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Dipendente già in pensione che continua a lavorare presso ente pubblico non economico





Buongiorno, vorrei sapere se e a quali condizioni un ente pubblico puo' procedere a licenziamento dipendente già percettore di trattamento pensionistico.
Nella fattispecie il dipendente ha 69 anni e percepisce già da diverso tempo pensione.
Vorrei avere quindi dettagli (riferimenti normativi e procedure da applicare) per procedere al licenziamento ,considerando il diritto di preavviso se dovuto.
Il contratto collettivo è dell'ARAN comparto enti pubblici non economici. grazie

 

RISPOSTA



Sì, l'ente può procedere al licenziamento del dipendente già percettore di trattamento pensionistico, in considerazione di quanto previsto dalla sentenza della corte di cassazione del 26 gennaio 2017, n. 2010, in materia di “licenziamento a seguito maturazione requisiti per pensione di vecchiaia – Diritto a restare in servizio sino al compimento 60° anno di età (ora 70esimo anno di età)”

Premesso che l'art. 24, comma 4, del d.l. n. 201 del 2011, secondo la corte di cassazione, non conferisce un diritto soggettivo potestativo al dipendente, già percettore di trattamento pensionistico, il quale può essere trattenuto in servizio solo se ottenga il consenso del datore di lavoro.
Non è configurabile un diritto soggettivo al “proseguimento dell’attività lavorativa” fondato sul comma 4 dell’art. 24 del d.l. 6 dicembre 2011 n. 201, convertito dalla legge n. 214 del 2011. Cosa prevede tale norma di legge ? “Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione è liquidata a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria e delle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, la pensione di vecchiaia si può conseguire all’età in cui operano i requisiti minimi previsti dai successivi commi. Il proseguimento dell’attività lavorativa è incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza, dall’operare dei coefficienti di trasformazione calcolati fino all’età di settant’anni, fatti salvi gli adeguamenti alla speranza di vita…”.

Trattasi di norma avente valore meramente programmatico che non fa sorgere il diritto alla prosecuzione del rapporto che prescinda dalla volontà di una delle parti, a maggior ragione dopo l'introduzione nel nostro ordinamento del decreto Madia, in materia di ricambio generazionale (art. 1 d.l. n.90/2014).
A conferma dell'assenza di un diritto soggettivo alla permanenza in servizio fino all'età di 70 anni (70 anni più aggiornamenti in ragione della speranza di vita), si possono citare le seguenti sentenze: Cassazione 9 giugno 2016 n. 11859; Cassazione 7 ottobre 2013 n. 22790.

Licenziamento ad nutum o con rispetto del preavviso ?
Licenziamento con rispetto del preavviso, salvo corrispondere l'indennità sostitutiva del preavviso di licenziamento (il preavviso in questo caso, è di mesi 4 visto che l'anzianità è superiore a 10 anni; salvo diverso termine previsto dalla contrattazione decentrata territoriale).

Come procedere ?

a)Atto di indirizzo approvato dal CdA (con cui si prende atto che non sussiste la volontà dell'ente al proseguimento del rapporto di lavoro), ossia l'equivalente della delibera di indirizzo della Giunta comunale, nel caso in cui in fosse un dipendente comunale.

b)Lettera di licenziamento (notificata al dipendente) del dirigente competente in ragione di quanto previsto dal regolamento dell'ente in materia di uffici e servizi oppure nell'organigramma – funzionigramma.

c)Comunicazioni procedurali di rito nei confronti dell'INPS.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: