Molestie dell'ex proprietario di casa per il pagamento di una bolletta





Buongiorno Avvocato,

la disturbo per un problema che continua a recarmi disagio.

A dicembre 2016 io ed il mio compagno ci siamo trasferiti in un immobile sito in Livorno, Via ______________. I tre padroni di casa inizialmente si sono dimostrati molto disponibili ma evasivi. Essendo la mia prima esperienza in fatto di affitto, non ci ho dato molto peso.

Per farla breve, da subito quella casa è stata un vero incubo:
L'immobile è un ex casa contadina, suddivisa nel corso degli anni tra vari parenti e nuovi compratori. E questo di per se non sarebbe stato un problema, sennonché da subito ha iniziato a dare problemi a causa dei mancati lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

La casa infatti, è stata data in affitto successivamente alla morte della Madre dei tre padroni di casa e, come abbiamo poi avuto modo di appurare, a parte il parziale nuovo arredo ed una sommaria imbiancatura non è stato fatto altro.

Dopo appena una settimana dal nostro ingresso, ci siamo trovati il bagno e la camera invasi dai liquidi del pozzo delle acque nere, perché i padroni si erano dimenticati di svuotare il pozzetto. Tutto questo, in piena notte. Con non poco disagio noi abbiamo ripulito tutto, e l’indomani abbiamo avvertito i padroni che solo dopo due giorni sono venuti a verificare ed hanno chiamato l’impresa per svuotare il pozzetto.

A seguito di questo abbiamo scoperto che i nostri scarichi erano in comune con il vicino del piano di sopra, il cui proprietario ( zio dei nostri padroni di casa) non è in buoni rapporti con il nostro padrone di casa, ma anzi che c’erano continue discussioni per questioni economiche.

Successivamente, i problemi sono continuati se non peggiorati, quando una mattina andando a prendere una borsa nell’armadio abbiamo trovato muffa ovunque.

Conteggiando il valore dei nostri effetti irrimediabilmente danneggiati dalla muffa siamo arrivati ad una cifra approssimativa di € 2500. (Abbiamo dovuto buttare completamente scarpe, borse, cuscini, coperte e maglie nonché il completo del matrimonio)

Continuando le nostre ispezioni, abbiamo trovato muffa sia sul materasso che dentro al comò e comodini.

Siamo rimasti in quella casa per mesi, sollecitando il loro intervento. Ed hanno sempre fatto orecchie da mercante, adducendo come scusa “a nostra madre non è mai successo”

. Dal canto nostro, abbiamo sempre arieggiato gli ambienti. Tenendo, nei mesi estivi, completamente aperte le finestre della camera ( perfino quegli infissi sono ammuffiti!). Le regole del “buon padre di famiglia” sono state da noi rispettate.

Dal canto loro, sono venuti a vedere unicamente dopo il nostro primo mancato pagamento dell’affitto ( ero troppo arrabbiata) avvenuto a giugno 2017.

Dalla loro visita, ovviamente, non è scaturito nulla. Pertanto, abbiamo deciso di recedere dal contratto di affitto.

Ad oggi, abbiamo ricevuto indietro quanto stabilito ( per buona pace è stato concordato che € 400 sarebbero state detratte dalla quota delle caparre). € 300. Ma, nonostante i miei ripetuti avvisi di non tirare troppo la corda, visto i danni da noi subiti a livello materiale e di salute, uno dei tre padroni sta continuando a mettere in opera una vera e propria azione di stalking.

Millanta un nostro debito, nei loro confronti di circa € 128 per una bolletta eni che ad oggi non abbiamo MAI visto.

Da un controllo sembrerebbe imputabile ad un loro errore nella comunicazione delle letture di chiusura, ma anche considerando quello, l’importo da noi “dovuto” non supererebbe gli 80 €

Dal 31/10 data della nostra uscita, quest’individuo continua a perseguitarci ad ogni ora del giorno, anche in orario di lavoro. Arriva a chiamarci anche ininterrottamente per un ora.

C’è un modo, Avvocato, per far cessare tutto questo e far valere i nostri diritti ad essere risarciti dei danni morali e materiali subiti?

Conto in una sua risposta.

Cordiali Saluti

 

RISPOSTA



Dobbiamo distinguere il profilo penale della vicenda da quello civile. Da un punto di vista penale, il comproprietario-molestatore potrebbe essere denunciato per il reato di cui all'articolo 660 del codice penale.

Articolo n.660 del codice penale. Molestia o disturbo alle persone.

1. Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a 516 euro .

Ecco di seguito un modello di denuncia per molestie telefoniche:

ILL.MO SIG. PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI _____

La sottoscritta _________, nata a ______ il ______ con residente in ______ alla via _______, espongo quanto segue.

... Indicare qui nel dettaglio tutti gli episodi che si ritiene possano aver integrato gli estremi del reato di molestie indicando le date e le prove che si hanno a disposizione.

In data xx/xx/xxxx, ho stipulato contratto di locazione con i signori ….........

Nella specie è accaduto che: ..... raccontare tutti gli episodi, indicando date e ore di telefonate e di sms ricevuti e tutto ciò che è necessario a fornire agli inquirenti un quadro dettagliato della vicenda. Allegare anche i tabulati telefonici, email ricevute etc... e indicare i testimoni che hanno assistito ad alcuni episodi.


Tanto premesso
sporgo formale denuncia

con istanza di punizione nei confronti di ___________________ per il reato del reato previsto e punito dall’art. 660 del codice penale(molestie) e per tutti quei reati che si dovessero ravvisare nei fatti sopra esposti o che dovessero emergere nel corso delle indagini.

Mi riservo di costrituirmi parte civile nel'instaurando procedimento e chiedo di essere informata in caso di una un’eventuale richiesta di archiviazione.

Mi oppongo fin d’ora ad una eventuale definizione del procedimento con decreto penale di condanna.

Si allegano:

1. copia email

2. tabulati telefonici

Si indicano i seguenti testimoni:

________________

________________

Luogo, ______________

firma

Quand'anche le somme relative alla bollette fossero dovute, la petulanza telefonica non è mai giustificabile e costituisce di per sé, reato di molestie. Passiamo adesso al profilo civilistico della presente vertenza.

Ai sensi dell'articolo 1575 del codice civile, il locatore ha il dovere di consegnare l'immobile in buono stato di manutenzione e di mantenerlo in istato da servire all'uso convenuto. Ai sensi dell'articolo 1578 del codice civile, avresti titolo giuridico per chiedere un risarcimento danni ai comproprietari, con atto di citazione al giudice di pace oppure al tribunale civile (se l'importo del risarcimento è superiore a 5.000 euro).
Ti ricordo che il proprietario è tenuto a risarcire al conduttore i danni derivati da vizi della cosa, ossia una somma pari all'incirca a 2500 euro.
Duemilacinquecento euro soltanto di danni materiali … per non parlare del danno alla salute ed alla vita di relazione (immagino quanto fosse bello ospitare amici in questo appartamento ammuffito !!!).

Art. 1578 del codice civile. Vizi della cosa locata.

Se al momento della consegna la cosa locata è affetta da vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l'idoneità all'uso pattuito, il conduttore può domandare la risoluzione del contratto o una riduzione del corrispettivo, salvo che si tratti di vizi da lui conosciuti o facilmente riconoscibili. Il locatore è tenuto a risarcire al conduttore i danni derivati da vizi della cosa, se non prova di avere senza colpa ignorato i vizi stessi al momento della consegna.

Ti ricordo infine che la rimozione delle cause della muffa, si configura quale manutenzione straordinaria e quindi si tratta di un onere a carico del proprietario, ai sensi dell'articolo 1576 I comma del codice civile.

Fatta questa premessa normativa, una riflessione molto concreta: al momento del recesso dal contratto, si effettua la così detta lettura e comunicazione del contatore … se il proprietario ha sbagliato a leggere il contatore … peggio per lui !!!

Non solo … hai scritto quanto segue:
“Ad oggi, abbiamo ricevuto indietro quanto stabilito ( per buona pace è stato concordato che € 400 sarebbero state detratte dalla quota delle caparre). € 300”.

Da un punto di vista giuridico, questa si chiama transazione ai sensi dell'articolo 1965 del codice civile.

Art. 1965 del codice civile. Nozione.

La transazione è il contratto col quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già incominciata o prevengono una lite che può sorgere tra loro.
Con le reciproche concessioni si possono creare, modificare o estinguere anche rapporti diversi da quello che ha formato oggetto della pretesa e della contestazione delle parti.

Transazione, vuol dire chiusura tombale di ogni pendenza: come voi adesso, non avete più titolo per chiedere la somma di 400 euro, i comproprietari non hanno più titolo per chiedere ulteriori somme per fantomatiche bollette o fantasiosi conteggi.
La vertenza è stata ormai transatta, chiusa in modo tombale e definitivo, da un accordo in base al quale avete lasciato per strada 400 euro …
… se i comproprietari ritengono che la vertenza non sia stata chiusa in via transattiva, vorrà dire che chiederete il rimborso di 400 euro ed il risarcimento danni di 3000 euro (2500 per danni materiali e 500 euro per danni non patrimoniali).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: