Non si può rinunciare all'eredità successivamente all'accettazione tacita





Salve, pongo un quesito un po' controverso su cui ho avuto pareri discordanti da parte di più avvocati.
Mia madre muore nel 2007, lasciando come eredità una parte di un immobile agrario con relativo terreno ereditato con i fratelli dal padre defunto e la metà di tutto ciò che era in comunione dei beni con mio padre.
I beni in comunione consistono nella casa familiare in cui mio padre vive, in un automobile che mio padre ha continuato ad utilizzare anche dopo la morte di mia madre e che anni dopo è stata regalata e rottamata, e in un conto postale cointestato con un buono fruttifero, conto sul quale mio padre ha continuato ad operare.
Nel 2010, periodo in cui io ero fuori per lavoro, un commercialista che mio padre conosceva gli consiglia di rinunciare all'eredità, non si è ancora capito per quale motivo, ma mio padre fidandosi di lui fa la rinuncia.

 

RISPOSTA



Tuo padre aveva già accettato, tacitamente, ossia per fatti concludenti, l'eredità del coniuge, ai sensi dell'articolo 476 del codice civile.
I fatti concludenti sono esattamente quelli da te elencati nel periodo precedente; tuo padre è entrato in possesso dei beni dell'asse ereditario ed ha provveduto a gestirli in qualità di erede della moglie.

Art. 476 del codice civile. Accettazione tacita.
L'accettazione è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede.

La rinuncia è invalida in quanto successiva all'accettazione tacita dell'eredità.



La successione di morte di mia madre viene chiusa nel 2016, ma sulla successione non viene allegata la rinuncia perché considerata nulla dal tecnico che si è occupato della suddetta successione, in quanto secondo lui mio padre era in possesso dei beni ereditari, vista anche la comunione dei beni, e avrebbe dovuto fare la rinuncia entro 3 mesi.

 

RISPOSTA



Confermo, ai sensi dell'articolo 485 I comma del codice civile. Confermo altresì il termine di tre mesi dalla morte del “de cuius”.

Art. 485 del codice civile. Chiamato all'eredità che è nel possesso di beni.
Il chiamato all'eredità, quando a qualsiasi titolo è nel possesso di beni ereditari, deve fare l'inventario entro tre mesi dal giorno dell'apertura della successione o della notizia della devoluta eredità. Se entro questo termine lo ha cominciato ma non è stato in grado di completarlo, può ottenere dal tribunale del luogo in cui si è aperta la successione una proroga che, salvo gravi circostanze, non deve eccedere i tre mesi.
Trascorso tale termine senza che l'inventario sia stato compiuto, il chiamato all'eredità è considerato erede puro e semplice.



Visto che proprio in questi giorni sta avvenendo la vendita di cui parlavo, vorrei capire se effettivamente questa rinuncia è valida o meno e quindi se fare un'eventuale modifica della successione.

 

RISPOSTA



La rinuncia è priva di effetti giuridici, in quanto successiva all'accettazione tacita dell'eredità.



Mio padre si può considerare effettivamente possessore e quindi in obbligo di fare rinuncia entro 3 mesi?

 

RISPOSTA



Assolutamente sì, giacché ha continuato ad occupare l'intero immobile – ex casa familiare, ha condotto l'auto ed ha gestito le risorse finanziarie facenti parte dell'asse ereditario.
Ha posto tacitamente in essere comportamenti da cui, inequivocabilmente si evince la sua volontà di accettare l'eredità del coniuge deceduto.



O la rinuncia fatta dopo 5 anni ha piena validità? Vi informo inoltre che non è stato mai fatto nessun inventario dell'eredità in questione.

 

RISPOSTA



Si può rinunciare all'eredità entro 10 anni dalla morte del de cuius. Stesso termine per accettare l'eredità, ai sensi dell'articolo 480 I comma del codice civile.

Una volta che c'è stata accettazione dell'eredità, tacita o espressa (dichiarazione dinanzi al notaio), non si può più rinunciare … a prescindere da quanti anni sono trascorsi dal decesso del “de cuius”.

L'accettazione non è oggetto di revoca, al contrario della rinuncia.
La rinuncia è oggetto di revoca, ai sensi dell'articolo 525 del codice civile.

Art. 525 del codice civile. Revoca della rinunzia.

Fino a che il diritto di accettare l'eredità non è prescritto contro i chiamati che vi hanno rinunziato, questi possono sempre accettarla, se non è già stata acquistata da altro dei chiamati, senza pregiudizio delle ragioni acquistate da terzi sopra i beni dell'eredità.

A disposizione per chiarimenti e per confutare i pareri discordanti dal mio.

Cordiali saluti.

Fonti: