Certificazione sostitutiva di atto notorio con l'indicazione eredi necessaria per la riscossione buono fruttifero postale





Nel 1983 mia nonna ha sottoscritto un buono postale con p,f.r cointestato a me e a lei.
Mia nonna è morta nel 2003. Essendo giunto a scadenza alla mia richiesta di rimborso poste italiane mi chiede di presentare una serie di documenti tra cui una certificazione sostitutiva di atto notorio nella quale debbo dichiarare chi sono gli eredi di mia nonna.
Mia nonna aveva avuto due figlie da un primo matrimonio: mia madre e mia zia; si era poi risposata con un secondo marito senza avere altri figli. Il secondo marito è morto nel 2016.
Gli eredi di mia nonna sono senza dubbio mia madre e mia zia; il problema: è necessario dichiarare come erede anche il suo secondo marito attualmente morto?

 

RISPOSTA



Sì, certo, il marito deve essere dichiarato quale erede, salvo che tu non sia a conoscenza di un atto di rinuncia all'eredità da parte dello stesso, prima del suo decesso.
Il marito è erede in quanto il coniuge ha diritto alla quota di legittima, ai sensi dell'articolo 536 del codice civile.
Immagino che la nonna sia morta senza lasciare testamento; immagino quindi che il marito sarà stato chiamato all'eredità della moglie.

Il marito, prima di morire, ha rinunciato all'eredità della moglie?

Ha accettato l'eredità della moglie, con accettazione espressa presso un notaio oppure entrando nel possesso dei beni ereditari?

Il marito ha partecipato alla divisione dell'asse ereditario della moglie, al suo decesso?

In tal caso, egli è erede a pieno titolo e deve essere indicato quale erede nella certificazione sostitutiva di atto notorio.



La cosa per me è importante perché i nipoti del secondo marito pretendono di rientrare per rappresentazione su tutto quello che era di proprietà del loro zio e di mia nonna e, d' altra parte non vorrei, dichiarando come eredi solo mia madre e mia zia, incappare nel reato di falsa dichiarazione in atto pubblico. Grazie

 

RISPOSTA



Non si applicano le norme sulla rappresentazione, giacché la rappresentazione si applica a favore dei discendenti del figlio o del fratello premorto rispetto al “de cuius”.
Il marito non è premorto rispetto alla moglie; il marito non è figlio o fratello della moglie … ma è appunto il coniuge.
Parlare di rappresentazione in questo caso, è quindi un errore giuridico molto grave.
Si applicano invece le norme in materia di successione per legge (articolo 572 del codice civile), in base alle quali, la quota del marito sarà ereditata dai suoi parenti più prossimi, ossia i suoi nipoti. La sostanza tuttavia non cambia ...

Di seguito, le norme del codice civile, a fondamento della presente consulenza.

Capo IV - Della rappresentazione

Art. 467 del codice civile. Nozione.
La rappresentazione fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l'eredità o il legato.
Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituto non possa o non voglia accettare l'eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.

Art. 468 del codice civile. Soggetti.
La rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli, legittimati e adottivi, nonché dei discendenti dei figli del defunto, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.
I discendenti possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato all'eredità della persona in luogo della quale subentrano, o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa.

Art. 536 del codice civile. Legittimari.
Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli, gli ascendenti.
Ai figli sono equiparati gli adottivi.
A favore dei discendenti dei figli, i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli.

Art. 572 del codice civile. Successione di altri parenti.
Se alcuno muore senza lasciare prole, né genitori, né altri ascendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore del parente o dei parenti prossimi, senza distinzione di linea.
La successione non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado.

I nipoti del marito hanno diritto di dividere tra loro la quota di BFP che sarebbe spettata allo zio, in quanto coniuge del de cuius.
Salvo che il marito abbia rinunciato all'eredità della moglie, sei obbligata ad indicarlo tra gli eredi del "de cuius"; l'omissione configurerebbe ovviamente reato di falso.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: