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Trovare cellulare rubato per strada, inserimento propria SIM card, ricettazione, appropriazione indebita





Mio figlio, in data 23 giugno 2011, ha trovato (ero presente anch'io) un telefonino, proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Milano. L'ha usato per circa 5 gg inserendoci la scheda del suo telefonino che nel frattempo si era "scaricato".
Mio figlio studiava, all'epoca a Venezia, e aveva lasciato a Mestre l'apparecchio per ricaricare la batteria del suo telefonino. Nel corso del mese di ottobre 2011 è stata chiamata dalla stazione dei Carabinieri, sempre di Mestre, in quanto quel telefonino era stato denunciato per furto. Attualmente mio figlio è accusato di ricettazione in base all'articolo 648 cp (agli atti ci sono anche le intercettazioni fatte su quel telefono).
Cosa rischia? Non sarebbe il caso di impostare la difesa come appropriazione indebita (visto che il quel cellulare è stato effettivamente trovato per strada, vicino ai cassonetti della NU) invece che fronteggiare l'accusa del reato di ricettazione?
Cordiali saluti



RISPOSTA



Escludo categoricamente che la condotta di tuo figlio possa essere qualificata giuridicamente come ricettazione, in ragione della sua buona fede.

La sentenza del tribunale di Chieti del 3 aprile 2008 n. 144 afferma che l'inserimento della SIM dell'imputato, nel cellulare oggetto di un precedente furto, evidenzia la buona fede del soggetto agente, escludendo la commissione del reato di ricettazione, di cui all'articolo 648 del codice penale.
Ai sensi della suddetta norma, commette il reato di ricettazione “chi, fuori dei casi di concorso, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farli acquistare, ricevere ed occultare”.

“L’utilizzo di un cellulare provento di furto non comporta di per sé la prova della ricettazione in capo all’utilizzatore, specialmente quando l’utilizzo avviene con una SIM card intestata all’imputato, che in tal caso non impedisce la riconducibilità del telefono al proprio nominativo, evidenziando la sua buona fede”.


Il reato di ricettazione presuppone il dolo specifico del fine di profitto. Le circostanze di fatto evidenziate nella tua mail, oltre ai tabulati delle intercettazioni, dimostrano invece la buona fede di tuo figlio che, nella peggiore delle ipotesi sarà rinviato a giudizio per appropriazione indebita.
In tal caso, con il patteggiamento, essendo incensurato, egli riuscirà ad ottenere la sospensione condizionale della pena, evitando la reclusione.

Art. 646 del codice penale. Appropriazione indebita.

Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032 . Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata. Si procede d'ufficio, se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna delle circostanze indicate nel n. 11 dell'articolo 61.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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