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Spese ripristino ascensore già presente in condominio, abbattimento barriere architettoniche





Salve, lo stabile dove abito è stato privato, molti anni fa dell'ascensore da parte del proprietario che, doveva ripristinarlo dopo aver eseguito dei lavori di ristrutturazione dello stabile. Nonostante siano passati molti anni e nonostante più volte è stato diffidato all'installazione non ha mai provveduto a tali lavori. Nello scorso anno uno dei condomini ha fatto richiesta di installare l'ascensore a spese del condominio in quanto affetto di disabilità. All'assemblea per il ripristino dell'ascensore hanno votato a favore 8 condomini su 14 per una maggioranza anche millesimale.
L'amministratore ha provveduto quindi a dividere i costi dell'installazione esclusivamente ai condomini che hanno accettato con riserva di informarsi sulla ripartizione delle opere murarie da eseguire.
Il mio quesito è questo, visto che i lavori vengono fatti per l'abbattimento delle barriere architettoniche e che sono stati approvati dalla maggioranza, è giusto che le spese vengano pagate soltanto da chi ha accettato di anticipare il costo al posto del vecchio proprietario (sull'atto di acquisto della casa abbiamo indicato che le spese per l'installazione dell'ascensore sono a loro carico)?

RISPOSTA



Se si considera l'opera un'innovazione, ha ragione l'amministratore; l'articolo 2 comma 3 della legge 13 del 1989, fa salva l'applicazione dell'articolo 1121 del codice civile, ossia la possibilità per i condomini di utilizzare in futuro l'ascensore, pagando in quel momento le spese di esecuzione e manutenzione dello stesso. Di conseguenza, è legale che le spese vengano pagate soltanto da chi ha accettato di anticipare il costo al posto del vecchio proprietario; fermo restando che, un domani, il condomino che non ha contribuito all'installazione dell'ascensore, possa decidere versare il contributo per l'esecuzione e la manutenzione, al fine di usufruire dell'ascensore.

 

LEGGE 9 gennaio 1989, n. 13 Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.



1. Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche di cui all'articolo 27, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118, ed all'articolo 1, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, nonché la realizzazione di percorsi attrezzati e la installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilità dei ciechi all'intemo degli edifici privati, sono approvate dall'assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall'articolo 1136, secondo e terzo comma, del codice civile.
2. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di handicap, ovvero chi ne esercita la tutela o la potestà di cui al titolo IX del libro primo del codice civile, possono installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l'ampiezza delle porte d'accesso, al fine di rendere più agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages.
3. Resta fermo quanto disposto dagli articoli 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, del codice civile.

Se non si considera un'innovazione, tale opera, in quanto mero ripristino di quanto già previsto negli atti di compravendita, quindi di un impianto già esistente, l'amministratore non ha assolutamente ragione.
A mio parere, non si tratta di innovazione, per motivi di tutta evidenza !!!

 



Inoltre, se come sostiene l'amministratore le spese devono essere ripartite esclusivamente sui condomini che hanno accettato, le spese che verranno sostenute per le opere murarie (la stabilità delle pareti della tromba dell'ascensore, il ripristino dell’impianto elettrico e la sistemazione dei pianerottoli con la messa in sicurezza degli stessi) possono essere divise su tutti i condomini, anche quelli che non usufruiranno dell'ascensore?

RISPOSTA



Se si tratta di lavori che hanno un'utilità generalizzata ed indifferenziata, a prescindere dall'uso dell'ascensore … ossia lavori che avranno un'utilità anche per chi non farà uso dell'ascensore, confermo quello che hai scritto.
Se si tratta di opere finalizzata a conferire una maggiore stabilità e sicurezza al fabbricato condominiale, esse devono essere ripartite tra tutti i condomini, in ragione delle tabelle millesimali.

Se poi aderiamo alla tesi per cui i lavori all'ascensore non sono un'innovazione, quindi non si applica l'articolo 1121 del codice civile, è ovvio che anche tali spese saranno ripartite tra tutti i condomini, in ragione delle tabelle millesimali.



L'ultima domanda è, visto che nel nostro caso non si tratta di innovazione ma ripristino di un bene esistente, i condomini che hanno deciso di non partecipare alla spesa in quanto, sugli atti d'acquisto hanno indicato che le spese non sono a loro carico, possono pretendere di usufruire ugualmente del bene visto che nel regolamento condominiale risulta essere un bene comune? Grazie mille

RISPOSTA



Se si tratta di innovazione, i condomini non partecipanti alla spesa, possono essere esclusi dal godimento del bene, salvo l'articolo 1121 del codice civile, ultimo comma.
Se non si tratta di innovazione, trattandosi di bene comune, nessuno potrà essere escluso, ma tutti dovranno partecipare alla spesa, secondo le tabelle millesimali.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: