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Criteri di calcolo del mantenimento in favore del figlio, coppia di genitori non sposata





Egregi avvocati, avrei bisogno di una consulenza...

Descrivo la mia situazione attuale:
Sono separato dalla mia ex compagna da quasi due anni (mai sposati, solo convivenza) e lei abita nell'appartamento di sua proprietà (ex casa familiare), con nostro figlio di 10 anni. Lei percepisce il 100% dell'assegno familiare e ha un reddito di circa 1100 euro mensili. Io ho dovuto prendere in affitto un appartamento a 380 euro/mese e guadagno una media di 1450 euro/mese.

RISPOSTA



Possiamo quindi affermare che la situazione reddituale dei coniugi è equivalente, nel senso che lo stipendio superiore del padre è neutralizzato dalle maggiori spese per corrispondere il canone di locazione.
Se poi consideriamo anche gli assegni familiari, indubbiamente è preferibile la situazione reddituale della madre!



Ho un lavoro a tempo determinato e a turno (una settimana di mattina, una di notte e una di pomeriggio).
In questi due anni ho versato 200 euro mensili per il mantenimento di mio figlio ed è stato con me ogni fine settimana (accordo non scritto senza intervento di avvocati o giudici), dal sabato pomeriggio al lunedì mattina (o domenica sera, a seconda del turno di lavoro).

RISPOSTA



Si tratta quindi di un affidamento condiviso con prevalenza alla madre. Il figlio trascorre con il padre, due giorni su sette. Il figlio trascorre con il padre circa il 30% della sua settimana.
Se l'affidamento fosse perfettamente condiviso, ossia 50% del tempo con la madre e 50% del tempo con il padre, nessun genitore dovrebbe versare un assegno di mantenimento in favore della prole (ai sensi e per gli effetti degli articoli 147, 148 e 155 del codice civile), salvo l'obbligo di partecipare alle spese straordinarie (spese mediche, scolastiche, vacanze etc etc) nella misura della metà della spesa. Se l'affidamento fosse esclusivo in favore della madre, il padre dovrebbe versare un assegno di mantenimento pari all'incirca al 35% del suo reddito netto mensile (al netto del canone di locazione corrisposto dal padre), ossia circa 370 euro al mese.

In questo caso, dobbiamo abbattere l'importo di 370 euro al mese per il 30%, visto che il figlio trascorre il 30% della sua settimana con il padre: defalchiamo l'importo di 110 euro dall'assegno mensile pari a 370 euro. A mio parere, un congruo assegno mensile in favore della prole potrebbe essere quantificato in 260 euro … euro in più euro in meno … è importante che tu abbia capito il meccanismo logico di calcolo dell'assegno che adotterebbe un giudice.



Visto che la mia ex ora chiede più soldi e più giorni liberi vorrei capire quanto possa essere il giusto corrispettivo da versare continuando a vederlo ogni weekend o cosa cambierebbe se fosse a fine settimana alternati.
Grazie.

RISPOSTA



A settimana alternati, si scenderebbe dal 30% al 15%, quindi il nostro assegno di mantenimento sarebbe incrementato da 260 a 315 euro mensili.
C'è un rapporto inversamente proporzionale tra il tempo e il denaro da versare a titolo di mantenimento della prole.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: