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Eredità - Ripartizione dell'eredità a seguito di una donazione. Calcolo delle quote di legittima.



Gerardo :

Salve, piccola premessa: -5 figli; -casa paterna ereditata negli anni 50 e intestata a mio padre (dopo matrimonio); -Terreni acquistati nel 1975 e intestati a mia madre; -genitori erano in comunione di beni(è influente la riforma del 1975?). I miei genitori a seguito della vecchiaia decidono, di donare a 2 dei 5 figli i terreni affinchè questi provvedessero al loro accudimento vita natural durante (col bene placido degli altri figli). Nel 2005 è venuta a mancare mia madre e mio padre è stato accudito presso l'abitazione di mia sorella (che già prima percepiva una remunerazione di 500€ oltre ai terreni, affinchè lei li accudisse). A seguito di questa nuova disposizione, le sono stati intestati anche tutti i libretti di risparmio nonchè la delega per il ritiro della pensione sociale e accompagno (a causa di diversi problemi di deambulazione di mio padre). Fino a qui nessun problema per nessuno dei figli!! Oltre a questo però mio padre, prima di morire, le ha donato anche la casa a titolo remuneratorio e per gratitudine per l'accudimento prestato con l'obbligo di continuare a prestarlo vita natural durante. DOMANDA: -E' giusto che le sia stata donata anche la casa quando aveva già un obbligo fisico e morale contratto con la precedente donazione e avvalorato con l'usufruizione dei libretti e della pensione? -Agli altri figli legittimi non spetta nulla in merito all'immobile? -La beneficiaria ha l'obbligo di comunicare per iscritto(e non mezza verbale) agli altri figli che ha ricevuto in donazione la casa? Grazie

 

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Cercherò prima di tutto di ricapitolare gli accadimenti, così come sono stati riportati nella e-mail. Suo padre è proprietario esclusivo di una casa, a lui prevenuta da un eredità, e che quindi, non rientra in ogni caso, nella comunione legale dei coniugi. Sua madre è proprietaria esclusiva di alcuni terreni agricoli (si sono sposati prima della riforma del diritto di famiglia del 1975, quindi in regime di separazione dei beni). I coniugi hanno 5 figli: A, B, C, D, E. La mamma dona i terreni ai figli A e B. La mamma muore e si apre la sua successione ereditaria per legge (la mamma non ha fatto testamento in quanto si è spogliata in vita, mediante donazione, di tutti i suoi beni). Al momento della morte, i familiari della mamma che avevano diritto ad una quota di legittima, calcolata sull’eredità di sua madre, erano i 5 figli ed il marito. Pertanto, se i terreni hanno valore 100 (ipotizziamo che abbiano questo valore per essere più chiari), l’asse ereditario della mamma va così suddiviso, ai sensi dell’articolo 542, II comma, del codice civile:

al padre spetta ¼ del valore dei terreni, quindi 25 ai cinque figli spetta ½ del valore dei terreni, da suddividere in parti uguali, quindi 50 Siccome i figli sono 5, a ciascuno di essi, spetta 10. La porzione di 25 che non spetta ai legittimari, è la quota disponibile (la quota di cui la mamma poteva disporre a suo piacimento; la mamma ha disposto della sua quota disponibile, a favore dei figli A e B, avendo donato agli stessi i terreni).

A seguito delle donazioni poste in essere quindi, la situazione è la seguente:

figlio A 50 (metà dei terreni)

figlio B 50 (l’altra metà dei terreni)

padre 0

figlio C 0
figlio D 0
figlio E 0
Ai sensi del codice civile, l’asse ereditario doveva essere così suddiviso
Padre 25 (quota di legittima spettante)
Figlio A 22,50 (12,5 metà quota disponibile + 10 quota di legittima spettante)
Figlio B 22,50 (12,5 metà quota disponibile + 10 quota di legittima spettante)
Figlio C 10 (quota di legittima spettante)
Figlio D 10 (quota di legittima spettante)
Figlio E 10 (quota di legittima spettante)
I figli A e B devono pertanto dare agli altri legittimari, i suddetti conguagli in denaro.
**************************
Il padre, proprietario di un appartamento del valore di 100 (ipotizziamo questo valore), prima di morire, dona il suddetto appartamento al figlio A ed intesta a lui i suoi libretti di risparmio del valore di 75 (sempre per ipotesi). Il padre inoltre, avrebbe dovuto avere la quota di legittima che gli spettava dalla successione del coniuge per un importo pari a 25. Tale quota gli spetterebbe come conguaglio dai figli A e B che hanno ricevuto i terreni dalla mamma, in donazione. Consideriamo che, ai sensi di legge, tale quota sia stata versata al padre, dai figli A e B.
Il padre muore senza fare testamento in quanto si è spogliato di tutti i suoi beni (casa e denaro) lasciandoli al figlio A. Il padre non lascia nulla in eredità agli altri quattro figli. Secondo l’articolo 537, II comma, del codice civile, il padre che muore lasciando 5 figli, deve lasciare a ciascuno di essi, in parti uguali, una quota di legittima pari ai 2/3 dell’asse ereditario.
L’asse ereditario è di un importo pari a
100 valore casa + 75 denaro + 25 quota di legittima che avrebbe dovuto avere dalla successione di sua moglie = 200
La quota di legittima spettante ai cinque figli, è pari a 133,32, arrotondato 134, ossia (200 * 2/3).
La quota di legittima va suddivisa in parti uguali tra i cinque figli (134 / 5 = 26,8)
La quota disponibile (quella di cui il padre poteva disporre a suo piacimento) è pari a 66.
Il padre avrebbe dovuto suddividere i suoi beni in questo modo, considerando che la quota disponibile è stata destinata al figlio A che ha ricevuto la casa in donazione. Figlio A 26,8 (quota di legittima spettante) + 66 (quota disponibile percepita) = totale 92,8
Figlio B 26,8 (quota di legittima spettante)
Figlio C 26,8 (quota di legittima spettante)
Figlio D 26,8 (quota di legittima spettante)
Figlio E 26,8 (quota di legittima spettante)
Il figlio A che ha ricevuto la casa e il denaro, deve dare i suddetti conguagli in denaro ai suoi fratelli. Non ha alcuna importanza, ai fini della successione, la circostanza che il figlio A abbia assistito il padre. Le norme sulla quota di legittima spettante ai legittimari, sono inderogabili in ogni caso. Ho illustrato quella che sarà la sentenza del Tribunale se non vi metterete d’accordo e deciderete di rivolgervi ad un avvocato. Il mio consiglio è di cercare, in tutti i modi, una composizione bonaria della lite. Se così non sarà e gli eredi che sono stati esclusi dalle due successioni, decideranno di agire in giudizio, chiederanno al Tribunale in composizione collegiale (perché si tratta di materia ereditaria), la riduzione delle donazioni poste in essere in vita dai genitori e la reintegrazione della quota riservata ai legittimari, ai sensi degli articoli 553 e seguenti del codice civile. I figli che hanno ricevuto i terreni, la casa ed il denaro daranno ai fratelli il conguaglio in denaro dovuto ai sensi di legge, oltre agli interessi e pagheranno le spese legali. Riguardo l’ultima domanda sull’obbligo di comunicare per iscritto quanto ricevuto per donazione, espongo quanto segue: il codice civile non prevede alcun obbligo di comunicazione, né per iscritto né orale; ai sensi dell’articolo 782 del codice civile, “la donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità. L’accettazione può essere fatta nell’atto stesso o con atto pubblico posteriore. In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l’atto di accettazione è notificato al donante.” In parole povere, la donazione, per essere valida, deve essere fatta per atto pubblico (è evidente che un atto pubblico non ha bisogno di particolari comunicazioni); voglio dire che per donare una casa o un terreno è necessario recarsi da un notaio, non è sufficiente esprimere verbalmente o su di un semplice pezzo di carta, la volontà di donare. Spero di essere stato chiaro ed esaustivo e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.

 

 

 

 

 

 

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