Restituzione SIM aziendale al momento delle dimissioni del dipendente





Buongiorno, vorrei una consulenza legale riguardo la legittimità da parte di un dipendente dimissionario a richiedere la portabilità del suo numero di cellulare aziendale. Il dipendente in questione è assunto con CCNL commercio a tempo indeterminato, e tra gli strumenti di lavoro a lui assegnati c'è una SIM aziendale. La proprietà della SIM aziendale, per scelta del dipendente, è stata trasferita da lui stesso all'azienda. Il numero in questi anni è stato utilizzato come punto di riferimento per diversi clienti per tanto è nel nostro interesse mantenerne il controllo. Vi chiedo quindi, siamo obbligati a restituire al dipendente dimissionario il numero di telefono che è stato utilizzato per fini aziendali e di cui siamo tutt'ora intestatari? Ringrazio anticipatamente

RISPOSTA



La presente fattispecie non è di facile soluzione, giacché è molto “particolare”.
Se si fosse trattato di una SIM aziendale “ab origine”, la risposta alla presente consulenza sarebbe stata persino troppo scontata.
Nel caso “de quo”, la SIM personale, per scelta del dipendente, è stata trasferita all'azienda, al fine di essere utilizzata come SIM aziendale.
Sebbene il dipendente non abbia sottoscritto un patto di non concorrenza con il suo datore di lavoro ai sensi dell'articolo 2125 del codice civile, la sua richiesta di tornare in possesso del numero di telefono utilizzato per fini aziendali, è in contrasto con quanto previsto dall'articolo 2105 del codice civile.

Art. 2105 del codice civile. Obbligo di fedeltà.

Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, né divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.

Se il dipendente tornasse in possesso del numero di telefono aziendale, entrerebbe in possesso di informazioni e dati personali (i numeri di cellulare dei clienti dell'azienda) che sarebbe utilizzate in modo da recare pregiudizio all'ex datore di lavoro, giacché il dipendente potrebbe utilizzare i dati personali memorizzati nella SIM aziendale, per contattare i clienti e convincerli a “passare alla concorrenza” (ossia il nuovo datore di lavoro.

Tanto premesso, salvo che al momento della cessione volontaria della SIM personale all'azienda, non sia stata prevista una specifica clausola ad hoc, il dipendente non ha diritto di tornare in possesso di una SIM aziendale, piena zeppa di dati personali-sensibili dei clienti, nel rispetto dell'obbligo di fedeltà di cui all'articolo 2105 del codice civile.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: