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Diritto di famiglia - Bene personale e comunione legale dei coniugi





Sono sposata da 2 anni e mezzo, abbiamo fatto la separazione dei beni, e da 11 anni sono proprietaria di una casa che mi è stata comprata e intestata dai miei genitori, nella quale io e mio marito non abitiamo più da luglio 2010. Ora sto vendendo la casa in questione,  e avrei qualche domanda:

1. la somma ricavata dalla vendita è interamente mia o devo per legge dividerla con mio marito?
2. perchè mi viene richiesto il certificato di matrimonio da presentare al notaio?
3. se uso interamente i soldi derivanti dalla vendita della mia casa per comprarmi un immobile e intestarlo solo a me, posso farlo, è considerato solo mio per legge?

Se fosse possibile ricevere la risposta entro domani mattina sarebbe magnifico!
Grazie



RISPOSTA



1)La casa in questione è un tuo bene personale, ai sensi dell'articolo 179, comma 1 lettera A del codice civile. La somma ricavata dalla vendita della casa sarà interamente tua, senza ombra di dubbio.

2)Perché questa è la prassi notarile; il notaio in un atto pubblico, scrive “è presente Tizio nato a _____ il xx/xx/xxxx, coniugato con __________ oppure stato libero, celibe nubile”. Il notaio deve scrivere se Tizio è sposato o se il suo stato è libero … questo avviene in tutti gli atti pubblici.

3)Sì, l'immobile sarà considerato soltanto tuo, se nell'atto di vendita farai scrivere al notaio che per l'acquisto della casa è stato utilizzato denaro di tua esclusiva proprietà, ricavato dalla vendita di un tuo bene immobile personale; inoltre, sei in regime di separazione dei beni con tuo marito, altro particolare a tuo favore !!!

Riporto l'articolo 179 del codice civile.

Art. 179. Beni personali.

Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge: a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
d) i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione;
e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
f) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all'atto dell'acquisto.
L'acquisto di beni immobili, o di beni mobili elencati nell'articolo 2683, effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, ai sensi delle lettere c), d) ed f) del precedente comma, quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge.


Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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