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Sfruttamento della prostituzione per sito erotico con camgirl





Vorrei sapere se sconfino nell illegalitá gestendo un sito di ecommerce, simile al famoso xxxxxxxxx.it, ma con tema principale l'eros. Questo vuol dire vendere toys che sono perfettamente legali, ma anche servizi come ad esempio buoni sconto da usare sui vari siti di camgirl o cene con personaggi famosi del mondo dell'eros. Questi servizi venduti come coupon sono legali? A cosa devo fare attenzione? Dove si trova il limite tra legalità e illegalitá?
Inoltre l'architettura del sito ed il layout sono molto simili ma non uguali a quelli di xxxxxxxxx.it, questo può essere un problema?



RISPOSTA



Innanzitutto, è opportuno precisare che risulta assolutamente conforme alla legge gestire un sito ecommerce che abbia ad oggetto i così detti toys.

Colui che gestisce tale sito ecommerce non commette alcun illecito, né di carattere civile né penale; diciamo che questo primo assunto della mia consulenza, è piuttosto prevedibile e scontato.

Passiamo al secondo punto della tua richiesta: secondo una scuola di pensiero giurisprudenziale (la scuola attualmente maggioritaria), lo spettacolo erotico in web cam è prostituzione, nel momento in cui c'è una correlazione diretta tra la richiesta del cliente (ad esempio la richiesta di spogliarsi … ) ed il comportamento posto in essere dalla ragazza in webcam.
Ci sono in tal senso numerose sentenze, tra cui posso citare la numero 37188 del 19/10/2010 della Corte di Cassazione che condanna il sesso a pagamento in videoconferenza. Secondo i giudici sarebbe irrilevante la distanza tra cliente e ragazza: bastano la richiesta e il successivo pagamento, più un intermediario, per costituire il reato di sfruttamento della prostituzione. Con la sentenza n.37188 la Suprema Corte respinge il ricorso dei gestori di un night club di Firenze, i quali sostenevano che prestazioni di tal genere da loro erogate non possano rientrare nel reato di sfruttamento della prostituzione (essendo i gestori in questo caso degli intermediari tra ragazze e clienti). Secondo l'orientamento dei giudici, quindi, risulta irrilevante la distanza determinata dall'apparecchio elettronico: perché si configuri il reato, è sufficiente che ci sia la richiesta della prestazione sessuale da una parte, il compimento della stessa dall'altra e il relativo pagamento.

Rischi pertanto una condanna alla reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 258 a euro 10.329, come previsto dall'articolo 3 della legge 75 del 1958.

La cena con il personaggio famoso ?
Se si tratta di una cena e basta … nulla di illegale.
Mi dirai: quale colpa potrebbe essere attribuita al gestore del sito, se dopo cena, il cliente facoltoso comprasse una notte di sesso con la famosa pornostar ?!
Nessuna !
Ma se la prostituzione del “dopo cena” diventasse una prassi consolidata e gli inquirenti dimostrassero che tu ne eri al corrente, risponderesti per favoreggiamento della prostituzione.
Vorrei che leggessi la seguente massima di una sentenza della Cassazione.

“Il proprietario o il gestore dell’albergo ove la prostituta si accompagna ai propri clienti può essere chiamato a rispondere del reato di cui all’ art. 3, n. 3 della L. n. 75/1958 soltanto ove si dimostri l’abitualità della sua condotta tollerante; va cassata senza rinvio, pertanto, la sentenza di condanna per il suddetto reato quando risulti che l’attività di prostituzione sia stata tollerata dal proprietario o gestore soltanto in una occasione (Cass. Pen., sez. III, sentenza 14 febbraio 2005, n. 5457)”.

Se la prassi del sesso dopo cena, diventasse abituale e tale condotta fosse da te conosciuta e tollerata, non escluso una imputazione per favoreggiamento della prostituzione.

Infine, passiamo all'ultimo punto della consulenza.
L'architettura di un sito web è un prodotto dell'ingegno, tutelabile secondo la legge sul diritto di autore.
Nell’ordinamento italiano, il layout di un sito viene tutelato come bene giuridico in sé e per se, a prescindere dal codice sottostante, ogni qual volta abbia i connotati di un’opera dell’ingegno originale ed innovativa. È considerata lesiva del diritto d’autore la pedissequa copiatura delle impostazioni grafiche visualizzate dal browser ovvero l’adozione di componenti visivi in grado di ingenerare confusione d’identità tra diverse pagine internet.
Tra le altre cose, groupon potrebbe citarti in giudizio per concorrenza sleale, ai sensi 2958 del codice civile, comma I numero 1.

Nota bene: in calce alla home page del sito di groupon c'è il simbolo della protezione del diritto di autore:

© 2017 Groupon International Limited

A mio parere, copiare il sito di groupon è l'illegalità per te più pericolosa.
Di tutto il resto, magari non accadrà mai nulla di compromettente … ma ti assicuro che se dovessi copiare il sito di groupon, riceverai una richiesta di risarcimento danni dagli avvocati del famoso sito, dopo nemmeno un mese che avrai aperto il tuo sito web !!!

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.