Chiedere finanziamento in banca per conto di un altro soggetto





Egregi Signori, Sono a scrivervi per sottoporvi una questione e chiedere il vs. parere legale: Circa 2 anni fa, per mio fratello che aveva una azienda per il commercio alimentare, ho chiesto ed ottenuto un finanziamento dalla mia Banca per euro 30.000 da pagarsi in 72 rate x circa Euro 560,00 al mese.
Sino a maggio di quest'anno ho ricevuto regolarmente ogni mese il pagamento della rata da mio fratello, poi abbiamo avuto un litigio e da allora io non sto più ricevendo niente. Preciso che io ho agli atti il bonifico che ho fatto a lui quando la banca mi ha concesso il finanziamento e alcune copie di bonifico da parte di mio fratello con la causale " restituzione prestito infruttifero".
Pertanto sono a chiedervi se ci fossero le basi per una azione legale o se devo lasciare perdere. In attesa di vs. riscontro e ringraziandovi.
Cordialmente

RISPOSTA



Premesso che dobbiamo distinguere il rapporto giuridico tra la banca mutuante ed il soggetto mutuatario che, nella fattispecie “de quo”, saresti tu, dal rapporto tra il debitore effettivo, ossia tuo fratello e l'intestatario del finanziamento che funge da garante di fatto nei suoi confronti.

Per quanto riguarda il rapporto mutuante – mutuatario, è ovvio alla banca non interessa nulla di individuare il debitore effettivo relativamente al predetto finanziamento. In caso di mancato pagamento, la banca agirà in via esecutiva (con atto di precetto e pignoramento) nei confronti di colui che ha firmato il finanziamento.
Consiglio pertanto di continuare a pagare le rate del mutuo, salvo agire in rivalsa nei confronti del debitore effettivo, con atto di citazione al tribunale civile competente territorialmente in ragione della residenza del debitore convenuto.

Sei possesso infatti di tutte le prove documentali necessarie per dimostrare al giudice la natura e l'entità del tuo credito.
Considera che la causale indicata da tuo fratello nel bonifico, ossia "restituzione prestito infruttifero", configura un riconoscimento di debito unilaterale che fa prova contro colui che ha apposto questa indicazione.
Magari l'avvocato di tuo fratello potrebbe contestare l'inapplicabilità al caso “de quo” dell'articolo 1988 del codice civile, in materia di riconoscimento di debito, in ragione della presunta assenza di un elemento negoziale (una causale di un bonifico è oppure no una scrittura privata ?)… in questo caso, in subordine, nello stesso processo, agirai con l'azione di indebito arricchimento di cui all'articolo 2041 del codice civile, sulla base del solo bonifico da te effettuato a favore di tuo fratello:

“Chi, senza una giusta causa, si e' arricchito a danno di un'altra persona e' tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare quest'ultima della correlativa diminuzione patrimoniale”.

Diciamo che ai sensi dell'articolo 1988 codice civile ovvero in subordine dell'articolo 2041 del codice civile, hai titolo, in ragione della documentazione da te posseduta, per agire in rivalsa nei confronti di tuo fratello.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: