Differenza tra indicazione dell'erede universale e del legatario





A maggio del 2016 viene a mancare la nostra prozia XXXXXXX, nubile e senza figli.
Lascia un testamento scritto da lei in cui afferma di lasciare a noi (C. e F. ,suoi pronipoti figli della figlia della sorella) beni mobili ed immobili: Scrive esattamente cosi':dichiaro di voler disporre dei propri beni mobili ed immobili come di seguito indicato:ai miei due nipoti Cristina e Francesco assegno l'appartamento in Ladispoli i mobili e tutto ciò' che e' nella casa.
Ora sorge il problema del conto in banca.
Secondo un nipote che si sta occupando della pratica di successione, i soldi vanno a tutti i nipoti rimasti in vita .
I nipoti sono 8,tra cui nostra mamma.
attendiamo sua risposta
Grazie



RISPOSTA



Non la penso come il nipote che si sta occupando della successione !!!
Il testatore dichiara di voler disporre, con il presente testamento, di tutti i beni mobili ed immobili.
Il denaro accreditato sul conto corrente è, a tutti gli effetti, un bene mobile, incluso nel testamento.
Dobbiamo chiederci quindi se C. e F. sono indicati nel testamento come eredi universali (quindi subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi del testatore) oppure come legatari.
Secondo il nipote, come legatari.
A mio parere, come eredi universali, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 588 del codice civile.

Art. 588 del codice civile. Disposizioni a titolo universale e a titolo particolare.

Le disposizioni testamentarie, qualunque sia l'espressione o la denominazione usata dal testatore, sono a titolo universale e attribuiscono la qualità di erede, se comprendono l'universalità o una quota dei beni del testatore. Le altre disposizioni sono a titolo particolare e attribuiscono la qualità di legatario. L'indicazione di beni determinati o di un complesso di beni non esclude che la disposizione sia a titolo universale, quando risulta che il testatore ha inteso assegnare quei beni come quota del patrimonio. Attenzione all'ultimo comma: “L'indicazione di beni determinati o di un complesso di beni non esclude che la disposizione sia a titolo universale, quando risulta che il testatore ha inteso assegnare quei beni come quota del patrimonio”.

Se è vero che il testatore ha attribuito a C e F dei beni in parte determinati ed in parte non determinati (tutti i beni mobili presenti in casa, una quantità di beni non determinata), è anche vero che si tratta di una disposizione ereditaria a titolo universale, poiché il testatore vole disporre di tutti i suoi beni mobili ed immobili !!! lo scrive espressamente nel testamento.
Se si tratta di una disposizione ereditaria a titolo universale, non può trattarsi di un legato, come ritiene il nipote.
Se gli unici eredi indicati nel testamento sono C e F, tutti i beni mobili ed immobili, compreso il denaro, spettano a loro.

A conferma della mia tesi, vorrei indicare la sentenza della Cassazione Civile, Sez. II, sentenza 24.06.2014 n. 14315:
“In materia di distinzione tra erede e legatario, l'assegnazione di beni determinati deve interpretarsi, ai sensi dell'art. 588 cod. civ., come disposizione ereditaria ("institutio ex re certa"), qualora il testatore abbia inteso chiamare l'istituito nell'universalità dei beni o in una parte indeterminata di essi, considerata in funzione di quota del patrimonio relitto, mentre deve interpretarsi come legato, se abbia voluto attribuirgli singoli individuati beni. L'indagine diretta ad accertare se ricorra l'una o l'altra ipotesi, si risolve in un apprezzamento di fatto, riservato ai giudici del merito, ed è, quindi, incensurabile in sede di legittimità se conseguentemente motivato.”

Il testatore ha inteso chiamare C e F nell'universalità dei beni o in una parte indeterminata di essi.
-C e F sono eredi universali del testatore
-C e F sono gli unici eredi universali del testatore
-C e F erediteranno tutti i rapporti passivi e tutti i rapporti giuridici attivi che facevano capo al de cuius
-C e F non sono semplici legatari

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.