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Revoca della rinuncia dell'eredità produce gli effetti dell'accettazione tacita





FATTI DE CUIUS  DECEDUTO IL 14/03/2000, DIVORZIATO, SENZA FIGLI, CON DUE FRATELLI: - SORELLA  NUBILE - FRATELLO DECEDUTO IL 27/12/2005 (DI CUI UNICO EREDE E? IL FIGLIO, NIPOTE DEL DE CUIUS)IN DATA 12/04/2000 LA SORELLA, IL FRATELLO E IL NIPOTE, FANNO CONTEMPORANEAMENTE RINUNCIA ALL? EREDITA?  DEL DE CUIUS.IL  30/01/2009 LA SORELLA FA REVOCA ALLA RINUNICA MA NON ACCETTAZIONE DELL?EREDITA? DEL DE CUIUS.IL 23/07/2009 IL NIPOTE, TRAMITE SCRITTURA PRIVATA, EFFETTUA UN CONTRATTO PRELIMINARE DI COMPRAVENDITA DI TERRENI ANCORA, IN QUELLA DATA, INTESTATI AL DE CUIUS (DI CUI IL NIPOTE E? EREDE IN RAPPRESENTANZA DEL FRATELLO). LA DATA DEL PRELIMINARE E? CERTA E DOCUMENTABILE TRAMITE NUMERO ASSEGNO INSERITO NEL PRELIMINARE E DEPOSITATO IN BANCA SUL C/C NEI GIORNI SUCCESSIVI AL CONTRATTO.
IL 09/11/2009 IL NIPOTE FA REVOCA ALLA RINUNCIA DI EREDITA? DEL DE CUIUS. 20/04/2010 DENUNCIA PER SUCCESSIONE A FAVORE DELLA SORELLA. QUESITO: SECONDO LE NORMATIVE VIGENTI, SEMBREREBBE CHE LA REVOCA DELLA RINUNCIA NON VALGA COME ACCETTAZIONE TACITA,



RISPOSTA



Non c'è unanimità in giurisprudenza …
Secondo la giurisprudenza prevalente e recente, revoca della rinunzia all'eredità = accettazione tacita della medesima !!!
Ecco la massima della sentenza.

“La revoca della rinuncia all'eredità, di cui all'art. 525 c.c., non costituisce, anche sotto il profilo formale, un atto o negozio giuridico autonomo, bensì l'effetto della sopravvenuta accettazione dell'eredità medesima da parte del rinunciante”. Cass. civile, sez. II del 2011 numero 16913 (02/08/2011)



MENTRE ATTI CONCLUDENTI COME UN CONTRATTO PRELIMINARE DI COMPRAVENDITA SI.



RISPOSTA



No, la giurisprudenza più recente non la pensa così …

“La revoca tacita della rinunzia è inammissibile”. Cass. civile, sez. II del 2011 numero 21014 (12/10/2011)



ALLA LUCE DI QUESTO, IL NIPOTE PUÒ PROCEDERE CONTRO LA SORELLA SOSTENENDO CHE LO STESSO, ABBIA PER PRIMO FATTO UN'ACCETTAZIONE TACITA DI EREDITA? (CONTRATTO PRELIMINARE PER LA VENDITA DEL TERRENO) E AVENDO COMUNQUE, ENTRO IL TERMINE DEI 10 ANNI, REVOCATO IN MANIERA ESPLICITA LA SUA RINUNCIA ALL?EREDITÀ?



RISPOSTA



L'art. 525 cod.civ., intitolato revoca della rinunzia, prevede la possibilità, per i chiamati che abbiano fatto rinunzia all'eredità, di poterla sempre accettare fino a che il loro diritto di acquisirla non sia andato prescritto. Il tutto a condizione che l'eredità non sia già stata acquistata da altri chiamati in subordine e senza pregiudizio delle ragioni conseguite da terzi sopra i beni dell'eredità. Tanto premesso, il contratto preliminare non è valido ed è un negozio privo di effetti, in quanto stipulato da un soggetto che ha rinunziato formalmente all'eredità.
La sorella ha revocato la sua rinunzia all'eredità prima del nipote, quindi ha accettato implicitamente l'eredità prima del nipote, rendendo priva di efficacia la successiva revoca della rinunzia, fatta dal nipote.
La sorella ha approfittato della rinunzia del nipote, revocando la sua rinunzia prima che lo facesse il nipote.
La revoca della rinunzia equivale ad accettazione implicita.
L'accettazione implicita della sorella impedisce la successiva revoca della rinunzia del fratello.
La revoca della rinunzia tacita non è prevista dalla giurisprudenza. Il contratto preliminare è invalido.

L'eredità deve essere devoluta per intero alla sorella.

Nota bene. Il presente parere è motivato in ragione della giurisprudenza più recente. Non metto in dubbio che in passato la corte di cassazione si sia espressa diversamente.

Cordiali saluti.

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