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Diritto di famiglia - Divorzio, separazione da moglie, stato di famiglia e affidamento, Problemi famigliari e di affidamento di una bambina. Mia moglie ha perso il lavoro ed io sono impiegato alle poste. Non rispetta i tempi previsti. Si era stabilito di avere la bimba mezza settimana a testa



Piero da Firenze:



BUONGIORNO SONO PIERO E VI SCRIVO PERCHE HO UN PROBLEMA COMPLESSO CHE VORREI RACCONTARVI.

NON SONO SPOSATO MA HO UNA FIGLIA DI QUASI DIECI ANNI E DA QUANDO AVEVA DUE ANNI VIVE CON GENITORI SEPARATI.

APPENA MI LASCIAI CON LA MIA EX "MOTIVAZIONE FREQUENTAVA UN ALTRO "RIMASI AD ABITARE CON MIA FIGLIA LEI DOPO UN PO DI TEMPO CIRCA UN MESE VOLLE STABILIRE DEI TURNI PER TENERE LA BAMBINA ENTRAMBI.

HO PENSATO CHE CIO FOSSE GIUSTO PER LA BAMBINA E CHE NON CERA POI COSI BISOGNO DI RIVOLGERSI A UN LEGALE. IN REALTA LE COSE POI ANDARONO DIVERSAMENTE , LEI SPESSO NON SI PRESENTAVA A PRENDERE LA BIMBA E MI CREAVA PROBLEMI SULL LAVORO NON SI IMPEGNAVA E ANCORA INADEMPIENTE SOPRATTUTTO SULLE SPESE PER VESTITI O SCUOLA CHE PAGO SEMPRE IO .DA ALLORA CIRCA 7 ANNI HO SEMPRE SUBITO I SUOI RICATTI NON REAGIVO E SOPPORTAVO LE SUE LIBERTA PERCHE MI MINACCIAVA DI RIVOLGERSI A UN LEGALE E IO PER PAURA DI PERDERE LA BIMBA PER ALTRO MOLTO LEGATA A ME

PI DI QUANTO LO SIA CON LEI .LEI E SEMPRE STATA UN PO MENEFREGHISTA,VENIVA PRIMA LEI, POI LA BIMBA .I SUOI UOMINI PRIMA DI TUTTO CHE SPESSO LITIGAVANO DAVANTI ALLA BAMBINA FACENDOLA SOFFRIRE E IO IMPOTENTE PERCHE NON SAPEVO SE DOVESSI AGIRE LEGALMENTE PERCHE PENSAVO CHE TANTO IN TALI SITUAZIONI VINGONO SEMPRE LE DONNE.

VENENDO A OGGI MI RITROVO CON UN NUOVO PROBLEMA . LEI HA PERSO IL LAVORO" IO SONO UN IMPIEGATO ALLE POSTE" LE MI DICE DI AVERNE TROVATO UNO NUOVO E MI DICE CHE BISOGNA CAMBIARE I NOSTRI ORARI;PREMETTO CHE SI ERA STABILITO MEZZA SETTIMANA A TESTA PER LA BIMBA CHE SPESSO LEI NON RISPETTA COMUNQUE CIO MI PERMETTEVA DI LAVORARE SENZA AVERE PROBLEMI CON LA MADRE E COSI ERA PER LEI.CIOE IO NELLA MIA META SETTIMANA PROVVEDEVO TOTALMENTE ALLA BIMBA E MI PRENDEVO I MIEI PROBLEMI DI ORARI E LAVORO E COSI FACEVA LEI.ADESSO CON QUESTO NUOVO LAVORO SE NE ESCE DICENDO CHE IO MI DEVO ADATTARE A I SUOI ORARI E CHE NON GLI FREGA NULLA DEI MIEI PROBLEMI ; PREMETTO CHE I SUOI ORARI SONO SU TRE TURNI E ASSURDI PER LA BAMBINA PERCHE LEI LAVOREREBBE DI MATTINA DI POMERIGGIO E DI NOTTE E QUESTI VARIEREBBERO SETTIMANALMENTE.PER CUI IO NON POTREI ADATTARMI IN ALCUN MODO AVENDO ORARI DI UFFICIO FISSI.PER CUI LEI TROVA UN LAVORO E IO DOVREI PERDERLO E DIVENTARE IL SUO BABYSITTER. E POI IL SUO LAVORO E TEMPORANEO CIRCA 1 ANNO, E DOPO?DOVRO RIADATTARMI COSI IL MIO CAPO MI LICENZIA IN TRONCO.

VI CHIEDO E' POSSIBILE CHE LEI POSSA RICHIEDERE DI CAMBIARE GLI ORARI ED I GIORNI IN CUI PRENDE LA BAMBINA?

LEI SI E RIVOLTA A UN AVVOCATO E MI E' GIUNTA UNA LETTERA CHE DEVO RITIRARE E NON SO COME ANDRA A FINIRE .IO NON SO CHE FARE, DAL MIO HO SVOLTO IL MIO COMPITO DI PADRE SEMPRE E ANCHE A VOLTA DI MADRE PERCHE" LEI FA UN PO COME CREDE" E PER NON FAR SOFFRIRE MIA FIGLIA HO SEMPRE CHINATO LA TESTA .

ADESSO SONO A UN BIVIO E PER LA PRIMA VOLTA VORREI CHE LA GIUSTIZIA TRIONFASSE .LA BIMBA PREMETTO E NEL MIO STATO DI FAMIGLIA ED E RESIDENTE CON ME DA SEMPRE.VOLEVO UN VOSTRO CONSIGLIO SU COSA FARE PER FARGLI RISPETTARE ORARI E DOVERI IO NON POSSO CERTO SEGUIRE I SUOI ORARI E COSI LEI I MIEI PENSO CHE SI DEBBA PRENDERE LE RESPONSABILITA NEI SUOI TURNI COME FACCIO IO NEI MIEI.PREMETTO CHE MI SONO RIVOLTO A VOI IN QUANTO DONNE E QUINDI SENSIBILI A CERTI ARGOMENTI.



RISPOSTA



In effetti nelle vertenze giudiziarie aventi ad oggetto l’affidamento dei figli, da un punto di vista meramente statistico, sono quasi sempre le ragioni addotte dalle madri a prevalere.Tuttavia, la decisione del giudice deve essere vincolata alle norme del codice civile e non può essere motivata sulla base di un convincimento esclusivamente discrezionale.
La normativa è favorevole alle tue ragioni; infatti, l’articolo 317 bis, II comma del codice civile, prevede che “Se i genitori non convivono l’esercizio della potestà spetta al genitore col quale il figlio convive …” Il giudice nell’esclusivo interesse del figlio può disporre diversamente.
”Dubito che, alla luce di quello che mi hai scritto, il giudice possa decidere di “affidare” la bambina a sua madre; modificare le abitudini di un bambino non è mai positivo per la sua crescita psicofisica inoltre, la madre non appare di certo un genitore modello, né tanto meno, una persona stabile da un punto di vista psicologico ed affettivo.
Tu invece, hai sempre esercitato la potestà del genitore in maniera puntuale ed esemplare (puoi sicuramente dimostrarlo con dei testimoni).Non esiste un meccanismo automatico o una norma di legge per cui un figlio deve essere sempre affidato alla madre anzi, ti posso dire che sono numerosi i casi in cui il giudice ha ritenuto il padre, il genitore più idoneo a curare l’interesse del figlio.
Il mio consiglio è di telefonare all’avvocato della tua ex compagna e comunicargli che non intendi cedere ai suoi ricatti perché il diritto è dalla tua parte (ti consiglio di fargli presente la norma prevista dall’articolo 317 bis II comma, così capirà che sei molto informato sui tuoi diritti e sulla tue prerogative). Non sei di certo tu che devi cambiare lavoro (lavori presso le poste italiane come impiegato; se fossi costretto a licenziarti, cedendo ai ricatti della signora, di cosa vivrebbe poi tua figlia? Forse dello stipendio di sua madre che per sette anni non ha versato un euro e che, soprattutto, ha un lavoro precario? Il giudice dovrà fare inevitabilmente queste considerazioni!) Se la tua ex compagna deciderà di citarti in giudizio (a mio parere, farebbe l’errore più grande della sua vita, nonostante ne abbia già fatti diversi!), ai sensi dell’articolo 316, IV comma del codice civile, “Il giudice, sentiti i genitori ed il figlio, se maggiore degli anni quattordici, suggerisce le determinazioni che ritiene nell’interesse del figlio …” l’autorità giudiziaria stabilirà che la potestà genitoriale deve essere esercitata dal padre che non si è mai reso inadempiente ai suoi doveri e che già convive con sua figlia (la circostanza risulta dal certificato di residenza della bambina).


Stabilirà inoltre, che deve essere la madre ad adeguarsi agli orari di lavoro del padre (anche a costo di trovare un altro lavoro!) poiché, nell’interesse della bambina, suo padre non può rischiare di perdere il suo posto di lavoro.


Questa sarà la decisione del giudice, con un notevole grado di sicurezza. In bocca al lupo e, se posso darti un consiglio, per il bene di tua figlia, non accettare più i ricatti della tua ex compagna; fai di tutto perché trionfi la giustizia, il diritto è dalla tua parte.

E’ il regalo più bello che tu possa fare alla tua bambina.


Ti saluto con affetto e ricorda che siamo sempre a tua disposizione.


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