Divieto di trasferimento del bancario oltre i 30 km dalla filiale presso cui lavora





Buongiorno, l'Azienda di Credito per la quale lavoro e ' in procinto di essere incorporata da altra Azienda Bancaria la cui sede e' a oltre 50 km, per cui i servizi interni saranno trasferiti nella nuova sede. Il CCNL prevede che il dipendente che ha maturato 45 anni di eta' e 22 di servizio non possa essere trasferito oltre i 30 km senza il suo consenso (io ho 50 anni e 24 di servizio) I sindacati che ho interpellato mi dicono che e' una norma facilmente "by-passabile" in quanto prima ti trasferiscono in una filiale magari a 25 km e dopo a breve alla sede.. E' consentita una simili prassi? Cordiali saluti.

RISPOSTA



Premesso che si tratta di una prassi datoriale illegale, poiché il rispetto della contrattazione collettiva è previsto direttamente dalle norme di legge, purtroppo confermo che si tratta di episodi piuttosto frequenti nell'attuale mondo del lavoro.
Il datore di lavoro spesso confida nel fatto che il dipendente illegittimamente trasferito, non presenterà ricorso al tribunale del lavoro, ricorso contro l'atto di trasferimento … non lo farà magari per sudditanza psicologica nei confronti dell'azienda o magari per evitare conflitti con la governance aziendale.
Ma se il dipendente presentasse ricorso al tribunale del lavoro, vedrebbe annullato dal giudice il doppio trasferimento elusivo delle norme della contrattazione collettiva.

Confermo quanto scritto nella tua consulenza: qualora il dipendente abbia compiuto 45 anni di età e almeno 22 anni di servizio (sono necessari ambedue i requisiti) non può essere trasferito senza il suo consenso. Tale norma non si applica nei casi di trasferimento ad unità produttiva, situata in comune diverso, che disti meno di 30 chilometri, ed in caso si tratti di preposti o da preporre alle dipendenze.

Ricordo che il trasferimento del dipendente deve essere essere motivato ai sensi dell'articolo 2103 del codice civile.

“Il lavoratore non può essere trasferito da un’unità produttiva ad un’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”.

Il “doppio” trasferimento elusivo delle norme della contrattazione collettiva, è di per sé, con tutta evidenza, privo di valide ragioni tecniche, organizzative e produttive. L'unica ragion d'essere del “doppio” trasferimento è di natura elusiva delle norme contrattuali. Tale elusione delle norme e della contrattazione apparirà con tutta evidenza, al momento del “secondo” trasferimento !
Il giudice del lavoro ne prenderà atto e annullerà sia il primo che il secondo trasferimento.

Ti ricordo che non può essere trasferimento presso altra sede, anche il dipendente che assiste un familiare con riconoscimento di invalidità ai sensi della legge 104 del 1992 ed il dipendente che ricopre l'incarico di responsabile di una Sezione Aziendale Sindacale (SAS). In caso di sussistenza dei predetti requisiti nel caso de quo, riusciresti a sopprimere sul nascere l'intento elusivo sottostante al primo trasferimento (quello ad una distanza inferiore a 30 KM dalla sede ove presti servizio).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: