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Diritto amministrativo - Codice dei beni culturali e del paesaggio, vincoli ambientali e paesaggistici





Sono presidente di un associazione sportiva dilettantistica vorrei sapere se acquistando un terreno agricolo in zona golenale del fiume po' con vincoli ambientali e paesaggistici,posso utilizzarlo per attivita' sportiva di tipo ciclistico senza costruire edifici e solo per i soci, tipo girarci con mountain bike ,bmx ,biciclette elettriche,mini moto elettriche ,moto elettriche,non facciamo rumore non inquiniamo ,non esercitiamo attivita' economiche,non faremmo montagne di terra alte piu' di 2 metri, che problemi potremmo avere, essendo tutto a livello privato non aperto al pubblico?



RISPOSTA



Non sorgerà alcun problema di carattere giuridico; gli interventi disciplinati dalle norme relative ai vincoli ambientali e paesaggistici, riguardano la costruzione di edifici e non le attività che i proprietari del terreno ovvero terzi autorizzati dai proprietari svolgono, all’interno dell’area sottoposta a vincolo, ai sensi della parte terza del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004).
I vincoli ambientali e paesaggistici limitano lo sviluppo urbanistico ed edilizio della relativa zona, non l’attività dei proprietari della stessa.
Gli strumenti urbanistici, redatti in armonia con i suddetti vincoli sono quindi dei potenti mezzi per la tutela dell'ambiente, poiché operano mediante localizzazioni (si determina ad esempio l’ubicazione della zona industriale o residenziale o commerciale) e quindi possono preservare, in via preventiva, le aree di maggior valore ambientale (naturalistico, storico, archeologico paesaggistico; per ogni ambito sono previste leggi e vincoli specifici); le norme di attuazione infine, possono contribuire a tutelare l'ambiente, ad esempio indicando riguardo le zone edificabili, le volumetrie, le distanze, le altezze, le tipologie di costruzione compatibili.

Il nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio di cui al D. Lgs. 22 gennaio 2004, entrato in vigore dal 1 maggio 2004, definisce in modo inequivocabile le aree soggette a VINCOLO PAESAGGISTICO, ossia quelle porzioni di paesaggio che per tipi geografici, ecologici, vegetazionali, faunistici, geologici, ecc. rivestono specifico ruolo di interesse paesaggistico e quindi divengono oggetto di tutela e valorizzazione (ai sensi dell’art. 142).
Di seguito si riporta, a scopo conoscitivo, un breve elenco delle aree sottoposte a vincolo paesaggistico:

A. i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;

B. i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;

C. i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;

D. le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;

E. i ghiacciai e i circhi glaciali;

F. i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi;

G. i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;

H. le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici;

I. le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448;

J. i vulcani;

K. le zone di interesse archeologico individuate alla data di entrata in vigore del presente codice.

Premesso che l’attività amatoriale che i soci intendono praticare, all’interno della zona sottoposta a vincolo è lecita e non deve essere autorizzata in modo specifico da alcuna autorità amministrativa, per completezza espositiva, riporto in seguito la normativa prevista dal suddetto decreto, nell’ipotesi in cui l’associazione dovesse decidere di porre in essere degli interventi edificatori che comportino delle trasformazioni del territorio, all’interno della zona.

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, con l’art. 146 “Autorizzazione”, prescrive la RELAZIONE PAESAGGISTICA quale documento indispensabile per la verifica di compatibilità degli interventi urbanistici, proposti su aree a vincolo paesaggistico.
Nel comma 4 del presente articolo, si afferma infatti che la domanda di autorizzazione dell'intervento deve indicare lo stato attuale del bene interessato, gli elementi di valore paesaggistico presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte e gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari.
Sarà quindi cura dell’Amministrazione competente (uffici della Regione competente territorialmente), esaminare la domanda di autorizzazione, verificare la conformità dell’intervento con le prescrizioni dei piani paesistici o della vigente normativa e, accertata la compatibilità paesaggistica dell'intervento, trasmettere la proposta di autorizzazione, corredata dal progetto e dalla relativa documentazione, alla competente soprintendenza, dandone notizia agli interessati.
Questa prassi quindi, svolgendo il primario compito di tutelare le aree soggette a vincolo paesaggistico, snellisce la procedura autorizzativa per gli interventi su questi territori.
La relazione paesaggistica così strutturata assume quindi carattere preventivo, ossia consente di valutare ciascun intervento prima della messa in opera, da un lato alleggerendo la fase procedurale e dall’altro prevenendo usi impropri dei territori a vincolo paesaggistico.
Con l’entrata in vigore del suddetto decreto, ogni richiesta di intervento edificatorio, soggetto al rilascio della cosiddetta autorizzazione paesaggistica, avrà l’obbligo di essere accompagnata da una relazione che descriva la compatibilità o meno dell’intervento con il territorio preso in esame.
La suddetta relazione costituirà un elemento essenziale per la valutazione di compatibilità paesaggistica a carico dell’Amministrazione competente.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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