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Diritto del Lavoro - L'individuazione dei soggetti nei cui confronti deve essere attuato il licenziamento collettivo





Lavoro in un'azienda che ha in previsione di licenziare parecchie persone (più di 150). In merito ai criteri di selezione, il primo che figura riguarda il carico familiare. Considerando il caso di una persona single, che pertanto "vive" del proprio stipendio, che diritti ha? In sostanza, se l'azienda deve scegliere tra una donna con figli bireddito (considerato lo stipendio del marito/compagno) e una donna single, chi viene prima?



RISPOSTA



La legge (artt. 24 e 5 della legge n. 223/91) stabilisce regole ben precise per l'individuazione dei soggetti nei cui confronti deve essere attuato il licenziamento collettivo. E' infatti previsto che l'individuazione di tali soggetti debba avvenire sulla base dei criteri stabiliti mediante accordo tra organizzazioni sindacali e azienda. In caso di mancanza di accordo, la legge prevede che l'individuazione debba avvenire secondo criteri oggettivi e imparziali, evitando qualsiasi discriminazione in danno di soggetti eventualmente sgraditi dall'impresa per motivi personali (svolgimento di attività sindacale o politica, fede religiosa, razza, sesso, malattie subite e altri ancora). Per questo la legge stabilisce che debbano essere seguiti i seguenti criteri, da applicare in concorso gli uni con gli altri:

a) carichi di famiglia;

b) anzianità (di servizio e anagrafica);

c) esigenze tecnico-produttive e organizzative.

L'impresa è poi tenuta a rispettare le percentuali di soggetti invalidi o comunque di assunti obbligatori.
La violazione di questi criteri determina: la annullabilità dei licenziamenti da parte del Tribunale del Lavoro e l'ordine di reintegrazione nel posto di lavoro; la condanna dell'azienda al risarcimento del danno patito dal lavoratore, in termini di mancata percezione della retribuzione, nella misura minima di 5 mensilità. E' bene ricordare che, anche per ottenere l'accertamento della violazione dei criteri di scelta, è indispensabile procedere all'impugnazione del licenziamento con un atto scritto, anche extragiudiziale, nel termine perentorio di 60 giorni dalla comunicazione del licenziamento.

In mancanza di accordo tra i sindacati ed il datore di lavoro, sarà preferita la donna con figli, sposata con un marito che lavora, rispetto alla donna single senza figli.

La donna sposata con figlio avrà un carico di famiglia al 50% (l'altro 50% sarà del marito), mentre la donna single non avrà carichi di famiglia.

Gli accordi sindacali aziendali potrebbero ribaltare i suddetti criteri di scelta, dando ad esempio priorità all'anzianità di servizio ovvero alle esigenze produttive, rispetto ai carichi di famiglia.

Ti invito ad informarti presso i rappresentanti sindacali aziendali, riguardo eventuali accordi con il datore di lavoro relativi al licenziamento collettivo.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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