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Applicabilità dell'opposizione stragiudiziale alle donazioni antecedenti la riforma del 2005





Gentilissimo con la presente sono a chiederle delle informazioni importanti che riguardano una compravendita immobiliare , il caso riguarda una donazione di un terreno da padre a figlio avvenuta nel 1998 detto terreno nel mentre da agricolo diventa edificabile e nel 2005 viene venduto ad un impresa costruttrice che ne produce una villetta poi rivenduta nel 2006 ad un'altra famiglia.
la domanda riguarda la prescrizione ventennale nel caso di specie senza nessuna opposizione si può considerare raggiunta?
Il donante è ancora in vita e la loro famiglia e composta da altri due figli che a loro volta hanno ricevuto altri beni in donazione. detta donazione cade sia nel vecchio ordinamento per 7 anni e nei rimanenti 13 nel nuovo che' tipo di considerazioni bisogna fare e se vi sono casi simili caduti in contenzioso che tipo di provvedimenti hanno preso i giudici? Attendendo riscontro le mando un cordiale saluto

 

RISPOSTA



Si tratta, nel caso “de quo” di una donazione stipulata da meno di venti anni rispetto alla data di entrata in vigore della nuova disciplina in materia di opposizione alla donazione (2005), con il donante ancora vivo.

Vorrei fare un esempio concreto: attualmente, ai fini dell'usucapione di un bene immobile, occorrono venti anni di possesso continuato e non interrotto.
Ipotizziamo che nel 2018, il legislatore preveda che ai fini dell'usucapione di un immobile, siano necessari 25 anni di possesso continuato e non interrotto, anziché venti anni.
Quid iuris?
Al possessore che prima dell'entrata in vigore del nuovo termine di 25 anni, avrà già posseduto l'immobile per venti anni, non si applicherà la riforma ! Avrà usucapito l'immobile, stante il possesso ventennale dello stesso.

Il possessore che prima dell'entrata in vigore del nuovo termine di 25 anni, avrà invece posseduto l'immobile soltanto per diciannove anni, dovrà aggiungere altri sei anni di possesso continuato e non interrotto, per acquisire la proprietà del bene per usucapione! La nuova disciplina, se non si applica ai termini già decorsi, non può non applicarsi ai termini in corso! Si applica la disciplina sotto il cui impero si è formata la fattispecie legale tipica! In questo caso, l'avvenuta usucapione e l'acquisto a titolo originario dell'immobile! In parole povere, resistono alla nuova normativa, tutti gli effetti di una fattispecie giunti a compiuta formazione sotto il vigore della legge precedente; viceversa, vengono travolti dalla nuova normativa, perché si formano in un nuovo e diverso ordinamento, quegli effetti che sotto il regime della vecchia legge non erano ancora esattamente determinati.

Da un punto di vista giuridico, si parla di principio della immediata operatività dello ius superveniens, sui rapporti non esauriti, senza che ciò importi l’efficacia retroattiva di tale normativa.

Il Tar Veneto, con sentenza del 25 maggio 1999, n. 715, esprime questo concetto in modo esemplare: “il principio di irretroattività delle leggi contenuto nell’art. 11 disp. prel. del codice civile, il quale enuncia una regola non inderogabile relativa all’ applicazione delle leggi, ha valore generale e significa che la disciplina di ciascun fatto e di ciascun stato di fatto va ricercata nella normativa del tempo in cui esso si verifica; pertanto, mentre un fatto, e cioè un accadimento è esposto soltanto alle norme vigenti al tempo del suo venire in essere, uno stato di fatto, e cioè una situazione che si protrae nel tempo, è esposto a tutte le successive discipline giuridiche entrate in vigore nel corso della sua esistenza”

Se siamo d'accordo sul teorema espresso dal TAR Veneto, non possiamo essere in disaccordo sul corollario.

La legge di conversione del cosiddetto “decreto legge sulla competitività” (d.l. 35/2005, convertito in legge 80/2005) ha introdotto (con l’articolo 2, comma 4-novies del d.l. 35) il quarto e ultimo comma dell’articolo 563 del codice civile, il quale disciplina l’ “atto stragiudiziale di opposizione alla donazione”, con l’obiettivo di “mettere in sicurezza”, dopo venti anni, la circolazione dei beni donati.

Il decorso del ventennio dalla donazione, nel caso "de quo", si è compiuto sotto il regime giuridico della nuova normativa ! la fattispecie legale tipica si è formata nel 2018, ossia con la nuova normativa.

Non avendo voluto il legislatore dettare una disciplina transitoria, il legislatore ha evidentemente con ciò inteso che il nuovo articolo 563, comma 1, precluda l’azione di restituzione verso qualsiasi donazione ultraventennale, senza distinguere tra donazioni stipulate prima o dopo il 15 maggio 2005.

Nel caso “de quo” la prescrizione ventennale si considera raggiunta nel 2018. Non ci sono precedenti giurisprudenziali, poiché il caso di donazione precedente alla riforma del 2005, stipulata da meno di 20 anni dalla riforma, con il donante ancora vivo al momento di entrata in vigore della riforma, non è stato mai oggetto di diatribe giurisprudenziali. È pacifica l'applicazione del nuovo articolo 563 del codice civile.
Alcune voci in dottrina, hanno sostenuto che il ventennio dovrebbe decorrere dal 2005 … tuttavia questa tesi non è mai stata adottata dalla giurisprudenza, né merita di essere considerata fondata, stante il silenzio del legislatore circa un eventuale regime transitorio per le donazioni poste in essere prima del 2005.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: