Opposizione alla donazione lesiva dei diritti di legittima entro venti anni





Buonasera vi chiedo una consulenza riguardo ad una mia questione ereditaria.

Ecco la questione:
-Siamo 3 fratelli e mia madre come eredi di mio padre morto a maggio 2017.
Mio padre lascia vari immobili e dei terreni.
Mio padre nel marzo 1999 ha donato ad uno dei miei fratelli una casa, nell'atto non ha indicato "esente da collazione o altro".

 

RISPOSTA



Ti ricordo che avete un anno di tempo dalla morte del “de cuius” per presentare la dichiarazione di successione all'agenzia delle entrate.
La presentazione della dichiarazione di successione è indispensabile al fine di volturare gli immobili a favore degli eredi.



Ora ancora non è stata fatta la successione, ma sta nascendo una lite

 

RISPOSTA



Qual è la causa della lite … si tratta di un particolare non da poco, ai fini della presente consulenza. Lesione della quota di legittima spettante ad uno dei soggetti legittimari ai sensi dell'articolo 536 del codice civile?

Applicazione della dispensa da collazione alla donazione?

Vizi di forma della donazione?

Vizi di forma del testamento?



La mia preoccupazione è questa: la casa donata a mio fratello, se dovesse passare il marzo 2018, entra nella collazione oppure passati 20 anni dalla donazione non ho più alcun diritto su questa casa?

 

RISPOSTA



Entra nella collazione??!!
Se nell'atto non è scritto “con espressa dispensa da collazione”, anche dopo venti anni dall'atto notarile, si tratterà pur sempre di una donazione con “con espressa dispensa da collazione”! Il punto è un altro …

Ipotizziamo che non si faccia opposizione entro 20 anni dall'atto.
Ad aprile del 2018, tuo fratello vende l'immobile di provenienza donativa ad un terzo in buona fede oppure lo ipoteca a favore di una banca, affinché gli possa essere concesso un finanziamento.
Ipotizziamo che entro dieci anni dalla morte tu proceda con atto di citazione al tribunale civile, al fine di far valere la lesione della tua quota di legittima.

Se il giudice ti darà ragione, la cessione dell'immobile di provenienza donativa, a favore del terzo in buona fede, RESTERA' VALIDA !!!
Così come non potrai più opporti all'ipoteca iscritta sull’immobile!

In sintesi: hai dieci anni di tempo dalla morte del de cuius per presentare atto di citazione al tribunale civile dell'ultima residenza del de cuius, al fine di far valere la lesione di legittima a tuo danno.

Hai venti anni di tempo dalla donazione per fare opposizione, ossia per impedire che l'immobile, una volta ceduto a terzi in buona fede oppure ipotecato a favore di una banca, non possa “tornare più indietro” …



E' necessario fare l'atto di opposizione alla donazione prima di marzo 2018? Grazie mille per la consulenza.

 

RISPOSTA



E' opportuno giacché in assenza di opposizione, se l'immobile viene venduto oppure ipotecato … quell'immobile non lo recupererai più …
Se farai opposizione entro 20 anni dalla donazione, anche se un folle dovesse acquistare quell'immobile, tu avrai titolo per agire in rivalsa nei suoi confronti e recuperare l'immobile, in caso di sentenza che riconosca la lesione di legittima.

Il termine ventennale per procedere con l'opposizione alla donazione lesiva della quota di legittima, è prevista dagli articoli 561 e 563 del codice civile.

Art. 561 del codice civile. Restituzione degli immobili
Gli immobili restituiti in conseguenza della riduzione sono liberi da ogni peso o ipoteca di cui il legatario o il donatario può averli gravati, salvo il disposto del n. 8 dell'articolo 2652. I pesi e le ipoteche restano efficaci se la riduzione è domandata dopo venti anni dalla trascrizione della donazione, salvo in questo caso l'obbligo del donatario di compensare in denaro i legittimari in ragione del conseguente minor valore dei beni, purché la domanda sia stata proposta entro dieci anni dall'apertura della successione. Le stesse disposizioni si applicano per i mobili iscritti in pubblici registri.
I frutti sono dovuti a decorrere dal giorno della domanda giudiziale.


Art.563 del codice civile. Azione contro gli aventi causa dai donatari soggetti a riduzione Se i donatari contro i quali è stata pronunziata la riduzione hanno alienato a terzi gli immobili donati e non sono trascorsi venti anni dalla trascrizione della donazione, il legittimario, premessa l'escussione dei beni del donatario, può chiedere ai successivi acquirenti, nel modo e nell'ordine in cui si potrebbe chiederla ai donatari medesimi, la restituzione degli immobili. L'azione per ottenere la restituzione deve proporsi secondo l'ordine di data delle alienazioni, cominciando dall'ultima. Contro i terzi acquirenti può anche essere richiesta, entro il termine di cui al primo comma, la restituzione dei beni mobili, oggetto della donazione, salvi gli effetti del possesso di buona fede.
Il terzo acquirente può liberarsi dall'obbligo di restituire in natura le cose donate pagando l'equivalente in danaro.
Salvo il disposto del numero 8) dell'articolo 2652, il decorso del termine di cui al primo comma e di quello di cui all'articolo 561, primo comma, è sospeso nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta del donante che abbiano notificato e trascritto, nei confronti del donatario e dei suoi aventi causa, un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione. Il diritto dell'opponente è personale e rinunziabile. L'opposizione perde effetto se non è rinnovata prima che siano trascorsi venti anni dalla sua trascrizione.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: