Predisporre un decreto ingiuntivo per recuperare arretrati chiesti a rimborso per ADSL





Salve, ho bisogno informazioni in riguardo alla compilazione decreto ingiuntivo on line.
Mi spiego meglio ho un negozio, e nel giugno 2016 ho chiesto la migrazione del telefono e ADSL da alfa a beta, questi ultimi mi creano molti problemi, tra cui arretrati ( oltre 600 €) di molte mensilità ed intestate pure ad altra azienda, io ho dato prova esibendo le fatture pagate per il numero di telefono del negozio indicato come moroso, ma loro mi hanno creato disagi considerandomi egualmente moroso, anche dopo aver mostrato rutte le fatture pagate regolarmente o in anticipo.
Per sbloccare la situazione ho fatto ricorso al Corecom e dopo alcuni mesi nel dicembre 2016 c'è stata un incontro ed una conciliazione con il mediatore, me ed il rappresentante di beta che si è impegnato per iscritto a rimborsare 200 € a titolo di rimborso spese per i disagi subiti ( entro il termine 60gg), ho un azienda individuale ho indicato il conto IBAN mio privato.
Dopo alcuni mesi (marzo 2017) faccio appello al mediatore della Corecom che non avevo ancora ricevuto i soldi, ed in seguito il rappresentante di beta mi scrive chiedendomi nuovamente IBAN perché risulta non corretto, ho verificato ed è corretto è intestato al titolare, invece loro preferiscono che sia intestato alla ditta, a giugno 2017 dopo aver aspettato ancora invano altri mesi, ci accordiamo a mezzo mail che potevano inviarmi assegno all'indirizzo legale della ditta ad oggi dopo altre un anno non ho ancora ricevuto nulla, anzi il rappresentante di beta mi chiede nuovamente l'indirizzo dove recapitare l'assegno. Trovo la cosa ridicola, e consultandomi con altre persone risulta abbastanza comune questi atteggiamenti di beta.

Chiedo cosa devo inserire nella voce del valore della causa, il danno sarebbero 200 €, poi ci sarebbero le varie spese, notifica , diritto unificato, iscrizione a ruolo etc.

Cosa dovrei inserire come importo ?
Saluti

 

RISPOSTA



Devi inserire il valore della causa che è pari alla sorte capitale, ossia 200 euro. Il contributo unificato è parametrato alla sorte capitale ossia 21,50 euro (il contributo è dimezzato in quanto trattasi di procedimento monitorio).

In calce al ricorso per decreto ingiuntivo, scriverai: Si dichiara che l'importo della controversia è pari a 200,00 euro e che di conseguenza l'importo del contributo unificato è pari a 21,50 euro.

Nel “petitum” del ricorso scriverai: si chiede l'emissione di decreto ingiuntivo per l'importo di 200 euro, oltre oneri di legge ed oltre interessi legali dalla scadenza al saldo effettivo, oltre alle spese del procedimento, oltre alle spese e diritti successivi al decreto per copie autentiche notifica e registrazione.

Se fossi un avvocato, scriveresti anche “oltre alle spese forfettarie al 15%, Iva e Cap” !

Nel decreto ingiuntivo, il giudice scriverà: “con il presente decreto ingiuntivo di liquida la sorte capitale di 200 euro, le spese processuali per euro xx (lo deciderà il giudice), oltre agli interessi legali, le spese vive, i diritti successivi al decreto per copie autentiche, notifica e registrazione, avvertendo parte ingiunta che può fare opposizione entro 40 giorni”.

Trascorsi 40 giorni senza che sia stata fatta opposizione, procederai con l'atto di precetto che preannuncia l'esecuzione forzata in danno al debitore.

Nell'atto di precetto, indicherai quello che non è stato espressamente calcolato al giudice nel decreto ingiuntivo, ossia gli interessi legali, il danno da rivalutazione monetaria (poca roba…), le spese vive, gli esborsi relativi ai diritti per le notifiche e per le copie autentiche, l'imposta di registro versata all'agenzia delle entrate.

Confermo che l'atto di transazione è una prova scritta idonea a chiedere un decreto ingiuntivo: nel procedimento monitorio la prova scritta può essere costituita da qualsiasi documento, anche se privo dell’efficacia probatoria assoluta prevista dagli articoli 2700 e 2702 del Codice Civile ed anche se non costituisce piena prova dell’esistenza del diritto azionato, tant’è che il creditore può integrare, con efficacia retroattiva, nell’eventuale successivo giudizio di opposizione, la prova fornita nella fase sommaria (in tal senso: Cass. 25/3/1971 numero 845; Cass. 20/6/1983 numero 4234 e Cass. 9/10/2000 numero 13429).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: