Quota di legittima spettante al coniuge ed al genitore del de cuius





Buongiorno, mi chiamo XXXXXXX, sono di Torino, ho 57 anni e da anni al mio fianco ho la mia compagna che vorrei sposare in Comune (lei è già stata sposata una volta ed è divorziata ormai da anni).
Tornando al matrimonio, a breve gli farò la proposta di matrimonio e vorrei sposarla in Comune come dicevo, quali sono le clausole che bisogna mettere per fare in modo che lei sia l'erede totale di tutti i beni (pochi) sia precedenti e successivi alla data del matrimonio, e per la parte economica, abbiamo già un conto cointestato, e tutti i diritti che ne conseguono come moglie esempio la reversibilità di un'ipotetica pensione. Vorrei che lei fosse l'unica erede anche nel caso di eventi drammatici (es. mio decesso improvviso, facendo ovviamente tutti gli scongiuri) e per poter essere autonoma anche in caso di mia assenza improvvisa sia per se che per sua figlia (non è mia figlia ma è come se lo fosse).

RISPOSTA



La questione ereditaria non può risolversi al momento del matrimonio civile con la tua attuale compagna. Occorre, successivamente al tuo matrimonio, procedere alla redazione di un testamento, anche olografo (ovvero testamento pubblico per atto notarile), con cui il testatore lascerà al coniuge, la quota di legittima pari al 50% dell'asse ereditario, oltre alla quota disponibile pari al 25% dell'asse ereditario. Tua madre ha diritto alla quota di legittima pari al 25% dell'asse ereditario.
Le norme in materia di quote di legittima sono ineludibili, nel senso che se nominassi tua moglie, quale unica erede, sempre con testamento, tua madre potrebbe impugnare quel testamento per lesione di legittima.

Alla morte di tua madre, procederai alla redazione di un successivo testamento, con cui lascerai l'intero asse ereditario a tua moglie, essendo l'unico soggetto legittimario, secondo quanto previsto dall'articolo 536 del codice civile.

Art. 544 del codice civile. Concorso di ascendenti e coniuge.

Quando chi muore non lascia figli, ma ascendenti e il coniuge, a quest'ultimo è riservata la metà del patrimonio, ed agli ascendenti un quarto. In caso di pluralità di ascendenti, la quota di riserva ad essi attribuita ai sensi del precedente comma è ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall'articolo 569.


Come eludere di fatto le norme in materia di legittima ?
Attraverso vendite fittizie dell'intero patrimonio alla tua attuale compagna; ovviamente intestando tutto alla tua compagna … anche il conto corrente bancario, tanto per intenderci …
Altrimenti, sarà necessario attendere il decesso del genitore, per nominare il coniuge, unico erede testamentario, a seguito di redazione di ulteriore testamento olografo o pubblico.

La pensione di reversibilità prescinde dai diritti ereditari, essendo prevista direttamente dalla legge. La pensione di reversibilità non è materia da trattare né in sede di matrimonio né in sede testamentaria.
In sede di matrimonio deciderete solamente se sposarvi in comunione dei beni o separazione dei beni; tale scelta non avrà alcuna incidenza sulle norme in materia di legittima o di pensione di reversibilità, ma soltanto sulla regolamentazione degli acquisti fatti in costanza di matrimonio.



Ho una sorella e ho ancora mia mamma tuttavia voglio che la mia compagna sia l'unica erede. Matrimonio a parte, ci potrebbero, al momento essere soluzioni più immediate per identificarla come erede, tipo un testamento, se si, di che tipo? Sarebbe da fare presso un notaio? Grazie di tutte le informazioni utili al mio caso.

RISPOSTA



Ripeto, il testamento non può essere lesivo della legittima della mamma.
Magari la mamma, nel rispetto della tua memoria, non impugnerebbe mai il tuo testamento.
Ma potrebbe farlo tua sorella, alla morte della mamma, quale erede del soggetto legittimario diseredato.

… ed allora non rimane che procedere con vendite fittizie dell'intero tuo patrimonio, a favore del coniuge e di sua figlia, oltre che ad intestare tutto al coniuge. Però sarebbe consigliabile procedere in tal senso, prima di un eventuale matrimonio in comunione dei beni, per ovvi motivi …

Ai sensi dell'articolo 540 del codice civile, il coniuge superstite in ogni caso, avrà diritto di abitazione presso la casa familiare.

“Al coniuge anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli”.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: