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Riconoscimento malattia professionale: muscoscheletriche da cause ergonomiche





Buongiorno, sono un dipendente controllore del traffico aereo presso una importante torre di controllo .Negli ultimi mesi sto avendo dei problemi alla colonna vertebrale, per i quali ho effettuato una serie di visite ed esami, e per i quali sto effettuando della fisioterapia.
Il tutto viene rimborsato (ad esclusione della franchigia) dalla assicurazione stipulata dalla nostra azienda. I vari esami, hanno evidenziato una perdita delle curve fisiologiche dovute a sovraccarico da errata postura (non essendoci stato alcun trauma). Mi sono un po’ documentato sia sull'aspetto medico, che su quello della ergonomia da adottare sul posto di lavoro.
Dal punto di vista medico, mi sembra assodato il fatto che la postura errata protratta nel tempo, sovraccarica in modo errato la colonna vertebrale procurando una rettilineizzazione del rachide, la quale rettilineizzazione a sua volta provoca una serie di disturbi quali io sto accusando. Per quanto riguarda la ergonomia da adottare sul posto di lavoro, credo ci si possa rifare alle linee guida dettate da INAIL per quanto riguardo il lavoro al videoterminale. Credo anche di aver individuato la criticità alla quale potrei appellarmi, e per la quale chiedo la vostra consulenza. Abbiamo 6 postazioni sulle quali rotiamo nell'arco del turno che dura 8 ore.
Per ogni turno abbiamo delle pause pari al 33% della durata del turno. Le ore settimanali sono 36. Delle 6 postazioni, 4 di queste hanno degli schermi radar che dobbiamo osservare con regolarità per il controllo degli aeromobili in volo e a terra. La criticità di queste 4 postazioni, secondo me, sta nel fatto che prevedono anche la compilazioni contemporanea di documenti cartacei (STRIPs - strisce progresso volo) disposte orizzontalmente sul bancone di lavoro (a differenza di quanto prevedono le linee guida INAIL e cioè alla stessa altezza dello schermo). Questo implica una continua flessione in avanti del collo, che si può quantificare in media in circa 50 volte l'ora. Tralaltro, facendo una ulteriore ricerca sul sistema utilizzato da altri aeroporti europei, ho scoperto che la maggior parte di questi hanno ovviato con il sistema EFPS (electronic flight process strips), il quale prevede la visualizzazione e compilazione delle strips direttamente sullo schermo radar (così come accade nei nostri 4 centri radar di Ciampino, Linate, Abano Terme e Brindisi).  Fatte queste valutazioni, sarebbe mia intenzione presentare la domanda alla INAIL per il riconoscimento della malattia professionale, ma vorrei farlo solo se vi sono effettive probabilità di riconoscimento e soprattutto se esente da rischi di ritorsione da parte della azienda (mi solleva dall'incarico operativo e mi colloca in un ufficio amministrativo).

  Attendo vostra risposta. Cordiali saluti.



RISPOSTA



Le malattia muscoloscheletriche da cause ergonomiche sono “tabellate” dal luglio del 2008 e da allora rappresentano la principale causa dei riconoscimenti di malattia professionali.
Nel tuo caso, sussistono tutti i presupposti per chiedere il riconoscimento della malattia professionale, ossia una postura incongrua al lavoro, tempi di recupero insufficienti, prolungata durata del compito lavorativo, frequenza e/o ripetitività delle azioni lavorative (continua flessione in avanti del collo, un piegamento ogni minuto circa).

Sussiste la scarsa diligenza del datore di lavoro, ossia la mancata adozione del sistema EFPS, oltre a non avere mai previsto per i suoi dipendenti, un percorso di formazione per metterli al corrente dei rischi della loro attività, sul sistema muscolo scheletrico.

Vi è poi il danno biologico, ossia il danno alla salute che sarà accertato a valutato dalla commissione competente, a seguito della tua istanza.
Insomma, vi sono tutti i presupposti di fatto e giuridici: causa, scarsa attenzione dell'azienda per la salute del lavoratore, evento dannoso, nesso di causalità, violazione dell'articolo 2087 del codice civile.

Art. 2087 del codice civile. Tutela delle condizioni di lavoro.

L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.


Escludo che la tua istanza possa essere causa di ritorsione o di mobbing, trattandosi di un'azienda di una certa importanza, con un buon numero di dipendenti.
Semmai, devi mettere in preventivo che il giorno successivo alla presentazione della tua istanza, il datore di lavoro ti sposterà negli uffici amministrativi; non lo farà per ritorsione, sia chiaro, ma per tutelare la tua salute, sempre ai sensi dell'articolo 2087 del codice civile.
In via cautelare, onde non aggravare il tuo stato di salute, ti sposterà presso altro ufficio della medesima azienda. Laddove non lo facesse aggraverebbe la malattia rischiando una condanna ad un risarcimento danni ben più elevata.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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