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Lavori non eseguiti a regola d'arte. Tempo massimo per richiedere il risarcimento.




 

Giacomo da Messina:

 

Nell'anno 2000, ho effettuato dei lavori straordinari nella mia abitazione, la posa in opera dei pavimenti, non è stata eseguita a regola d'arte (piastrelle dislivellate tra loro).

A suo tempo ho rappresentato, verbalmente, il difetto al titolare della ditta, il quale mi disse che il lavoro andava bene in quel modo.Per vari motivi in quell'epoca non ho iniziato alcuna procedura di risarcimento danni. Siccome qualche settimana addietro un architetto mi ha confermato che in effetti la posa della pavimentazione non è stata fatta a regola d'arte, sarei ancora in tempo utile per citare la ditta in danno. Faccio presente che essendo il pavimento di gress porcellanato lucido, non vi è la possibilità di lucidarlo/levigarlo, ma ci sarebbe da rifare il tutto. Dei lavori eseguti, sono in possesso della fattura.

 

RISPOSTA

Hai stipulato, con il tuo piastrellista, un contratto d’opera, ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile; la disciplina da applicare alla tua fattispecie è determinata dagli articoli del codice civile, dal 2222 al 2228.
Art. 2222 del codice civile - Contratto d'opera.
Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel Libro IV. Ai sensi dell’articolo 2226, III comma, l'azione per far valere le difformita' e i vizi, al prestatore d'opera, si prescrive entro un anno dalla consegna.
Mi dispiace, ma il tuo diritto di chiedere il risarcimento dei danni è ormai caduto in prescrizione.
Cordiali saluti.

 

 

 

 

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