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Diritti successori del coniuge separato senza addebito della colpa





Separata da due anni con figlio maggiorenne invalido al 100% a carico e non ancora divorziata, in pensione da un anno, vorrei porre alcune domande:

1 - ho diritto ad ottenere parte dell'eredità da parte dei suoi genitori deceduti, percepita dal mio ex marito a separazione appena avvenuta?

2 - sono obbligata a provvedere al residuo di un mutuo chiesto ed ottenuto dal mio ex marito in caso di suo decesso?

3 - in caso di decesso da parte di uno dei due, sempre in fase di separazione, l'altro vivente avrebbe diritto a far parte dell'asse ereditario?

4 - in fase di separazione quali diritti/doveri vengono mantenuti verso l'ex coniuge rispetto al divorzio?

RISPOSTA



1 - Assolutamente no. .
Non ne avresti diritto, nemmeno se fossi regolarmente coniugata, giacché ai sensi dell'articolo 179 I comma lettera B, i beni acquisiti dal coniuge per effetto di successione, sono beni personali che non entrano a far parte della comunione legale dei coniugi.
Se poi la tua domanda é … alla morte di mio marito, non essendo ancora divorziata, avrei diritto di ereditare, fra tutti i beni del coniuge, anche quelli che il coniuge ha ereditato dal suoi genitori (ovviamente pro quota, visto che anche tuo figlio ha diritto alla quota di legittima sull'asse ereditario del padre) … ecco che la risposta è: “sì, a patto che il giudice non ti abbia addebitato la colpa della separazione legale da tuo marito, come da articolo 548 I comma”. .
.
L'asse ereditario di tuo marito (faranno parte dell'asse ereditario di tuo marito, alla sua morte, anche i beni che ha ereditato dai suoi genitori), si dividerà ai sensi dell'articolo 542 I comma del codice civile: .
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-1/3 quota spettante al coniuge separati.
-1/3 quota spettante al figlio.
-1/3 quota disponibile, liberamente attribuibile con testamento o con donazione.
.
2 - E' ovvio che se dovessi accettare l'eredità di tuo marito, alla sua morte, subentreresti in tutte le situazioni giuridiche attive e passive che facevano capo allo stesso.
Esattamente come acquisiresti il diritto di proprietà sulla quota di legittima pari a 1/3 dei beni di tuo marito, entro la stessa quota subentreresti nei suoi debiti !

3 - Sì, certo, ai sensi dell'articolo 548 I comma del codice civile, salvo il caso di separazione giudiziale con addebito della colpa al coniuge.

4 - Nell'arco temporale tra la separazione ed il divorzio, viene meno l'obbligo di coabitazione, di fedeltà, di contribuzione morale.
Non viene meno l'obbligo di contribuzione materiale, giacché ai sensi dell'articolo 156 del codice civile, il coniuge economicamente “più forte” può essere condannato a versare l'assegno di mantenimento in favore dell'altro coniuge.
Restano immutati i doveri nei confronti del figlio.

Da un punto di vista ereditario ?

Alla morte del coniuge divorziato, l’altro superstite non ha alcun diritto ereditario nei confronti del primo. Il coniuge superstite divorziato ha diritto ad un assegno alimentare a carico dell’eredità (ai sensi dell'articolo 9 comma 2 legge 898 del 1970), prevedibile soltanto se il coniuge superstite versa in stato di bisogno ed era titolare di un assegno di divorzio (sarà necessario fare ricorso in Tribunale, previo possesso dei descritti requisiti);

Fermo il diritto alla pensione di reversibilità in presenza degli altri presupposti di fatto (tra cui non essersi risposato).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Art. 179 del codice civile. Beni personali.
Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge:
a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
d) i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione;
… omissis

Art. 542 del codice civile. Concorso di coniuge e figli.
Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, a quest'ultimo è riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge.
Quando i figli sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli è effettuata in parti uguali.

Art. 548 del codice civile. Riserva a favore del coniuge separato.
Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, ai sensi del secondo comma dell'articolo 151, ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato.
Il coniuge cui e' stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se al momento dell'apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. L'assegno è commisurato alle sostanze ereditarie e alla qualità e al numero degli eredi legittimi, e non è comunque di entità superiore a quella della prestazione alimentare goduta. La medesima disposizione si applica nel caso in cui la separazione sia stata addebitata ad entrambi i coniugi.

Art. 156 del codice civile. Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi.
Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri.
L'entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell'obbligato.
Resta fermo l'obbligo di prestare gli alimenti di cui agli articoli 433 e seguenti.

Articolo 9 comma 2 legge 898 del 1970
2. In caso di morte dell'ex coniuge e in assenza di un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, il coniuge rispetto al quale è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e sempre che sia titolare di assegno ai sensi dell'art. 5, alla pensione di reversibilità, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza.

Fonti: