Contatore elettricità immobile in comunione, suddivisione della spesa tra i coeredi





Noi siamo 5 condomini, ognuno proprietario di un appartamento avuti per eredità da poco tempo con relativa divisione. Il de cuius che abitava in un appartamento a piano terra della stessa palazzina, teneva gli altri quattro appartamenti non rifiniti e sfitti da sempre e senza utenze. Essendo l'unico ad abitarci aveva intestato un contatore con contratto domestico residenziale per tutte le necessità della palazzina, (luce interna, scale, pozzo, cantina, soffitta, garage esterni e altri allacci ). Una volta venuti in possesso dei rispettivi appartamenti, ho sollevato subito il problema delle aree comuni tra cui le scale. Ho proposto di rifare tutto l'impianto di illuminazione scale, (quattro plafoniere), e avere cosi sia la certificazione, sia la certezza che non ci siano collegamenti diversi, che sicuramente avremmo trovato usando il vecchio impianto luci scale. Niente di tutto questo. Con la scusa, poi lo faremo, non si è fatto.

 

RISPOSTA



Immagino però che questi tuoi solleciti siano stati esclusivamente verbali; immagino che non ci sia nulla di scritto da parte tua, da produrre in sede giudiziale, in caso di processo dinanzi al tribunale civile.



Proprio qualche giorno fa si è presentato uno dei condomini dicendo che si era intestato quel contatore con contratto domestico non residenziale con potenza ridotta, e che aveva collegato lui l'impianto di illuminazione delle scale, presentandoci poi delle bollette già pagate con tanto di ripartizione in base ai millesimi.

 

RISPOSTA



Premesso che l'intestazione del contatore non poteva rimanere così com'era, ossia relativa ad un soggetto deceduto.
Premesso che un contatore non potrebbe essere intestato, in modo cumulativo, a favore di tutti e quattro i proprietari, salvo che non si decida di ufficializzare il “condominio”, nominando amministratore uno dei quattro proprietari ed intestando all'amministratore l'utenza predetta. Tanto premesso, quello che ha fatto il condomino, potrebbe anche apparire giustificabile, in considerazione dell'inerzia degli altri proprietari.
In fondo, l'intestazione del contatore non poteva rimanere quella relativa al de cuius, uno dei proprietari doveva pur intestarlo a sé, l'inerzia degli altri condomini nel prendere qualsiasi decisione a tal proposito, ha quasi legittimato il comportamento di questo condomino.
Ora, so benissimo cosa prevede l'articolo 1105 del codice civile, in materia di amministrazione del bene in comunione … non metto in dubbio che il condomino non abbia fatto qualcosa di poco legale … ma da qui, a replicare al condomino che deve sopportare per intero le spese relative alle bollette, ce ne passa …

Art. 1105 del codice civile. Amministrazione.
Tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell'amministrazione della cosa comune. Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente. Per la validità delle deliberazioni della maggioranza si richiede che tutti i partecipanti siano stati preventivamente informati dell'oggetto della deliberazione.



Premesso che non ci sono stati mai incontri, assemblee, raccomandate o email, cha autorizzavano quel condomino ad intestarsi quel contatore e tanto meno a mettere le mani sul vecchio impianto di illuminazione scale, premesso che la cifra che viene fuori è alta e c'è il sospetto che ci siano collegamenti strani, fin quanto noi siamo obbligati a pagare?
Quello che ha fatto è regolare, lo poteva fare?
Grazie

 

RISPOSTA



Quello che il condomino ha fatto non è regolare, in quanto in contrasto con l'articolo 1105 del codice civile, norma che si applica a prescindere dalla costituzione di un condominio.
… ma non sarebbe stato nemmeno regolare mantenere l'intestazione del contatore al de cuius !!! … non è nemmeno regolare l'inerzia ingiustificata da parte degli altri condomini !!!

A mio parere, se gli altri condomini si rifiutassero di partecipare alle spese delle bollette, si configurerebbe un ingiustificato arricchimento da parte loro, a danno dell'intestatario che potrebbe quindi procedere nei loro confronti, con l'azione di ingiustificato arricchimento, ai sensi dell'articolo 2041 del codice civile.

Se ci sono collegamenti “strani”, si può chiedere una sorta di perizia ad un elettricista di fiducia … chi ha barato pagherà … ma gli altri condomini non possono sentirsi esentati dal pagare le bollette pro quota, soltanto perché il condomino non ha rispettato l'articolo 1105 del codice civile.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: