti, che riguardano in generale la disciplina dei negozi bilaterali, in quanto esprimono principi generali dell'ordinamento.  

L'omologazione della separazione consensuale dei coniugi può essere annullata per difetto dei requisiti di capacità dei coniugi (si può far valere la nullità o l'annullabilità del negozio viziato, esattamente come è stabilito dalla normativa dettata per i contratti).

Pertanto, se uno dei coniugi al momento della manifestazione del consenso e della udienza, non avesse i requisiti di capacità richiesti dalla legge, la separazione, sebbene omologata, potrebbe essere comunque impugnata (rientra in tale ipotesi, per esempio, il caso in cui uno dei coniugi versi in stato di incapacità naturale al momento dell'udienza).

Nel caso in cui un coniuge dovesse essere privo della capacità di agire, recentemente è stata ammessa la procura, speciale con forma pubblica, ad un terzo in rappresentanza di uno dei coniugi.  

Non si tratta tuttavia, della fattispecie in questione: la depressione di carattere medio grave è un'alterazione che non attiene direttamente alle facoltà intellettive/volitive, ma in via prioritaria, alla sfera del carattere (è la scienza medica a dirlo … ).

Le alterazioni che attengono alla sfera del carattere non incidono sull'attitudine di determinarsi, in base a volontà cosciente (Cass. 27/01/1977 n. 418).

Per incapacità naturale si intende uno stato psichico abnorme, pur se improvviso e transitorio, tale da impedire la valutazione degli atti e la formazione della volontà cosciente (Cass. 12/10/1985 n. 4955).

Le sentenze della Cassazione fanno riferimento all'annullamento dei contratti per incapacità naturale ma, come già sottolineato, i principi in materia contrattuale sono considerati di carattere generale e pertanto sono applicabili anche ai negozi bilaterali di carattere familiare.

Caia ha la possibilità di formare una propria volontà cosciente (altrimenti non averebbe nemmeno deciso di separarsi e di affidare il figlio al marito, in ragione della depressione), in quanto la depressione limita l'esplicazione del suo carattere ed influenza negativamente l'umore, ma non le impedisce di valutare la realtà che la circonda.

La fattispecie deve essere quindi valutata alla stregua di una normalissima separazione consensuale tra coniugi.

Cordiali saluti.

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