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Mobilità per interscambio differenza dotazione e piante organica comunale accesso civico





Nel mese di novembre del 2017, nel comune Alfa, venne adottata una delibera di giunta avente ad oggetto "Autorizzazione alla mobilità volontaria per interscambio tra dipendente del comune "A" (mio comune) e dipendente del comune "B"(altro comune).
In essa Veniva deliberato: 1. Accogliere la richiesta dal dipendente "X" cat. C1 tendente alla trasformazione del proprio profilo professionale da istruttore di vigilanza a istruttore amministrativo;(1)
2. Esprimere, per l'effetto, il proprio assenso al trasferimento, tramite l'istituto della mobilità per compensazione, del dipendente "X" cat. C, attualmente titolare di rapporto di lavoro con contratto part-time, presso il comune "B";
Esprimere contestuale parere favorevole all'accoglimento del trasferimento per mobilità da interscambio della Sig.ra "Y" nel posto di ctg. C1, part-time 18 ore settimanali, istruttore amm.vo presso questo comune (A). (La Sig.ra Y aveva già il profilo di istruttore amministrativo nel suo comune).

Attualmente la dipendente "Y" lavora presso l'ufficio di ragioneria di questo comune. Domande:
1 - Cosa succede adesso al posto prima occupato dal dipendente "X" di questo comune, o meglio, lo stesso, si considera abolito, trasformato, o cosa? (Nell'allegata delibera non c’è alcun riferimento in merito e nessun altro atto è stato deliberato a tutt'oggi).

2 - Se per il caso in esame fosse possibile occupare quel posto (sempre che lo stesso si possa considerare vacante), l'ente comunale sarebbe obbligato ad attingere dalle graduatorie in vigore attualmente?

3 - la mobilità per interscambio o per compensazione tra pubbliche amministrazioni deve risultare neutra ed è per questo che deve per forza avvenire tra dipendenti appartenenti alla stessa qualifica funzionale. Da qui la necessità della trasformazione del profilo professionale del vigile vincitore prima del suo trasferimento.
P.S. Egr. Avv. può indicarmi qualche sito-articolo-commento- che tratti il tema della precedenza delle stabilizzazioni rispetto allo scorrimento di graduatorie per l'occupazione di eventuali posti vacanti?

 

RISPOSTA



1 - Hai colto nel segno …
Successivamente alla delibera di giunta di mobilità volontaria per interscambio, la giunta municipale avrebbe dovuto modificare la dotazione organica dell'ente, sopprimendo la posizione dell'agente di polizia municipale, per inserire quella di istruttore contabile, adibito all'ufficio ragioneria. La modifica della dotazione organica è un atto di competenza della giunta municipale.
La delibera che mi hai allegato è giuridicamente inattaccabile! È scritta davvero bene, i riferimenti normativi e giurisprudenziali sono corretti … tuttavia si sono dimenticati di aggiornare la dotazione organica dell'ente, con delibera autonoma approvata nella stessa seduta di Giunta comunale.

Sono andato sul sito web del comune, nella sezione trasparenza, per capire qual è la dotazione organica attuale dell'ente comunale. Nulla è stato pubblicato!

Un consiglio su come procedere ?
Una domanda di accesso civico al responsabile della trasparenza e dell'anticorruzione, segretario generale del comune. Secondo il decreto legislativo n. 33 del 2013, chiunque ha diritto di accedere, fruire e riutilizzare documenti, dati ed informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività dell'ente comunale senza obbligo di autenticazione ed identificazione. L'accesso civico generalizzato è gratuito. Nel caso in cui documenti, dati e informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività che dovrebbero essere pubblicati in sezione trasparenza, non siano stati pubblicati è possibile farne richiesta. Nella domanda, da inviare al protocollo del comune (anche con una email pec), farai presente che nella sezione trasparenza è assente la dotazione organica dell'ente comunale e che pertanto chiedi la pubblicazione della stessa, aggiornata a seguito della delibera di mobilità volontaria per interscambio.

A mio parere, il posto dapprima occupato dal dipendente X, deve considerarsi cancellato ai sensi dell'articolo 6 comma 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001.

Art. 6. Organizzazione degli uffici e fabbisogni di personale
1. Le amministrazioni pubbliche definiscono l'organizzazione degli uffici per le finalità indicate all'articolo 1, comma 1, adottando, in conformità al piano triennale dei fabbisogni di cui al comma 2, gli atti previsti dai rispettivi ordinamenti, previa informazione sindacale, ove prevista nei contratti collettivi nazionali. 2. Allo scopo di ottimizzare l'impiego delle risorse pubbliche disponibili e perseguire obiettivi di performance organizzativa, efficienza, economicità e qualità dei servizi ai cittadini, le amministrazioni pubbliche adottano il piano triennale dei fabbisogni di personale, in coerenza con la pianificazione pluriennale delle attività e della performance, nonché con le linee di indirizzo emanate ai sensi dell'articolo 6-ter. Qualora siano individuate eccedenze di personale, si applica l'articolo 33. Nell'ambito del piano, le amministrazioni pubbliche curano l'ottimale distribuzione delle risorse umane attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilità e di reclutamento del personale, anche con riferimento alle unità di cui all'articolo 35, comma 2. Il piano triennale indica le risorse finanziarie destinate all'attuazione del piano, nei limiti delle risorse quantificate sulla base della spesa per il personale in servizio e di quelle connesse alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente.
3. In sede di definizione del piano di cui al comma 2, ciascuna amministrazione indica la consistenza della dotazione organica e la sua eventuale rimodulazione in base ai fabbisogni programmati e secondo le linee di indirizzo di cui all'articolo 6-ter, nell'ambito del potenziale limite finanziario massimo della medesima e di quanto previsto dall'articolo 2, comma 10-bis, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, garantendo la neutralità finanziaria della rimodulazione. Resta fermo che la copertura dei posti vacanti avviene nei limiti delle assunzioni consentite a legislazione vigente.


Secondo il testo unico pubblico impiego, la dotazione organica è un concetto differente dalla vecchia pianta organica. Concettualmente nella dotazione organica non possono esistere “posti pieni e posti vacanti (al contrario della vecchia pianta organica) giacché la dotazione organica è il risultato di un'operazione algebrica data dalla somma tra i dipendenti in servizio, in ragione delle mansioni che svolgono effettivamente, ed i dipendenti che si prevede di assumere nel piano annuale e triennale delle assunzioni dell'ente comunale.

La dotazione organica è un concetto giuridico flessibile, al contrario della vecchia pianta organica che è un concetto statico. “Flessibile” giacché fotografa la realtà dei dipendenti in servizio e delle mansioni da loro svolte, alla luce delle assunzioni programmate dall'ente.

La pianta organica è un concetto statico, giacché considera anche i posti vacanti, al fine del loro futuro “riempimento”, tramite concorso pubblico, condizionando le scelte assunzionali dell'ente comunale (perché se l'ente conserva un posto vacante, sarà obbligato a riempirlo con il prossimo concorso !!! questo ragionamento, oggi come oggi, non è più attuale, in considerazione delle nuove dotazioni organiche flessibili e del principio della programmazione delle assunzioni.

Da notare che molti comuni, continuano ad approvare dotazioni organiche contenenti i posti vacanti … segno che nemmeno i funzionari comunali hanno compreso l'innovatività e la flessibilità dell'articolo 6 del testo unico pubblico impiego, in materia di dotazione organica.

2 -… non esiste più il concetto di posto “vacante”, con le nuove dotazioni organiche … purtroppo non lo hanno ancora capito nemmeno i funzionari comunali!!!

3 - In questo caso, la mobilità non è stata neutra, giacché il dipendente in part time si è trasformato in dipendente full time presso altro comune!

Ma questo non rappresenta un problema per il tuo comune di residenza, ma soltanto per l'altro comune. Per l'altro comune, infatti, la trasformazione da part time in full time del dipendente, si considera quale nuova assunzione! L'altro comune aveva budget assunzionale sufficiente per questa trasformazione da part time in full time?

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: