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Diritto di precedenza del lavoro assunto a termine, in caso assunzione a tempo indeterminato





Si chiede se alcune attività svolte da cooperative sociali a favore di plessi scolastici pubblici, con durata certa ricompresa tra la data di inizio e di fine dell'anno scolastico (del tipo bidellaggio/pulizia ambienti, gestione delle mense scolastiche, ricomprendente la preparazione dei pasti e la distribuzione con relativo sporzionamento) possono essere ricomprese nel concetto di stagionalità in senso ampio e quindi godere delle eccezioni riconducibili alla attenuazione delle limitazioni in tema di assunzioni a termine.



RISPOSTA



Non si tratta di attività stagionale anche se la tua domanda non è affatto peregrina.
Il legislatore del 1995 ha infatti inserito nell'elenco della attività stagionali del DPR 1525/63, il punto 48:

48. Attività svolte in colonie montane, marine e curative e attività esercitate dalle aziende turistiche, che abbiano, nell'anno solare, un periodo di inattività non inferiore a settanta giorni continuativi o a centoventi giorni non continuativi.

Tanto per intenderci, la gestione delle mense scolastiche ha un periodo di inattività pari ad almeno 90 giorni continuativi, quindi potrebbe teoricamente trattarsi anch'essa di attività stagionale. Tuttavia, l'elenco di cui al predetto DPR è tassativo, in quanto norma eccezionale (ossia norma che prevede un'eccezione alla regola generale, alla luce di quanto previsto dall'articolo 14 delle disposizione di attuazione del codice civile.

Art. 14. Applicazione delle leggi penali ed eccezionali. Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati.



Le attività supra descritte non sono esplicitamente indicate nel Dpr 1525/63 e successive modifiche ed integrazioni e nemmeno il CCNL di categoria (Cooperative Sociali) ne ha previsto la c.d. stagionalità (eventuale).



RISPOSTA



Le previsioni di carattere contrattuale confermano l'impossibilità giuridica di attribuire carattere di stagionalità alle attività di cui alla presente consulenza.



La centralità del problema riguarda in particolare il c.d. diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per quei lavoratori che hanno prestato attività di lavoro a tempo determinato per un periodo superiore a mesi sei; normalmente il diritto di precedenza deve essere esplicitamente manifestato entro sei mesi successivi alla cessazione dell'ultimo rapporto a termine, o entro tre mesi in caso di attività stagionali.



RISPOSTA



Essendo un dato certo, l'assenza del carattere di stagionalità relativamente alle attività di cui alla presente consulenza, possiamo ragionare considerando soltanto le norme previste per la generalità dei casi: il diritto di precedenza deve essere esplicitamente manifestato entro sei mesi successivi alla cessazione dell'ultimo rapporto a termine (articolo 24 comma 1 del decreto legislativo 81 del 2015).

1. “Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, il lavoratore che, nell'esecuzione di uno o piu' contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attivita' lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni gia' espletate in esecuzione dei rapporti a termine”.



Al pari si chiede se, in mancanza della manifestazione esplicita di esercizio del diritto di precedenza nei tempi stabiliti da legge, il lavoratore addirittura può eventualmente dichiarare in autocertificazone, in un momento immediatamente successivo alla cessazione dell'ultimo rapporto a termine che determina il superamento dei sei mesi complessivi, di voler rinunciare al diritto stesso, così esonerando l'azienda dagli obblighi/limitazioni da esso derivanti.



RISPOSTA



Il comma 4 dell'articolo 24 del decreto legislativo 81 del 2015, prevede quanto segue:

4. Il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nell'atto scritto di cui all'articolo 19, comma 4, e puo' essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volonta' in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro nei casi di cui ai commi 1 e 2, ed entro tre mesi nel caso di cui al comma 3. Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.

In sintesi: il diritto di precedenza, nel caso de quo, è stato espressamente richiamato nel contratto di lavoro su cui è stato apposto il termine, ai sensi dell'articolo 19 comma 4 del predetto decreto.
Il lavoratore intende tuttavia rinunciare al diritto di precedenza, immediatamente dopo la cessazione del contratto di lavoro a termine, senza dover attendere silente, il termine semestrale dalla cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato. Può farlo ?
Sì. Il diritto di precedenza, essendo liberamente esercitabile dal lavoratore, può essere oggetto di rinuncia mediante accordo consensuale (non si applica art. 2113 del codice civile); è possibile prevedere un corrispettivo in favore del lavoratore, a fronte di tale rinuncia.
Non si tratta di un'autocertificazione, in quanto il datore di lavoro non è una pubblica amministrazione, ma di un atto di transazione, ossia un negozio giuridico che sarà sottoscritto per accettazione sia dal dipendente che dal datore di lavoro.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: