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Congedo straordinario biennale legge 104/92, requisito della convivenza del coniuge





Sono una impiegata del settore terziario, separata consensualmente dal 2013. Mio marito, che ha la residenza nello stesso mio comune, è in possesso della certificazione di disabilità grave di cui all'art. 3 comma 3 L.104/92
Essendo l'unica persona che lo segue, beneficio dei permessi di tre giorni mensili. Purtroppo egli necessita di assistenza continuativa, pertanto

Vi chiedo se posso usufruire del congedo straordinario di cui all'art. 42 del D.lgs. 26.03.2001 n. 151 modificato dal D.lgs. 119/2011.

Si possono mantenere residenze diverse, ma stabilire una convivenza temporanea in caso di assistenza per la disabilità del coniuge separato legalmente? Lo schedario della popolazione temporanea riguarda solo persone con residenze in comuni diversi?

Cordiali saluti

 

RISPOSTA



L'art. 42 comma 5 del D.lgs. 26.03.2001 n. 151, prevede che abbia diritto al congedo biennale retribuito, il coniuge CONVIVENTE con soggetto con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104

5. “Il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ha diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell'articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta. In caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, ha diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi; in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre, anche adottivi, ha diritto a fruire del congedo uno dei figli conviventi; in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi, ha diritto a fruire del congedo uno dei fratelli o sorelle conviventi.

5-bis. Il congedo fruito ai sensi del comma 5 non può superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell'arco della vita lavorativa”.

Cosa dobbiamo intendere per coniuge CONVIVENTE?

Ce lo spiega la Circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 1 del febbraio 2012: la sussistenza della convivenza del coniuge richiedente il periodo di congedo, è provata mediante la produzione di dichiarazioni sostitutive, rese ai sensi degli artt. 46 e 47 d.P.R. n. 445 del 2000, dalle quali risulti la concomitanza della residenza anagrafica e della convivenza, ossia della coabitazione (art. 4 del d.P.R. n. 223 del 1989).

ATTENZIONE … convivenza del coniuge = residenza anagrafica + coabitazione!

La predetta circolare prevede che il requisito della convivenza possa ritenersi sussistente anche in caso di dimora temporanea, ossia in caso di iscrizione nello schedario della popolazione temporanea di cui all’art. 32 del d.P.R. n. 223 del 1989, pur risultando diversa la dimora abituale (residenza) del dipendente o del disabile.

Per iscriversi nello schedario della popolazione temporanea del comune alfa, occorre essere residenti nel comune beta.

Se la moglie è residente nel comune alfa, non potrà chiedere di essere iscritta nello schedario della popolazione temporanea del comune alfa.

Questa soluzione non è quindi confacente al caso “de quo”.

Ritengo tuttavia, alla luce di quanto previsto dalla cassazione – ordinanza n. 2360 del 5.02.2016, che tu possa spostare la tua residenza anagrafica nell'abitazione di tuo marito, senza per questo interrompere il processo dei sei mesi o dell’anno di separazione ai fini del divorzio.

Secondo la Cassazione, la mera coabitazione tra coniugi legalmente separati, non è sinonimo di riconciliazione. Affinché sussista riconciliazione, occorre accanto alla coabitazione, l'effettivo ripristino della comunione di vita e d’intenti, materiale e spirituale, che costituisce il fondamento del matrimonio!

In questo caso, il ripristino della coabitazione tra coniugi, legalmente separati, sarà dettato da una semplice ragione di convenienza e di opportunità relativa all'assistenza dell'invalido.

Nulla a che vedere con una riconciliazione, capace di neutralizzare gli effetti giuridici della precedente separazione legale.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: