Determinazione importo assegno divorzile, impossibilità oggettiva della moglie di procurarsi redditi per il suo sostentamento





Salve avrei bisogno di una consulenza legale in merito a una controversia in sede di divorzio consensuale, visto che sono tenuto a pagare un assegno di mantenimento di € 980,00 come da sentenza di separazione consensuale a fronte di uno stipendio mensile di € 2.300,00 e con debiti mensili pari a € 450,00, ma che in sede di divorzio la controparte ha chiesto la revisione dell'assegno di mantenimento a € 1.200,00. Posso ora far valere come un mio diniego a tale aumento, l'affitto di € 300,00 di un immobile di proprietà di mio padre, la cui locazione è stata dovutamente registrata secondo i termini di legge, visto che mio padre ha altri due figli e l'immobile in precedenza era stato dato in affitto a una famiglia e aveva chiesto e ottenuto lo sfratto per permettermi di poterci abitare io?
In attesa di un responso porgo distinti saluti.

 

RISPOSTA



Il giudice deve determinare l’importo dell’assegno di mantenimento/divorzio, dopo avere ponderato le condizioni economiche delle parti in causa, ossia i due coniugi.
Il giudice pertanto, nel quantificare l’assegno mensile di mantenimento/divorzio, prenderà in considerazione l’affitto di 300 euro che mensilmente, versi a favore del proprietario di casa, ossia tuo padre e, molto probabilmente, rigetterà l’istanza di aumento che tua moglie ha presentato in sede di divorzio, in ragione di questo nuova onere economico.

Vorrei fare alcune precisazioni, corroborate dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.

Mi chiedo come possa essere motivata la richiesta di aumento dell’assegno di mantenimento/ divorzio, presentata al giudice, da tua moglie. Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, per chiedere la modifica dell’assegno di mantenimento o di divorzio

“occorre altresì il concorso dell'ulteriore requisito rappresentato dal fatto che colui che pretende il relativo emolumento non possa procurarsi detti redditi per ragioni oggettive”.

Cass. Sezione I, sentenza 21 settembre 2005 n. 18604

Tua moglie avrebbe diritto all’aumento del mantenimento, soltanto laddove dovesse riuscire a dimostrare in giudizio, l’impossibilità di procurasi tali emolumenti, ad esempio cercando un lavoro o facendo dello straordinario ovvero un secondo lavoro. Leggiamo inoltre la massima di questa importante sentenza della Corte di Cassazione.

“L'articolo 9 della legge sul divorzio subordina la modifica degli obblighi di mantenimento previsti dagli articoli 5 e 6 della stessa legge alla sopravvenienza di giustificati motivi. Tale allocuzione sta a indicare che non è sufficiente il mutamento delle condizioni economiche patrimoniali del coniuge debole per giustificare una diversa quantificazione del quantum dell'assegno, ma è necessario che il mutamento sia di entità tale da modificare sostanzialmente le condizioni valutate dal giudice all'atto della pronuncia di divorzio”.

Cass. Sezione I, sentenza 16 dicembre 2004 n. 23359

Quale mutamento delle condizioni economiche di tua moglie, potrebbe giustificare la sua richiesta? In parole povere, la suddetta sentenza sottolinea il fatto che la richiesta di aumento dell’assegno non deve essere dettata da motivi futili ovvero non deve essere priva di valide ragioni giuridiche. Devono sussistere giustificati motivi sopravvenuti !!!

“La domanda di modifica dell'assegno divorzile, ai sensi dell'articolo 9 della legge 898/1970, implica una reiterata valutazione comparativa della situazione economica delle parti, tenendo conto dei redditi di ciascuna, allo scopo di assicurare, con il minore sacrificio possibile per l'obbligato, il mantenimento per il titolare dell'assegno del tenore di vita che l'articolo 5 della stessa legge ha inteso garantire”.

Cass. Sezione I, sentenza 15 novembre 2004 n. 21631


Secondo la sentenza in questione, il tribunale sarà obbligato a “mettere sul piatto della bilancia”, anche l’onere finanziario dell’affitto che mensilmente versi a tuo padre; molto probabilmente questa obbligazione ti servirà per far rigettare la domanda di aumento dell’assegno, inoltrata da tua moglie.

Tanto premesso, probabilmente, la domanda di aumento di tua moglie sarà rigettata, a prescindere dalla questione dell’affitto; la richiesta non è motivata, in ragione di giustificati motivi sopravvenuti.

L’articolo 9 della Legge n. 898/1970 (legge sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio) prevede la possibilità di revisione delle condizioni stabilite al momento della separazione, soltanto qualora intervengano fatti nuovi tali da giustificare tale revisione.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: