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Responsabilità consigliere comunale sforamento patto di stabilità





Il nostro Comune non ha rispettato il patto di stabilità per l'anno 2013 ed ha subito dal Ministero dell'Interno una sanzione di EUR XXXXXXXXXXX. Lo sforamento del patto di stabilità era stato evidenziato dal Responsabile finanziario del Comune in occasione dell'approvazione del bilancio preventivo 2013, sulla cui delibera lo stesso funzionario, con relazione ampiamente articolata e motivata, aveva espresso parere negativo. La maggioranza consiliare, senza peraltro motivare la propria scelta, ha ritenuto egualmente di approvare e dare esecuzione al bilancio preventivo 2013 anche se già in partenza non rispettoso del patto di stabilità. Da qui la sanzione a conclusione dell'esercizio 2013.
Può un cittadino chiedere alla Procura della Corte dei Conti della Regione la declamazione del danno erariale a carico degli amministratori che hanno approvato il bilancio di previsione e vi hanno dato esecuzione ? Quante probabilità di esito positivo?



RISPOSTA



Premesso che non mi sono arrivati gli allegati, posso ugualmente rispondere alle tue domande, in quanto domande di carattere generico.

1. Sì, un cittadino può segnalare con una denuncia alla Corte dei Conti, la necessità di procedere con la declamazione del danno erariale a carico degli amministratori che hanno espresso voto favorevole all'approvazione del bilancio e del segretario comunale che ha consentito con la sua presenza in consiglio comunale, l'approvazione di tale bilancio.
L’unica autorità legittimata ad intestare e quantificare la fattispecie di danno erariale è la Corte dei conti. Nell'ordinamento italiano per danno erariale si intende il pregiudizio sofferto dallo Stato o da un altro ente pubblico in ragione della condotta dolosa o gravemente colposa imputabile ad un soggetto appartenente ad un apparato pubblico ovvero da questo comunque incaricato.

Declamazione del danno erariale a carico dei consiglieri di maggioranza, oltre alle sanzioni specifiche per la violazione del patto …

Le sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità sono attualmente previste all’articolo 1, commi 119 e 120 della L. 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011). Il comma 119 reca misure di carattere sanzionatorio che prevedono, a carico dell’ente inadempiente, nell’anno successivo a quello dell’inadempienza:

a) la riduzione dei trasferimenti erariali dovuti agli enti locali in misura pari allo scostamento tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato. La riduzione è effettuata con decreto del Ministro dell'interno, a valere sui trasferimenti corrisposti dallo stesso Ministero, con esclusione di quelli destinati all'onere di ammortamento dei mutui. In caso di insufficienza dei trasferimenti, ovvero nel caso in cui fossero stati in parte o in tutto già erogati, la riduzione viene effettuata a valere sui trasferimenti degli anni successivi.

b) il divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo annuale medio dei corrispondenti impegni effettuati nell’ultimo triennio.

c) il divieto di ricorrere all’indebitamento per finanziare gli investimenti. La Circolare n. 11 chiarisce che costituisce operazione di indebitamento il leasing finanziario quando l’ente non ha la facoltà, ma l’obbligo, di riscattare il bene al termine del contratto.

d) il divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia di contratto, anche con riguardo ai processi di stabilizzazione in atto. E’ fatto altresì divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della citata disposizione.

e) la riduzione delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza indicati nell’articolo 82 del TUEL (decreto legislativo n. 267 del 2000), che vengono rideterminati con una riduzione del 30 per cento rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008 (comma 120).

Si ricorda che, mentre la sanzione della riduzione dei trasferimenti è irrogata direttamente dallo Stato ed in particolare dal Ministero dell’Interno, la riduzione del 30 per cento delle indennità degli amministratori locali, i divieti di assunzioni di personale, di indebitamento e di riduzione della spesa corrente dovranno essere direttamente applicati dall’ente locale.

Su un piano completamente diverso si colloca invece l’apprezzamento della condotta di coloro che partecipano all’approvazione dei bilanci di pertinenza dei Comuni e quindi al raggiungimento degli obiettivi posti dal Patto di stabilità interno. Relativamente a tale apprezzamento, la legge assegna la materia della responsabilità amministrativa esclusivamente alla giurisdizione della Corte dei conti, ai sensi della legge 14 gennaio 1994, n.20. Il giudizio di responsabilità, in base a tale legge, intende perseguire le condotte individuali, apprezzando l’imputabilità delle condotte dei singoli. In sintesi, può affermarsi che le sanzioni relative allo sforamento del Patto di stabilità si applicano a prescindere dalla responsabilità degli amministratori in carica, mentre la responsabilità per danno erariale si fonda sull’imputabilità dei soggetti condannati.

Relativamente all’imputabilità soggettiva del danno erariale, i presupposti dell’azione della Corte dei conti, anche alla luce della nota interpretativa, resa dalla Procura generale della Corte dei conti, del 2 agosto 2007, P.G.9434/2007 in materia di denunce di danno erariale sono:

a) L’esistenza di un danno patrimoniale;

b) L’ascrivibilità del danno ad un comportamento doloso o comunque caratterizzato dalla colpa grave dell’agente (inteso come negligenza, imprudenza o imperizia);

c) L’individuazione di un nesso di causalità tra il danno ed il comportamento;

d) La sussistenza di un legame con l’apparato pubblico in virtù di un rapporto di impiego o servizio.

SUSSISTONO TUTTI I PRESUPPOSTI PER LA DECLAMAZIONE DEL DANNO ERARIALE, IN QUANTO I CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA ERANO PERFETTAMENTE AL CORRENTE DELLA VIOLAZIONE DEL PATTO DI STABILITA', IN QUANTO HANNO APPROVATO UNA PROPOSTA DI DELIBERA PRIVA DEL PARERE DI REGOLARITA' CONTABILE DEL RAGIONIERE CAPO DEL COMUNE. HANNO AGITO CON DOLO, OSSIA CON LA PIENA CONSAPEVOLEZZA DI VIOLARE IL PATTO E CON L'INTENZIONE DI INFISCHIARSENE DELLE NORME CONTABILI DELL'ENTE LOCALE.

2. Probabilità di esito positivo della segnalazione alla corte dei conti ?

Circa 99% !!! Il dolo degli amministratori è piuttosto evidente !

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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