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Separazione tra coniugi e obbligo di pagare la rata del mutuo dell'abitazione familiare





Buongiorno, sono un padre di una bimba di 4 anni separato. In atto di giudizio di separazione mi e' stato addebitato il pagamento del mutuo della casa familiare di circa 645 euro, casa affidata ad uso esclusivo alla mamma e alla bimba; il pagamento del mio affitto di una casa in cui ci abito dalla separazione e un mantenimento alla minore di 150 euro. Siccome questa mia situazione economica mi e' stata ed ed e' davvero onerosa stavo avviando con la banca la rinegoziazione del mutuo a una cifra minore per permettermi una vita dignitosa.

vi chiedo a questo punto se in sede di divorzio cui volevo avviare il prima possibile, nella fase di istruttoria ero tenuto a ripresentare tutti i miei documenti sensibili tra cui quelli del nuovo mutuo e se la cosa mi avrebbe eventualmente procurato in sede di giudizio un aumento del mantenimento alla minore. Grazie

RISPOSTA



In sede di divorzio (secondo la legge n. 898 del 1970) sarà necessario presentare nuovamente, in fase istruttoria, tutti i documenti contenenti dati sensibili, tra cui le condizioni di ammortamento del “nuovo” mutuo, giacché senza di essi, il giudice non potrebbe valutare la congruità dell'assegno di mantenimento in favore della prole, alla luce del "principio di proporzionalità rispetto al reddito percepito da ciascun genitore"; il giudice del divorzio effettuerà un'analisi che non necessita di alcun raffronto con la situazione esistente all'epoca della separazione, trattandosi di un giudizio autonomo e diverso.
In parole povere, se il giudice del divorzio non viene a conoscenza delle entrate e delle uscite del padre, oltre che delle esigenze della figlia minore, come potrebbe quantificare il mantenimento mensile in favore della prole?
Non parlerei di un “obbligo” di ripresentare la documentazione sensibile, ma di un'indispensabilità per consentire al giudice di deliberare.
Non utilizzerei nemmeno il termine “ripresentare”, visto che il giudice del divorzio non è in alcun modo condizionato dalle decisioni del giudice della separazione, né dovrà prendere necessariamente le mosse da quanto previsto al momento della separazione, circa il mantenimento della prole.

Una rata di mutuo inferiore potrebbe avere quale logica conseguenza l'incremento dell'assegno di mantenimento in favore della prole? In teoria, non possiamo escluderlo!
Tuttavia, la quantificazione dell'assegno di mantenimento non prenderà soltanto in considerazione la situazione finanziaria di cassa del genitore, ma anche le mutate esigenze della figlia (ad esempio, iscrizione a scuola anziché in piscina etc etc), le condizioni economiche della madre, l'effettività della condivisione dell'affidamento della figlia.
Cosa significa “effettività della condivisione dell'affidamento della figlia”?
Se l'affidamento condiviso fosse effettivamente “50% del tempo con la madre e 50% del tempo con il padre”, non sarebbe necessario quantificare alcun mantenimento mensile di mantenimento (fermo l'obbligo di partecipare al 50% alle spese straordinarie in favore di tua figlia).
Se invece l'affidamento condiviso è ad esempio “20% del tempo con il padre e 80% del tempo con la madre” … ecco che sorge la necessità di prevedere un assegno di mantenimento in favore della prole. Se in seguito il tempo da trascorrere con il padre dovesse salire dal 20% al 40%, è ovvio che l'assegno si ridurrebbe proporzionalmente …

Tempo, redditi, entrate, uscite, debiti, crediti … i termini della valutazioni sono differenti … La riduzione della rata del mutuo è soltanto uno di questi termini di valutazione … e nemmeno quello più importante!

A mio parere, se il tuo avvocato sarà “bravo” nell'esporre le tue argomentazioni, spiegherà al giudice il reale motivo della rinegoziazione del mutuo; se il giudice sarà ragionevole, capirà perché hai ridotto la rata del mutuo e non si farà condizionare da una semplice variazione di cassa, resa necessaria al solo fine di consentire al padre di vivere dignitosamente.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: