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Decesso dell'inquilino che lascia debiti





Da una decina di giorni è morta L'inquilina del mio appartamento. La signora ha lasciato come eredi un fratello ed una nipote figlia di una sorella defunta. La signora non mi ha pagato spese di condominio per + di 5.000,00 euro ed inoltre mi ha lasciato un appartamento con dentro tutte le sue cose in condizioni disastrose e pieno di spazzatura.
Ho dovuto provvedere a mie spese allo sgombero spendendo 1500,00 euro perché i parenti, non ne hanno voluto sapere nulla e mi hanno manifestato l’intenzione di rinunciare all’eredità. La signora, che io sappia, percepiva una pensione minima e non aveva beni materiali.
A questo punto come mi devo muovere per cercare di recuperare quanto dovutomi ?
Grazie e saluti.

RISPOSTA



Di seguito gli step da seguire per ottenere il rimborso di quanto dovuto, sia a titolo contrattuale che risarcitorio.

Richiesta di rimborso notificata a mezzo raccomandata a/r agli eredi, ossia un fratello ed una nipote figlia di una sorella defunta (erede per rappresentazione ai sensi degli articoli 467 e seguenti del codice civile).

Art. 467 del codice civile. Nozione di rappresentazione.
La rappresentazione fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l'eredità o il legato.
Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituto non possa o non voglia accettare l'eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.

Nella richiesta di rimborso, concederai un termine di 15 giorni agli eredi, per pagare ovvero per esibire l'atto pubblico di rinuncia all'eredità, ai sensi dell'articolo 519 del codice civile.

Art. 519 del codice civile. Dichiarazione di rinunzia.
La rinunzia all'eredità deve farsi con dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni. La rinunzia fatta gratuitamente a favore di tutti coloro ai quali si sarebbe devoluta la quota del rinunziante non ha effetto finché, a cura di alcuna delle parti, non siano osservate le forme indicate nel comma precedente.

Ti ricordo quanto segue: se gli eredi hanno già incassato l'ultimo rateo della pensione della defunta, hanno accettato tacitamente l'eredità, ai sensi dell'articolo 476 del codice civile. La riscossione del rateo della pensione è un atto che presuppone necessariamente la volontà di accettare l'eredità.

Art. 476 del codice civile. Accettazione tacita.
L'accettazione è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede.

Quali scenari possono aprirsi:

1)esibiscono l'atto di rinuncia all’eredità. Impugnerai la rinuncia, con atto di citazione al tribunale civile, al solo scopo di soddisfarti sui beni ereditari fino alla concorrenza del tuo credito. Quanto meno incasserai l'ultimo rateo della pensione ed il rateo della tredicesima, sempre relativa alla pensione, al fine di soddisfare parzialmente il tuo credito. Nella peggiore delle ipotesi ...

Art. 524 del codice civile. Impugnazione della rinunzia da parte dei creditori.
Se taluno rinunzia, benché senza frode, a un'eredità con danno dei suoi creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare la eredità in nome e luogo del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti.
Il diritto dei creditori si prescrive in cinque anni dalla rinunzia.

2)non esibiscono la rinuncia all’eredità, avendo accettato la stessa per fatti concludenti, ossia hanno incassato il rateo della pensione oppure sono entrati in possessi dei beni dell'asse ereditario. In tal caso, agirai in giudizio, sempre con atto di citazione, direttamente nei confronti degli eredi, per ottenere il rimborso ed il risarcimento danni.

3)Non hanno né accettato né rinunciato all’eredità, avendo dieci anni di tempo per l'accettazione, ai sensi dell'articolo 480 del codice civile.

Art. 480 del codice civile. Prescrizione.
Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni.
Il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione e, in caso d'istituzione condizionale, dal giorno in cui si verifica la condizione. In caso di accertamento giudiziale della filiazione il termine decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che accerta la filiazione stessa.
Il termine non corre per i chiamati ulteriori, se vi è stata accettazione da parte di precedenti chiamati e successivamente il loro acquisto ereditario è venuto meno.

In tal caso presenterai ricorso al tribunale in camera di consiglio, ai sensi dell'articolo 481 del codice civile.

Art. 481 del codice civile. Fissazione di un termine per l'accettazione.
Chiunque vi ha interesse può chiedere che l'autorità giudiziaria fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinunzia all'eredità. Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare.

Il giudice adito fisserà un termine entro il quale il chiamato dichiari se accettare o rinunziare all'eredità. Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato perderà il diritto di accettare.

Ecco un modello di ricorso ai sensi dell'articolo 481 del codice civile:

Istanza per la fissazione di un termine per l'accettazione dell'eredità

A disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

Fonti: