Questo sito utilizza i cookies per gestire la navigazione ed altre funzioni

L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa in adempimento degli obblighi previsti dall'Art. 10 della Direttiva n. 95/46/CE, nonchè a quanto previsto dalla Direttiva 2002/58/CE, come aggiornata dalla Direttiva 2009/136/CE, in materia di Cookie.

Questo sito utilizza i cookie per gestire autenticazione, navigazione, ed altre funzioni. L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo.

Eredità - Diritto internazionale privato e successione per causa di morte





Egr. Avv.
scrivo per conto di mia madre che abita in Italia e che, circa un mese fa e non ufficialmente, ha saputo di essere erede di una piccola cifra accantonata da suo fratello, cittadino italiano vissuto 60 anni in Belgio e morto in Belgio il 07/02/2010.
Mia madre si è premurata di scrivere subito al Notaio in Belgio che gestisce la pratica di successione di suo fratello per avere dettagli precisi sul bilancio ereditario.
Ad oggi il Notaio non l'ha ancora contattata.
La paura di mia madre è che possano esserci spese o debiti da saldare per conto di suo fratello deceduto e che il piccolo gruzzolo da lui accantonato non basti allo scopo.
Quali iniziative può ora intraprendere mia madre per tutelarsi? Ci sono scadenze anche in Belgio per accettare o rifiutare un eredità? Se si, quali sono? Per scrivere al Notaio è obbligatorio allegare all'originale una traduzione della lettera?
Grazie mille di tutto.



RISPOSTA



Ai sensi dell'articolo 46 della legge in materia di diritto internazionale privato del 31/05/1995 n. 218, risulta applicabile alla successione e alla divisione ereditaria, relative a tuo zio, cittadino italiano, la legge italiana, ossia gli articoli del codice civile. Non risulta applicabile la legge belga, salvo che tuo zio non abbia previsto espressamente ciò, per iscritto, nel testamento.

Articolo 46 della legge 218 del 1995
Successione per causa di morte


1. La successione per causa di morte è regolata dalla legge nazionale del soggetto della cui eredità si tratta, al momento della morte.
2. Il soggetto della cui eredità si tratta può sottoporre, con dichiarazione espressa in forma testamentaria, l'intera successione alla legge dello Stato in cui risiede. La scelta non ha effetto se al momento della morte il dichiarante non risiedeva più in tale Stato. Nell'ipotesi di successione di un cittadino italiano, la scelta non pregiudica i diritti che la legge italiana attribuisce ai legittimari residenti in Italia al momento della morte della persona della cui successione si tratta.
3. La divisione ereditaria è regolata dalla legge applicabile alla successione, salvo che i condividenti, d'accordo fra loro, abbiano designato la legge del luogo d'apertura della successione o del luogo ove si trovano uno o più beni ereditari.


La questione successoria, relativa alla morte di tuo zio, deve essere trattata alla stregua del codice civile, come se il "de cuius" fosse vissuto e deceduto in Italia, pertanto:

1) eventuali creditori di tuo zio hanno diritto di soddisfare in via prioritaria, i loro crediti, sulla somma in denaro, oggetto della successione; tua madre non può impedire in nessun modo, ai creditori personali di tuo zio, di soddisfare le loro legittime pretese creditorie sul denaro, rientrante nell'asse ereditario, nemmeno accettando l'eredità con beneficio d'inventario. Ai sensi dell'articolo 754 del codice civile, "gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari ..."

2) Per l'accettazione o la rinunzia all'eredità, si applicano le norme italiane; l'accettazione può essere espressa o tacita e deve avvenire entro dieci anni dall'apertura della successione.

Art. 475. Accettazione espressa.
L'accettazione è espressa quando in un atto pubblico o in una scrittura privata, il chiamato all'eredità ha dichiarato di accettarla oppure ha assunto il titolo di erede.
È nulla la dichiarazione di accettare sotto condizione o a termine.
Parimenti è nulla la dichiarazione di accettazione parziale di eredità.


Art. 476. Accettazione tacita.

L'accettazione è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede.
Tua madre può pertanto accettare l'eredità, con una scrittura privata inviata al notaio che si occupa della successione di tuo zio.
In presenza di creditori personali del "de cuius", il mio consiglio è di accettare l'eredità con beneficio d'inventario, in maniera da evitare che i creditori personali di tuo zio, nel caso in cui non dovessero riuscire a soddisfare i loro crediti, sul denaro, oggetto della successione ereditaria, possano intraprendere azioni legali nei confronti dei beni personali di tua madre, erede del "de cuius", deceduto con debiti di vario importo.

Art. 484. Accettazione col beneficio d'inventario.

L'accettazione col beneficio di inventario si fa mediante dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni conservato nello stesso tribunale.
Entro un mese dall'inserzione, la dichiarazione deve essere trascritta, a cura del cancelliere, presso l'ufficio dei registri immobiliari del luogo in cui si è aperta la successione.
La dichiarazione deve essere preceduta o seguita dall'inventario, nelle forme prescritte dal codice di procedura civile.
Se l'inventario è fatto prima della dichiarazione, nel registro deve pure menzionarsi la data in cui esso è stato compiuto.
Se l'inventario è fatto dopo la dichiarazione, l'ufficiale pubblico che lo ha redatto deve, nel termine di un mese, far inserire nel registro l'annotazione della data in cui esso è stato compiuto.


Tua madre deve inviare al notaio, una dichiarazione di accettazione con beneficio d'inventario, preceduta dalla redazione dell'inventario. L'accettazione con beneficio di inventario non implica la confusione dei due patrimoni (quello di tua madre ed il patrimonio ereditario) e, quindi, l’erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari, oltre il valore di ciò che era ricompresso nel patrimonio attivo del defunto. Per la redazione dell'inventario dei beni ereditati ti consiglio di rivolgerti ad un avvocato; si tratta di una procedura piuttosto formale e complicata.

La rinunzia all'eredità invece deve, eventualmente, avvenire per iscritto.
Art. 519. Dichiarazione di rinunzia.
La rinunzia all'eredità deve farsi con dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni.

3) Non sussiste un obbligo giuridico di scrivere la corrispondenza nella lingua del notaio; attualmente ci sono diversi siti internet che offrono numerosi programmi per la traduzione automatica di testi.
Scrivere un'istanza in francese o inglese non può rappresentare un problema, al giorno d'oggi.

4) in caso di eventuale processo ereditario, ai sensi dell'articolo 50 della legge n. 218 del 1995, sussiste la giurisdizione del giudice italiano e non dei tribunali del Belgio:

Articolo 50 Giurisdizione in materia successoria

1. In materia successoria la giurisdizione italiana sussiste:
a) se il defunto era cittadino italiano al momento della morte;

b) se la successione si è aperta in Italia;
c) se la parte dei beni ereditari di maggiore consistenza economica è situata in Italia;
d) se il convenuto è domiciliato o residente in Italia o ha accettato la giurisdizione italiana, salvo che la domanda sia relativa a beni immobili situati all'estero;
e) se la domanda concerne beni situati in Italia.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

Paga la tua consulenza

Inserisci il Costo

Easy Joomla Paypal Payment / Donations Module

Cerca Consulenza legale