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Il comproprietario non deve chiedere l'assenso degli altri comunisti per prendere la residenza nell'immobile in comproprietà





Siamo rimasti tre fratelli comproprietari di una casa di famiglia E al 33% ognuno. In questa casa vuota io sono entrato tre mesi fa ed ho chiesto regolarmente la residenza. Siamo a Milano. Uscito il messo, tutto ok. Ricevuto il pass.
Ora il comune mi chiede via lettera l’assenso degli altri comproprietari con documento, viceversa annullerà la mia richiesta.
Mia sorella non mi darà l’assenso e non so neppure dove sia. E lecita la richiesta del comune e non posso fare nulla?
Grazie

 

RISPOSTA



Non è affatto lecita!
Il comproprietario ha diritto di utilizzare l'immobile (quindi di risiedere all'interno dello stesso), al pari degli altri aventi diritto, senza dover chiedere il permesso degli altri comproprietari, “purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”.

Di seguito la norma di riferimento del codice civile:

Art. 1102 del codice civile. Uso della cosa comune.

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.

L'ufficiale di anagrafe ritiene erroneamente di applicare al caso "de quo" l'art. 5 del decreto legge 47/2014 (convertito nella legge n. 80/14) che prevede quanto segue:

"Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza ne' l'allacciamento a pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge."

Tuttavia, essendo tu comproprietario dell'immobile, non potresti per nessun motivo al mondo essere considerato un “abusivo”, alla luce di quanto prevede l'articolo 1102 del codice civile.

Secondo l'ANUSCA, in caso di richiesta di residenza da parte del singolo comproprietario, gli altri comunisti dovranno essere informati tramite comunicazione di avvio del procedimento (art. 7 L. n. 241/90). Gli altri comproprietari potranno fare eventualmente opposizione alla richiesta di residenza, laddove sussistano valide motivazioni (ad esempio, il comproprietario che ha chiesto la residenza, in realtà non è titolare di alcun diritto reale in comunione sull'immobile).

Tanto premesso, rispondo alla tua domanda: in linea generale, non occorre l'assenso degli altri comunisti per prendere la residenza presso un immobile di cui si è comproprietari.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: