Eredità - Divisione dell'asse ereditario tra i coeredi con scrittura privata





Egregi, volendo risolvere amichevolmente una questione ereditaria sottopongo alla Vostra cortese attenzione il seguente quesito:
Mio padre alla sua morte, avvenuta nel 1974 in un incidente stradale, ha lasciato a me ed ai miei due fratelli in eredità, tra gli altri, un immobile composto da due abitazioni e il lastricato solare dello stesso. Utilizzando i soldi riconosciuti dall'assicurazione abbiamo provveduto di comune accordo a realizzare un terzo appartamento sul lastricato solare per poi procedere alla divisione. Nel 1985 abbiamo deciso di dare corso alla divisione amichevole formalizzandola con una scrittura privata firmata da tutti, con la quale ci autorizzavamo vicendevolmente ad eseguire lavori di abbellimento e ristrutturazione sul lotto assegnato e riservandoci di trascriverla successivamente. Dietro mie continue richieste uno dei miei fratelli, che non ha eseguito nessuna spesa, si rifiuta di procedere alla trascrizione lasciando intendere che non è più d'accordo alla divisione contrattuale da lui sottoscritta. Vi chiedo:

1) la suddetta divisione è valida o può essere impugnata?
2) se la scrittura privata non ha prodotto effetti giuridici posso vantare di avere acquisito il diritto per usucapione avendo utilizzato in buona fede il mio appartamento per 26 anni?

Nel ringraziarVi per una risposta e per la Vostra cortese collaborazione, porgo cordiali saluti.



RISPOSTA



Ai sensi dell’articolo 1350, I comma, numero 11, gli atti di divisione di beni immobili devono farsi per atto pubblico o per scrittura privata, sotto pena di nullità.

Nel 1985 avete formalizzato correttamente la divisione immobiliare, con scrittura privata, ai sensi dell’articolo 1350, I comma del codice civile.
La suddetta scrittura privata è perfettamente valida ed efficace tra le parti, anche se non è stata trascritta.
A seguito di trascrizione, la divisone immobiliare è resa pubblica, portata a conoscenza dei terzi, ossia acquista efficacia nei confronti di tutti, “erga omnes” … per utilizzare un brocardo del diritto romano.
La trascrizione è una forma di pubblicità della divisione del bene immobile; la mancanza di trascrizione non inficia la validità tra le parti in causa della divisione medesima, fatta con scrittura privata.

Fatta questa premessa di carattere normativo, rispondo alle tue domande:

1)la divisione è valida e non può essere impugnata.

2)Ad ogni modo, ai sensi dell’articolo 1158 del codice civile, avresti acquistato l’immobile per usucapione, a seguito di possesso continuativo dello stesso per oltre venti anni. Per 26 anni hai posseduto l’immobile, pagando le relative imposte sulla proprietà, curando le varie manutenzioni … la titolarità dell’immobile è stata comunque acquisita per usucapione.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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