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Fisco e Tributi - Imposta sulla successione e sulle donazioni



Andrea da Ancona



Buongiorno
Il mio compagno, celibe e senza figli, vorrebbe lasciarmi per testamento l'appartamento di sua proprietà, nel quale conviviamo e dove ho la residenza dal 2003 ed una somma di denaro depositata su un conto bancario.
Per provare a fare " le cose per bene" ed evitare una futura necessità di vendere l'immobile in questione per pagare le tasse di successione, vorremmo sapere:

- Quale percentuale verrebbe applicata come tasse di successione sulla piena proprietà del bene e quale invece sul solo usufrutto?

- Quale percentuale verrebbe applicata sui liquidi?

- Essendo ancora in vita,al momento della successione, la madre e/o il fratello del testante potrebbero impugnare con esito positivo le volontà del congiunto? Sarebbe diverso, in questo contesto, l'aver lasciato a me l'usufrutto piuttosto che la piena proprietà?

Sperando di avere esposto la situazione ed i quesiti in modo chiaro, Vi ringrazio per la cortese attenzione ed attendo un Vs. gentile riscontro.



RISPOSTA



L’imposta di successione è stata reintrodotta nel nostro ordinamento tributario con il D.L. 262/2006, convertito in Legge 286/2006. Come noto, infatti, il 25 ottobre 2001, l’imposta sulle successioni e donazioni era stata soppressa.

L’imposta è disciplinata dalle disposizioni in vigore prima della soppressione, salvo alcune disposizioni particolari introdotte dal DL 262/2006. Per quanto riguarda la decorrenza della tassazione l’imposta si applica alle successioni apertesi a decorrere dal 3 ottobre 2006.

Le norme applicabili alle successioni risultano essere, comunque, sempre quelle in vigore al momento dell’apertura della successione. Pertanto, la liquidazione dell’imposta in capo agli eredi dovrà seguire la normativa vigente al momento dell’apertura della successione.
Al momento sarebbe necessaria una sfera di cristallo per conoscere l'aliquota applicabile all'asse ereditario, al momento del decesso del tuo compagno. L'imposta di successione potrebbe anche essere stata nuovamente cancellata dall'ordinamento.
Il presupposto soggettivo della tassazione è la successione ereditaria, a seguito del decesso del "de cuius", seguita dall'accettazione dell'eredità, da parte degli eredi.

Come determinare la base imponibile

Per quanto riguarda la determinazione dell’imposta, in via preliminare bisogna provvedere al calcolo del valore globale netto dell’asse ereditario (appartamento + denaro in banca).

Questo è dato dalla differenza tra il valore complessivo, alla data dell’apertura della successione, dei beni e degli eventuali diritti che compongono l’attivo ereditario e l’ammontare complessivo delle passività deducibili e da eventuali oneri del patrimonio del defunto (gli eventuali debiti che il tuo compagno lascerà agli eredi saranno defalcati, ai fini del calcolo della base imponibile).

Per quanto attiene gli immobili, il legislatore ha previsto che il valore degli stessi debba essere determinato secondo il valore di mercato alla data di apertura della successione.

Per la determinazione del valore dell’usufrutto, bisogna rapportare il valore della piena proprietà dell’immobile con il saggio di interesse legale in vigore. (esempio valore piena proprietà diviso il saggio di interesse legale in vigore all'apartura della successione = valore dell'usufrutto).

Una volta calcolato l’attivo ereditario si dovrà provvedere a detrarre alcune passività, quali ad esempio i debiti del defunto esistenti alla data di apertura della successione, le spese mediche e chirurgiche sostenute dagli eredi negli ultimi sei mesi di vita del defunto e le spese funerarie.

I debiti per poter essere ammessi in detrazione devono essere esistenti all’apertura della successione e devono risultare da atti scritti di data certa antecedente a quella di apertura della successione.

Una volta detratte le eventuali passività dall’attivo si otterrà il “valore netto” del patrimonio.

Calcolo dell’imposta

Una volta calcolato il valore netto del patrimonio, si dovrà provvedere ad applicare le aliquote fissate dalla legge in misura diversa a seconda della parentela esistente tra gli eredi o legatari ed il defunto.

Le aliquote da applicare al valore patrimoniale netto sono più favorevoli per i coloro che sono legati da un più stretto rapporto di parentela con il de cuius e più pregiudizievoli per gli altri soggetti terzi.

Nel caso di coniuge e parenti in linea retta si applica l’aliquota del 4%, per fratelli e sorelle ed altri parenti fino al 4° grado il 6% e per altri soggetti 8%.
Nel caso dell'erede convivente quindi, l'aliquota applicabile è pari all' 8% (sia per la proprietà dell'appartamento che per il suo usufrutto).

La motivazione di tale principio è da ricondursi nella volontà del legislatore fiscale di salvaguardare, con una tassazione agevolata, solo il patrimonio del de cuius che viene trasferito solo ai parenti più prossimi.

Dichiarazione di successione

Gli eredi sono obbligati alla presentazione della dichiarazione di successione entro il termini di dodici mesi dall’apertura della successione stessa. La dichiarazione si presenta all'Agenzia delle Entrate competente per territorio (ha rilevanza il luogo dell'apertura della successione).

Imposta sulle donazioni

In caso di donazione del bene immobile, le imposte relative all'atto di liberalità, sono calcolate secondo lo stesso procedimento, previsto per il calcolo dell'imposta di successione.

Quote di legittima

Per quanto riguarda l'aspetto civilistico della successione, i genitori del tuo compagno hanno diritto alla quota di legittima, nella misura di 1/3 dell'intero asse ereditario, ai sensi dell'articolo 538, I comma, del codice civile.

I fratelli non hanno diritto alla quota di legittima, ai sensi dell'articolo 536, I comma.
Presumo che il decesso dei genitori del tuo compagno avverrà prima della morte dello stesso.
In tal caso, il tuo compagno, non avendo figli, potrà disporre del suo asse ereditario, con testamento, interamente a tuo favore. Al momento, tuttavia, il testamento deve prevedere la quota di legittima pari ad 1/3, a favore degli ascendenti (genitori).
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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