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Richiesta alla banca del singolo coerede, di liquidare la quota parte di denaro del conto corrente in successione ereditaria





Obblighi bancari nei confronti degli eredi...dichiarazione di successione ereditaria. Buongiorno Mio zio e' morto nel gennaio di quest'anno....unici eredi la moglie invalida e mia madre ( sorella di mio zio) L'eredita' consiste in un appartamento piu' conti bancari cointestati...contanti,titoli,obbligazioni.
Per conto di mia madre abbiamo quindi iniziato la procedura di accettazione eredita'( legittima pari a 1/6) con beneficio di inventario tramite il tribunale di Parma .....mentre da quello che ci risulta l'amministratore di sostegno di mia zia non ha fatto assolutamente nulla.
Nel frattempo mi zia e' deceduta il mese scorso ( unica erede sua sorella anch'essa invalida..Alzheimer..). Terminato l'iter con il tribunale di Parma noi stiamo presentando la dichiarazione successione all'agenzia delle entrate ..per poi presentare il tutto in banca. Sappiamo che per l'appartamento si andra' per tempi lunghi ma la domanda , inerente ai conti bancari, e' la seguente: all'atto della presentazione dei documenti in banca la stessa e' tenuta a procedere al rilascio della nostra quota ereditaria rendendo immediatamente liquida anche la quota parte 1/6 di denaro titoli ed obbligazioni? possono opporsi? che diritti abbiamo in merito ?quanto tempo hanno per liquidarci quanto di nostra competenza? grazie per la cortese risposta cordiali saluti



RISPOSTA



Da una parte abbiamo la giurisprudenza di Cassazione con la sentenza a sezioni unite n. 24657/2007 che ha previsto quanto segue: “in presenza di successione, i crediti, a differenza dei debiti, cadono direttamente in comunione. Con la conseguenza che – sempre secondo la Corte – il singolo partecipante alla comunione fra eredi ben potrebbe riscuotere la parte di credito giacente sul conto intestato al parente defunto proporzionale alla quota ereditaria.

Dall'altra parte, in senso inverso, abbiamo numerose decisioni dell'arbitrato bancario e finanziario, come quella del collegio di Milano decisione N. 5216 del 30 giugno 2015 e quelle del Collegio Napoli pronuncia n. 421 del 2013, n. 310 del 2012. L'arbitrato bancario e finanziario afferma quanto segue: “come le domande di divisione ereditaria devono essere proposte nei confronti di tutti gli eredi in quanto litisconsorti necessari (art. 784 c.p.c.), così anche lo scioglimento della comunione e l’accertamento delle singole quote non può avvenire che in contraddittorio con tutti i coeredi ovvero con il loro consenso unanime. Mancando il consenso degli altri coeredi, il rifiuto opposto dalla banca resistente a liquidare alla ricorrente la quota ereditaria che le spetta è pertanto legittimo, perché giustificato dall’esigenza di tutelare anche la propria posizione nei confronti di eventuali successive pretese da parte degli altri coeredi” (arbitrato bancario, collegio di Roma, decisione 10 gennaio 2014, n. 94).
La giurisprudenza di merito, ossia le sentenze dei vari tribunali italiani, è ondivaga, aderendo in alcuni casi alle tesi della Cassazione, in altri alle argomentazioni dell'arbitrato bancario e finanziario.
Tanto premesso, la banca si opporrà alla richiesta di liquidazione delle somme cadute nell'asse ereditario, forte delle decisioni dell'arbitrato bancario, in assenza del consenso di tutti gli eredi (consenso prestato previa accettazione dell'eredità da parte di tutti i soggetti chiamati alla successione); il singolo coerede dovrà quindi presentare atto di citazione in tribunale, al fine di chiedere al giudice di merito di applicare, al caso concreto, la giurisprudenza delle sezioni unite della Cassazione, emettendo sentenza definitiva di condanna della banca, alla liquidazione dell'importo pro quota.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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