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Il cugino non ha diritto alla quota di legittima





Gentile avv. Arrivai in Italia alla fine del '89 sposata ad un Italiano e immediatamente ebbi la nazionalità Italiana. Rimasta vedova con due figlie mi sono nuovamente sposata cinque anni fa. Mio marito che ha come parentela soltanto i figli di una cugina di sua madre, ha voluto proteggere me e le mie figlie facendo testamento per nominarci eredi universali. Con le nuove leggi in materia ereditaria sono cambiate diverse cose, perciò voleva sapere se i suoi cugini hanno per legge diritto a parte dell'eredità o verrà rispettato il suo testamento.

RISPOSTA



I cugini, ai sensi dell’articolo 536 del codice civile, non hanno diritto alla legittima; tale norma infatti, non indica i cugini tra i soggetti legittimari.

Art. 536 del codice civile. Legittimari.
Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi.
Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi.
A favore dei discendenti dei figli legittimi o naturali, i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli legittimi o naturali.

Il testamento pertanto, non potrà essere impugnato né dai cugini, né da nessun altro parente. Anche se tuo marito non avesse fatto testamento, i suoi cugini non avrebbero avuto alcun diritto ereditario, ai sensi dell’articolo 581 del codice civile.

Art. 581 del codice civile. Concorso del coniuge con i figli.
Quando con il coniuge concorrono figli legittimi o figli naturali, o figli legittimi e naturali, il coniuge ha diritto alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi.


In assenza di testamento, l’eredità di tuo marito sarebbe stata suddivisa in tre quote uguali che sarebbero state attribuite al coniuge ed alle due figlie.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: