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Limite di tempo per successione causa morte





Vorrei saper per favore se per la successione per causa di morte ci sia un limite di tempo entro cui la stessa va fatta o meno.
Il 12 maggio scorso è deceduto mio padre e non ha prodotto prima alcun testamento di nessun tipo. Gli eredi sono tre, me compreso.
Vi ringrazio della risposta che spero giunga in tempi rapidi.

Cordiali saluti,



RISPOSTA



Se per successione, intendi la presentazione della dichiarazione di successione all'agenzia delle entrate, tale dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che coincide con la data del decesso del contribuente.
Tale dichiarazione deve essere presentata all'agenzia delle entrate entro il 12 maggio 2016.
Se ci sono immobili nell'asse ereditario, entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione è necessario presentare la richiesta di voltura degli immobili agli uffici provinciali - Territorio dell'Agenzia. La dichiarazione di successione può essere presentata anche dal singolo coerede. Non c'è obbligo di dichiarazione di successione, se l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (i figli) del defunto e l'attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Se per successione, intendi l'accettazione dell'eredità, il termine è decennale e decorre dal decesso del de cuius, ai sensi dell'articolo 480 I comma del codice civile.

Art. 480 del codice civile. Prescrizione.

Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni. Il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione e, in caso d'istituzione condizionale, dal giorno in cui si verifica la condizione.


Vi è l'accettazione espressa di cui all'articolo 475 del codice civile.
Tale accettazione si ha quando, in un atto pubblico o in una scrittura privata, il chiamato all'eredità ha dichiarato di accettarla, oppure ha assunto il titolo di erede.
Per la sua validità è quindi necessaria la forma scritta; di conseguenza sarà nulla una accettazione verbale.

Vi è l'accettazione tacita di cui all'articolo 476 del codice civile. Tale accettazione si ha quando il chiamato all'eredità compie degli atti concludenti e dal significato univoco dal quale si desume la sua volontà di accettare. Il comportamento del chiamato deve essere valutato oggettivamente, nel senso che da questo deve emergere la volontà di accettare, indipendentemente dall'accertamento della sua effettiva volontà; questa ipotesi si verifica, ad esempio, nel caso di pagamento dei debiti ereditari con denaro prelevato dall'eredità o, all'opposto, nella riscossione dei crediti scaturenti dall'eredità.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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