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Diritto allo studio, università telematiche, diritto alle 150 ore in caso di lezione interattiva durante l'orario di lavoro





Salve, sono lavoratore full time indeterminato, dipendente privato (servizi fiduciari CCNL) iscritto ad una Università telematica riconosciuta dal MIUR. Nonostante io possa tramite piattaforma web estrapolare gli attestati che provino il mio effettivo tempo impiegato per guardare le video-lezioni per giustificare un'eventuale assenza riconducibile alla richiesta dei "permessi 150 ore" il mio datore di lavoro mio opina che potrei assistere alle lezioni fuori orario di lavoro quindi non mi spettano.
La norma di riferimento oltre al DPR 395/88 è la Circolare 12/11 della Presidenza Del Consiglio dei Ministri - Funzione Pubblica. La quale appunto sentenzia che non vi è alcun problema o differenza tra Università Statale o Telematica qualora si riesca a giustificare l'assenza per una effettiva frequenza ai corsi di studi. Nella circolare però non si parla di dipendente Privato ma solo Pubblico e, questo, sta dando modo al Datore di appigliarsi alla norma per non darmi i permessi delle 150 ore annue per studiare.

 

RISPOSTA



La circolare 12/11, emanata dalla funzione pubblica, è indirizzata alle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/01; non è quindi inerente al caso “de quo”, non essendo tu un dipendente pubblico.

Dobbiamo fare riferimento invece all'articolo 79 del tuo contratto collettivo nazionale di lavoro (anche l'articolo 80 si occupa di diritto allo studio, ma relativamente ad istituti differenti dalle 150 ore di diritto allo studio): CCNL servizi fiduciari

Contratto Collettivo Nazionale di lavoro per i dipendenti di istituti ed imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari

L'articolo 79 del CCNL servizi fiduciari contempla non soltanto le università pubbliche, ma anche quelle private tuttavia legalmente equiparate a quelle pubbliche. Nota bene il rinvio alla legge 19 gennaio 1942, n. 86, contenuto nell'articolo 79 della contrattazione collettiva nazionale:

Legge 19 gennaio 1942, n. 86 Disposizioni concernenti le scuole non regie e gli esami di Stato di maturità e di abilitazione

Attualmente abbiamo oltre dieci università private telematiche riconosciute dal Miur; tali università permettono agli studenti, con il conseguimento della laurea online, di accedere a ogni tipo di concorso pubblico o privato; sono istituti di istruzione superiore abilitati per legge a rilasciare titoli accademici – con modalità di insegnamento a distanza, basate sulle nuove tecnologie telematiche. Ai fini del diritto alle 150 ore di permessi per il diritto allo studio, non c'è alcuna differenza tra un datore di lavoro pubblico oppure privato, ovvero tra l'università pubblica oppure quella telematica ma riconosciuta dal Miur!

Anche per i dipendenti pubblici, le ore di permesso retribuite (le così dette 150 ore del diritto allo studio) previste dai contratti collettivi potranno essere fruite solo per la frequenza di quei corsi di studio che abbiano orari coincidenti con quelli di lavoro.

Anche l'Aran, relativamente al pubblico impiego, ribadisce che i permessi per motivi di studio possono essere fruiti solo per lezioni e corsi di studio, il cui svolgimento sia concomitante con l’orario di lavoro; gli orientamenti applicativi M166 (Ministeri) e AGF032 (Agenzie fiscali) sul tema della partecipazione ai corsi delle Università telematiche, prevedono quanto segue: la circostanza per cui il lavoratore non sia tenuto a frequentare il corso in orari prestabiliti induce a ritenere che ciò possa avvenire anche al di fuori dell’orario di lavoro, con il conseguente venire meno di ogni necessità di fruizione dei permessi di cui si tratta. Anche il dipendente pubblico può usufruire dei permessi studio, solo qualora la sua prestazione lavorativa si svolga in orari coincidenti con quelli del corso universitario.

Nota bene l'ultimo periodo della circolare 12/11: “In quest'ultimo caso i dipendenti iscritti alle università telematiche dovranno certificare l'avvenuto collegamento all'università telematica durante l'orario di lavoro”.

Tanto premesso, dobbiamo fare una differenza tra le lezioni universitarie registrate non interattive, senza alcuna possibilità di interazione con il docente, ed i corsi interattivi tipo webinar, ossia lezioni che si svolgono in un determinato orario, ad esempio al mattino dalle 10.00 alle 12.00 e consentono un'interazione con il docente, ossia la possibilità di rivolgergli domande relative alla lezione. Salvo poi ovviamente rivedere la lezione in webinar, quando e dove vuoi … ma senza quella possibilità di interazione con il docente.

In caso di lezione tipo webinar, tenutasi durante l'orario di lavoro, hai diritto di fruire delle 150 ore di diritto allo studio ! In caso di lezione registrata non interattiva, senza alcuna possibilità di interazione con il docente, tale lezione potrà essere seguita a qualsiasi ora del giorno e della notte … quindi in tal caso, avrebbe ragione il datore di lavoro.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: