Diniego illegittimo del datore di lavoro di rilasciare il certificato di stipendio





Buongiorno, vi scrivo per chiedervi nuovamente una consulenza.
Mio figlio lavora da circa 10/12 anni part time a cinque ore per una grossa catena di commercio del posto, il cui nome è xxx.
Il suo stipendio netto è di circa € 1000,00 al mese.
Per motivi personali ha chiesto una cifra irrisoria in prestito, di circa € 50,00 e l'ha chiesta usando la cessione del quinto, quindi la cifra gli viene decurtata direttamente dalla busta paga. L'azienda ha fatto però un forte ostracismo a questa richiesta, allego la loro risposta e la cosa mi preoccupa molto, perché non mi sembra consuetudine.
Come mai queste difficoltà? questo tono aggressivo?

 

RISPOSTA



Per ottenere la cessione del quinto dello stipendio, occorre che l'azienda rilasci il certificato di stipendio. Esso è un documento che l’azienda compila e rilascia su richiesta del proprio dipendente e che riporta tutta una serie di informazioni sul lavoratore: dati anagrafici, data e tipo di assunzione, qualifica professionale, retribuzione lorda e netta, TFR accantonato, indennità, trattenute in corso per cessione o pignoramento, provvedimenti disciplinari, ecc. Naturalmente il certificato di stipendio contiene anche i dati dell’azienda, come ragione sociale, partita IVA, sede legale, numero dipendenti e capitale sociale.

L'azienda non può rifiutare il certificato di stipendio né tanto meno potrebbe rifiutare l'attestato di servizio contenente tutte le informazioni necessarie affinché la banca attivi la cessione volontaria del quinto della stipendio.
La cessione volontaria del quinto dello stipendio è obbligatoria, secondo quanto previsto dal D.P.R. 180/50, e successive modificazioni. La legge 311 del 30 dicembre 2004 estende infatti la cessione obbligatoria anche alle aziende private. La Finanziaria 2005 ha modificato la normativa in materia di cessione del quinto di cui al Testo Unico approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 5 Gennaio 1950 n°180.
L'articolo 137 della legge n. 311 del 2004 estende la possibilità di contrarre prestiti con la cessione del quinto anche ai dipendenti di aziende private (pratica già in essere di fatto, ma non ancora regolamentata per legge) e stabilisce che i dipendenti statali che stipulano un contratto di cessione del quinto possono avvalersi di polizze assicurative di Assicurazione private oltre che di quelle dell’Inpdap.

Art 137 della legge 311 del 2004.
Al testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, sono apportate le seguenti modificazioni:
a. all’articolo 1, primo comma, dopo le parole: «di comunicazione o di trasporto» sono inserite le seguenti: «nonchè le aziende private»;
b. la rubrica del titolo III è sostituita dalla seguente: «Della cessione degli stipendi e salari dei dipendenti dello Stato non garantiti dal Fondo, degli impiegati e dei salariati non dipendenti dallo Stato e dei dipendenti di soggetti privati»;
c. l’articolo 34 è abrogato;
d. al primo comma dell’articolo 54 le parole: «a norma del presente titolo» sono sostituite dalle seguenti: «a norma del titolo II e del presente titolo».

Cosa rispondere al datore di lavoro ?

OGGETTO: RIFIUTO ILLEGITTIMO CERTIFICATO DI STIPENDIO

Facendo seguito alla vs. del 22 marzo 2017, la presente per significarVi quanto segue:

Ai sensi dell'articolo 137 della legge finanziaria 311 del 2004 che ha modificato Decreto del Presidente della Repubblica 5 Gennaio 1950 n°180, la cessione volontaria del quinto dello stipendio è un diritto soggettivo del lavoratore dipendente di un'azienda privata e pertanto, il rifiuto del datore di lavoro, relativo al rilascio del certificato di stipendio appare con tutta evidenza illegittimo.
Si rappresenta infine che nessun costo aggiuntivo graverà sul datore di lavoro, a seguito della predetta cessione volontaria del quinto dello stipendio, anche nella eventuale e denegata ipotesi di duplicazione di pagamento.
Non seguiranno altri avvisi.


Distinti saluti.

Fonti: