Diritto privato - Fallimento ditta individuale, istanza di un creditore





Sono titolare di una azienda agricola come ditta individuale, ci sono i presupposti per essere dichiarato fallito dato che supero i 500.000 EUR di debiti complessivi. Ho avuto una istanza di fallimento da un mio creditore, attualmente all'esame del giudice ma ho trovato un accordo con questo creditore, e quindi è disponibile a rinunciare alla procedura.


Volevo sapere l'istanza di fallimento si ferma, o va avanti lo stesso?


Ho saputo che il giudice puo' andare avanti d'ufficio, è verità?


Posso fare qualcosa per bloccarla?

Grazie



RISPOSTA



Confermo quello che ti hanno detto, ossia il potere del giudice di procedere d'ufficio, una volta instaurato il procedimento fallimentare. Del resto, l'articolo 6 del regio decreto del 1942 in materia di fallimenti, prevede l'iniziativa del pubblico ministero per la dichiarazione del fallimento, quindi di un organo terzo ed imparziale.

Art. 6.
Iniziativa per la dichiarazione di fallimento.


Il fallimento è dichiarato su ricorso del debitore, di uno o più creditori o su richiesta del pubblico ministero.

Nel ricorso di cui al primo comma l'istante può indicare il recapito telefax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere le comunicazioni e gli avvisi previsti dalla presente legge.


Il tribunale fallimentare a breve convocherà dinanzi a sé il debitore da dichiarare fallito ed il creditore istante, ai sensi dell'articolo 15 del regio decreto del '42 che per completezza espositiva riporto per intero.

Art. 15.
Procedimento per la dichiarazione di fallimento.


Il procedimento per la dichiarazione di fallimento si svolge dinanzi al tribunale in composizione collegiale con le modalità dei procedimenti in camera di consiglio.
Il tribunale convoca, con decreto apposto in calce al ricorso, il debitore ed i creditori istanti per il fallimento; nel procedimento interviene il pubblico ministero che ha assunto l'iniziativa per la dichiarazione di fallimento.

Il decreto di convocazione è sottoscritto dal presidente del tribunale o dal giudice relatore se vi è delega alla trattazione del procedimento ai sensi del sesto comma. Tra la data della notificazione, a cura di parte, del decreto di convocazione e del ricorso e quella dell'udienza deve intercorrere un termine non inferiore a quindici giorni.

Il decreto contiene l'indicazione che il procedimento è volto all'accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento e fissa un termine non inferiore a sette giorni prima dell'udienza per la presentazione di memorie e il deposito di documenti e relazioni tecniche. In ogni caso, il tribunale dispone che l'imprenditore depositi i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, nonché una situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata; può richiedere eventuali informazioni urgenti.

I termini di cui al terzo e quarto comma possono essere abbreviati dal presidente del tribunale, con decreto motivato, se ricorrono particolari ragioni di urgenza. In tali casi, il presidente del tribunale può disporre che il ricorso e il decreto di fissazione dell'udienza siano portati a conoscenza delle parti con ogni mezzo idoneo, omessa ogni formalità non indispensabile alla conoscibilità degli stessi.

Il tribunale può delegare al giudice relatore l'audizione delle parti. In tal caso, il giudice delegato provvede all'ammissione ed all'espletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d'ufficio.

Le parti possono nominare consulenti tecnici.
Il tribunale, ad istanza di parte, può emettere i provvedimenti cautelari o conservativi a tutela del patrimonio o dell'impresa oggetto del provvedimento, che hanno efficacia limitata alla durata del procedimento e vengono confermati o revocati dalla sentenza che dichiara il fallimento, ovvero revocati con il decreto che rigetta l'istanza.

Non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento se l'ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell'istruttoria prefallimentare è complessivamente inferiore a euro trentamila. Tale importo è periodicamente aggiornato con le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 1.


In sede di udienza in camera di consiglio, farete presente al giudice che avete trovato un accordo, in merito all'adempimento dei tuoi obblighi di carattere obbligazionario. Dinanzi al vostro accordo, il giudice, per quanto possa esercitare un potere largamente discrezionale, archivierà la tua posizione e non emetterà la sentenza dichiarativa di fallimento, ai sensi dell'articolo 16 della legge fallimentare.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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