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Differenza tra proroga e rinnovo successione di contratti di lavoro a tempo determinato





Salve mi chiamo Arianna e ho 21 anni, lavoro nel campo del commercio come commessa da 1 anno e 9 mesi, inizialmente con un contratto di 3 mesi poi alla scadenza prorogato a 1 anno, scaduti questi 12 mesi (il 30 settembre 2016) è stato nuovamente prorogato per altri 6 mesi con il termine il 31 marzo 2017 senza nessuna interruzione lavorativa, mi è stato poi comunicato che mi verrà nuovamente prorogato per un'ultima volta per 12 mesi dopodiché si deciderà per un contratto a tempo indeterminato o un licenziamento. Mi sorge un dubbio però, leggendo su internet e sentendo qualche voce di corridoio, mi sono accorta che tra la fine di un c contratto a termine e l'inizio di un nuovo contratto a termine, cioè tra una proroga e l'altra il lavoratore di legge dovrebbe sospendere l'attività lavorativa per 10 o 20 giorni in base ai mesi lavorati precedentemente.
Perciò la mia domanda è questa, lo stacco lavorativo tra una proroga e l'altra mi spetta? grazie

RISPOSTA



Dobbiamo distinguere concettualmente il termine proroga dal termine rinnovo, ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo n. 81 del 2015, di riforma dei contratti di lavoro.
La sospensione di 10 o 20 giorni si applica in caso di rinnovo e non di proroga.

Esempio di proroga: contratto a termine stipulato il 1 marzo fino al 30 giugno. In data 28 giugno, le parti decidono di prorogare il contratto fino al 31 luglio. Essendo una proroga, non si applica alcun periodo di sospensione, né di 10 giorni né di 20 giorni.

Esempio di rinnovo: contratto a termine stipulato il 1 marzo fino al 30 giugno. In data 4 luglio, a contratto scaduto, le parti decidono di RINNOVARE il contratto per le medesime mansioni, di ulteriori due mesi. In questo caso, trattandosi di rinnovo e non di proroga, occorre rispettare la vacanza di 10 giorni tra un contratto e l'altro.
Dal contenuto della tua email, mi pare di capire che si tratti di proroghe e non di rinnovi, quindi non si evidenzia alcuna irregolarità, circa il mancato rispetto del termine di sospensione di 10/20 giorni. Non si applica alcun termine di sospensione.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Differenza tra proroga e rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato. Limite massimo di 36 mesi si applica anche nel caso in cui il dipendente ha lavorato in precedenza per la stessa azienda, a tempo indeterminato





Sono stato assunto per 6 mesi da una azienda dove in passato ero a tempo indeterminato, volevo capire se alla scadenza l'azienda potrà riassumermi dopo 10 giorni dandomi nuovamente un tempo determinato. Grazie

RISPOSTA



Dobbiamo distinguere tra la proroga del contratto a termine di cui al comma 1 dell'articolo 21 del decreto legislativo 81 del 2015, dal rinnovo del contratto a termine di cui al comma 2 del medesimo articolo.

Per proroga, tecnicamente, intendiamo lo spostamento in avanti del termine finale del rapporto di lavoro a termine.
Per rinnovo, tecnicamente, intendiamo un nuovo contratto a termine, stipulato nel rispetto del periodo di vacanza di 10 o 20 giorni.

Fermo il rispetto del termine massimo di 36 mesi, di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 81 del 2015, ossia il Jobs act.

Con il consenso del dipendente, il contratto a termine può essere prorogato per un massimo di cinque volte nell’arco di trentasei mesi.
Esempio di proroga: la scadenza del contratto è il 31 luglio 2017 e domani, 24 luglio, il datore di lavoro ti chiede di spostare in avanti la scadenza del rapporto di lavoro a termine dal 31 luglio al 31 ottobre.

1. Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a trentasei mesi, e, comunque, per un massimo di cinque volte nell’arco di trentasei mesi a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della sesta proroga.

Esempio di rinnovo: il contratto a termine di durata superiore a sei mesi, è scaduto lo scorso 30 giugno, quindi il datore di lavoro, trascorsi oltre venti giorni dalla scadenza, oggi 24 luglio, ti convoca per un rinnovo del rapporto di lavoro a termine, nel pieno rispetto del periodo di vacanza tra il prevedente contratto ed il nuovo contratto, oggetto di rinnovo.

2. Qualora il lavoratore sia riassunto a tempo determinato entro dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a sei mesi, il secondo contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato. Le disposizioni di cui al presente comma non trovano applicazione nei confronti dei lavoratori impiegati nelle attività stagionali

Fermo quanto previsto dall'articolo 20 del predetto decreto, in materia di durata massima del rapporto di lavoro a termine.

“... la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, non può superare i trentasei mesi. Ai fini del computo di tale periodo si diene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale, svolti tra i medesimi soggetti, nell’ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato. Qualora il limite dei trentasei mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento”.

Tanto premesso, rispondo alla tua domanda: la circostanza di avere lavorato in precedenza a tempo indeterminato per la stessa azienda, non impedisce al datore di lavoro di rinnovare o prorogare il rapporto di lavoro a termine, fermo il limite massimo di 36 mesi di cui all'articolo 20 d.lgs. 81/2015(36 mesi di lavoro a tempo determinato).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: