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Numero massimo di deleghe nell'assemblea condominiale





Si tratta di deleghe in ambito Assembleare. Come noto, in precedenza il Codice non prevedeva nulla in merito al numero delle deleghe: in buona sostanza si demandava il tutto alle norme del Regolamento di Condominio, pur senza farne riferimento o segnalarne l’obbligatorietà.
Il ns Regolamento di Condominio, che è di natura contrattuale, prevede in un apposito articolo : ……omissis….non sono ammesse più di tre deleghe per ogni condomino partecipante alle Assemblee. Qualora una quota di condominio appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto ad un solo rappresentante in assemblea, …. omissis………
Il primo comma dell’art. 67 delle disposizioni di attuazione del Cod. Civ. recita:
Ogni Condomino può intervenire all’Assemblea anche a mezzo rappresentante, munito di delega scritta. Se i condomini sono più di 20, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e del valore proporzionale.

Quesito:
Pur essendo in presenza di Regolamento contrattuale, sarebbe possibile optare per la previsione dell’art. 67 di cui sopra, e prevedendo una delibera assembleare con quorum inferiore ai 1000 millesimi? Semplice maggioranza di 1/3, oppure?
Nell’ipotesi affermativa, occorrerebbe modificare Il regolamento Contrattuale, con tutte le conseguenze di rito ( notaio, iscrizione alla conservatoria ecc)? Oppure?
Il fatto che trattasi di clausola di semplice contenuto regolamentare e non contrattuale, mi indurrebbe a pensare ad un’ipotesi favorevole alla semplice maggioranza, E’ certo che,con un condominio come il nostro, con circa 70 condomini, troppe volte vede la impossibilità di deliberare per mancanza del numero legale. La nuova norma aiuterebbe molto.
Se ho ben capito, nel nostro caso, ogni delegato potrebbe avere un massimo di 14 Deleghe che però non debbono superare i 200 millesimi . giusto?



RISPOSTA



Dal contenuto del tuo quesito, deduco che tu abbia già un'infarinatura dell'argomento.
Diciamo che nella tua domanda è già presente, in nuce, la consulenza giuridica che mi hai chiesto. Sei probabilmente già a conoscenza delle sentenze della Cassazione Civile n. 943/1999 e del 15 giugno 2012, n. 9877.
La giurisprudenza della Cassazione prevede che un regolamento condominiale abbia “natura contrattuale soltanto qualora si tratti di clausole limitatrici dei diritti dei condomini sulle proprietà esclusive o comuni ovvero attributive ad alcuni condomini di maggiori diritti rispetto agli altri, mentre, qualora si limitino a disciplinare l’uso dei beni comuni, hanno natura regolamentare”.
La Corte di Cassazione, con sentenza del 15 giugno 2012, n. 9877, ricorda che “nei regolamenti condominiali contrattuali sono contrattuali (e, quindi, modificabili solo con il consenso di tutti i proprietari) solo quelle clausole che incidono sui diritti reali individuali o dei comunisti, mentre le altre clausole, anche se contenute nei regolamenti contrattuali, sono da considerarsi semplici clausole che regolano l’uso dei beni comuni e possono, pertanto, essere modificate con delibere adottate a maggioranza.
Se la clausola del regolamento che vieta il parcheggio nel cortile (o che vieta un qualsiasi uso del cortile) è meramente regolamentare, questa può essere modificata con una delibera dell’assemblea approvata con la maggioranza prevista dall’art. 1136, comma 5, c.c. (non essendo richiesta l’unanimità dei consensi)”.

Qual è la maggioranza di cui al comma 5 della predetta norma ?

“... con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell'edificio”.

-Confermo: ogni delegato potrebbe avere un massimo di 14 deleghe che però non debbono superare i 200 millesimi.

-Confermo che occorre modificare il regolamento Contrattuale, con tutte le conseguenze di rito, ossia gli adempimenti da te citate nella tua email.
Confermo che non occorre l'unanimità, ma la maggioranza di cui all'articolo 1136 comma 5 del codice civile.

PS. navigando sul web, troverai anche sentenza della cassazione che prevedono la maggioranza di cui all'articolo 1136 comma 2 del codice civile

“Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la meta' del valore dell'edificio”.

La più recente giurisprudenza di cassazione ritiene applicabile il comma 5 dell'articolo 1136 del codice civile.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: