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Diritto privato - Scioglimento della comunione ereditaria e vendita della quota



Adriana da Lodi



Siamo 21 eredi di un area di 5000 mq fabbricabile e non lottizzata a quote indivise (originariamente i proprietari erano 5 fratelli che sono mancati).Ora ci sarebbe la possibilità di vendere ma uno solo non vuole vendere.Considerato che il comune sta cambiando il piano regolatore e questa area sara' destinata a diventare agricola se non verra' lottizzata velocemente, cosa possiamo fare? a tutti meno una interessa vendere ,ma il tempo stringe. Grazie



RISPOSTA



Ai sensi dell’articolo 1108, III comma, del codice civile, è necessario il consenso di tutti i partecipanti alla comunione per gli atti di alienazione del bene comune.
Secondo la suddetta norma quindi, il dissenso di un solo comunista può impedire la vendita dell’area fabbricabile ereditata.

La soluzione ai vostri problemi, tuttavia, è contenuta nell’articolo 1111, I comma, del codice civile; secondo quest’ultima norma, ciascuno dei partecipanti alla comunione può sempre domandare lo scioglimento della stessa. In caso di istanza di scioglimento, presentata all’autorità giudiziaria competente, dal singolo comunista, il dissenso di un erede/comunista non può impedire lo scioglimento della comunione ereditaria.
Se il tuo coerede si ostinerà ad impedire la vendita dell’area fabbricabile, avrete facoltà di rivolgervi singolarmente al Tribunale, al fine di chiedere lo scioglimento della comunione.
Il giudice, di conseguenza, nominerà un perito (consulente tecnico d’ufficio) che determinerà il valore di mercato delle singole quote.
Successivamente l’autorità giudiziaria dichiarerà con sentenza, lo scioglimento della comunione, prevedendo che al comunista dissenziente sia liquidata in denaro, la quota di proprietà di sua pertinenza, da parte degli altri coeredi.
Sciolta la comunione, si potrà procedere alla vendita dell’area fabbricabile, impedendo che la stessa diventi area agricola, per un mero capriccio di un coerede.
Cordiali saluti.

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