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Distacco dall'impianto di riscaldamento centralizzato del condomino





Nel Dicembre 2014, contemporaneamente alla comunicazione di distacco dal riscaldamento centrale ho mandato, con raccomandata A/R, all'Amministratore del mio Condominio, la lettera seguente.

Oggetto: Rinuncia Impianto Centralizzato

I sottoscritti XXXXX e YYYYYYY, proprietari dell'appartamento sito in ________, Via __________________, chiedono che in una eventuale sostituzione del generatore di calore esistente questi venga dimensionato escludendo dalla potenza complessiva quella del proprio appartamento che risulta distaccato dall'impianto di riscaldamento centralizzato (vedi sentenza Corte di Cassazione N. 7182 del 10 Maggio 2012).
In tale caso i sottoscritti da un lato perderanno i diritti di comproprietà dell'impianto di riscaldamento centralizzato e la possibilità di un futuro riallaccio all'impianto stesso, dall'altro non saranno più tenuti a partecipare alle spese straordinarie relative all'impianto centralizzato. ---------------- Qualche mese fa la caldaia si è rotta ed è stata sostituita. Ho fatto quindi presente all'amministratore che io dovevo, in base alla mia lettera di cui sopra, essere escluso dal pagamento dei costi per la nuova caldaia e dei futuri costi di manutenzione (ai quali ora come distaccato partecipo comunque).
L'amministratore mi ha risposto che la nuova caldaia è stata dimensionata includendo anche il mio appartamento e che quindi posso riallacciarmi all'impianto di riscaldamento quando voglio e che quindi devo continuare a pagare le spese di manutenzione e la mia quota di "consumi involontari". E' corretta la posizione dell'Amministratore ovvero, in base alla sentenza della Corte di Cassazione N. 7182 del 10 Maggio 2012, ho ragione io e devo quindi tenere il punto? Cordiali Saluti.



RISPOSTA



La posizione dell'amministratore è corretta. La sentenza della corte di cassazione a cui fai riferimento, deve essere letta con particolare attenzione.

Iniziamo con un attento esame della “massima” della sentenza n. 7182 del 2012, reperibile liberamente sul web.

“In materia di condominio, in caso di distacco di alcuni condomini dall'impianto centralizzato di riscaldamento, è legittima la delibera dei condomini rimanenti avente ad oggetto la sostituzione della vecchia caldaia con una nuova dimensionandola per le sole unità immobiliari allacciate all'impianto centralizzato di riscaldamento sì da escludere la possibilità di un futuro allaccio all'impianto comune e da creare un impianto all'esclusivo servizio di taluni dei condomini, quindi solo a loro appartenente, talché solo a loro carico possono essere le spese necessarie all'installazione, alla conservazione ed all'uso dello stesso”.

Tanto premesso, il singolo condomino può legittimamente rinunziare all'uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall'impianto comune, senza necessità di autorizzazione o approvazione degli altri condomini.
ed è quello che hai fatto!

Il singolo condomino rinunziante può chiedere il dimensionamento del nuovo impianto di riscaldamento centralizzato, con esclusione dalla potenza complessiva, di quella relativa al proprio appartamento che risulta distaccato.

può chiederlo, ma non spetta a lui decidere!

La decisione deve essere presa dai condomini rimanenti, con delibera assembleare. In questo caso, poiché non c'è stata nessuna delibera assembleare da parte dei condomini “rimanenti”, la tua richiesta di dimensionamento “adeguato” al tuo distacco, non è stata accolta, quindi è da considerare giuridicamente irrilevante, proprio ai sensi della sentenza citata della corte di cassazione.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: