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Eredità del convivente





Gent. Avv.ti  sono un ex ferroviere in pensione, sono separato legalmente (separazione consensuale) da circa 5 anni. Convivo dal 2009 con la mia attuale compagna  e abitiamo in una casa di mia proprietà avuta in eredità da mio padre  intestata solo a mio nome. La prima casa  in comunione dei beni acquistata durante il mio matrimonio  è stata assegnata alla mia ex moglie dal giudice nella separazione consensuale. Dal  matrimonio con la mia ex moglie sono nati due figli attualmente sposati e sistemati. Il punto: se dovesse succedermi qualcosa come tutelare la mia compagna con cui convivo?Oltre che redigere  un testamento olografo con cui potrei attribuire alla mia compagna la quota di patrimonio disponibile pari ad un terzo dello stesso(o in alternativa la casa di mia personale proprietà avuta da mio padre vada in eredità alla mia compagna), posso vendere alla mia compagna la nuda proprietà della casa avuta in eredità da mio padre riservandomi l’usufrutto senza che i legittimi eredi (i miei due figli e la mia ex moglie) possano impugnare questa vendita?Grazie per la risposta e cordiali saluti



RISPOSTA



Confermo innanzitutto la possibilità di redigere un testamento olografo, lasciando alla compagna la quota disponibile, pari a 1/4 dell'asse ereditario, ai sensi del combinato normativo predisposto dagli articoli 542, II comma e 548, I comma del codice civile.

Art. 542 del codice civile. Concorso di coniuge e figli.

Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, legittimo o naturale, a quest'ultimo è riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge. Quando i figli, legittimi o naturali, sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, legittimi e naturali, è effettuata in parti uguali.

Art. 548 del codice civile. Riserva a favore del coniuge separato.

Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, ai sensi del secondo comma dell'articolo 151, ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato.
Il coniuge cui è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se al momento dell'apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. L'assegno è commisurato alle sostanze ereditarie e alla qualità e al numero degli eredi legittimi, e non è comunque di entità superiore a quella della prestazione alimentare goduta. La medesima disposizione si applica nel caso in cui la separazione sia stata addebitata ad entrambi i coniugi.


ATTENZIONE: tua moglie, se non chiederai il divorzio, avrà diritto alla quota disponibile pari a 1/4 del tuo asse ereditario. A mio parere, faresti bene a chiedere il divorzio da tua moglie, al fine di diseredarla definitivamente dalla tua eredità !!!

ATTENZIONE 2: la quota di legittima spettante a tua moglie, sarà calcolata anche prendendo in considerazione la tua attuale abitazione. Non confondiamo le norme sulla comunione legale dei beni con le norme sulla successione ereditaria !!! L'asse ereditario comprenderà tutti i tuoi beni mobili ed immobili.

Sconsiglio nel modo più assoluto di simulare una vendita della nuda proprietà a favore della tua compagna. I tuoi figli, alla tua morte, chiederebbero al giudice di disporre delle indagini bancarie. A seguito delle indagini, non risulterebbe alcuna movimentazione di denaro, dal conto della tua compagna a favore del tuo conto bancario: quindi il giudice dichiarerebbe la vendita, un atto simulato a danno degli eredi legittimi, ossia una donazione assoggettata a collazione e quindi impugnabile da parte dei tuoi figli.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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