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Contratti - Richiesta di abbassamento rata. Molestie finanziarie. Negoziazione del debito



Salvatore da Nuoro:



Il mio problema è questo.avendo 2 anni fa chiesto un finanziamento ad una finanziaria mi ritrovo da qualche mese impossibilitato a pagare le rate(520 euro al mese) a fronte di uno stipendio di 1100 euro e con cui devo pagare altre finanziarie.ho scritto loro prima di non pagare se potevano rifinanziarmi per abbassare la rata anche allungando i tempi cosi avrei pagato tranquillamente.non mi hanno mai risposto.cosi ho iniziato a non pagare e loro hanno iniziato a tempestarmi di telefonate al cellulare,a casa dei miei genitori e al lavoro.Allora ho mandato loro una diffida firmata da me, dove chiedevo di essere contattato solo al cellulare e che in caso contrario avrei fatto loro querela.tutto spedito con raccomandata e ricevuta di ritorno.nonostante questo continuano dopo mesi a chiamare anche a lavoro.io ho registrato anche le telefonate e in piu mi hanno chiesto di pagare gli arretrati con assegno post datato(che mi risulta illegale).ora chiedo a voi le diffide che ho spedito firmate naturalmente sono valide per poter denunciare la finanziaria e l'impiegata che mi chiama fuori dai numeri da me autorizzati?voi cosa mi consigliate?io vorrei pagare ma se non mi abbassano la rata non ci riesco e dovrei pur vivere.aspetto vostro consiglio e aiuto grazie



RISPOSTA



La soluzione al tuo problema è più semplice di quello che tu possa pensare.
Ipotizziamo che tu sia creditore nei confronti della finanziaria Alfa di 5.200,00 euro, da restituire in dieci rate mensili.
Impossibilitato a pagare una rata mensile, chiedi alla finanziaria di rinegoziare il tuo debito, in modo da versare mensilmente una rata più bassa. Se la finanziaria Alfa si rifiuta di rinegoziare le modalità di restituzione del prestito, puoi rivolgerti ad un'altra finanziaria, spiegando la tua particolare situazione debitoria.
E’ semplice, basta scrivere su di un qualsiasi motore di ricerca le parole “rinegoziare debito finanziaria” e ti saranno mostrate innumerevoli possibilità di risolvere il tuo problema. La finanziaria Beta ti concederà un prestito di 5.200,00 euro, con cui adempiere all’obbligazione debitoria nei confronti della finanziaria Alfa, prevedendo una rata mensile più bassa. Così facendo, non avrai più alcuna pendenza con la finanziaria Alfa e potrai versare delle rate mensili più basse, dell’importo concordato con la finanziaria Beta.
Puoi querelare l’impiegata della finanziaria per il reato di “molestie”, previsto dall’articolo 660 del codice penale; si tratta di una contravvenzione concernente l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 660 del codice penale, si punisce “chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo”.
Il trattamento sanzionatorio previsto dal legislatore per tale reato è quello dell’arresto fino a sei mesi oppure l’ammenda fino ad € 516.
La norma va interpretata nel modo giusto, anche alla luce della relativa giurisprudenza.
La“petulanza” deve essere intesa come un comportamento impertinente, arrogante e come un modo di agire non conforme ai principi della società civile. Inoltre, la “petulanza” può essere definita anche come quel modo di agire pressante, ripetitivo, insistente, indiscreto e impertinente che finisce, per il modo stesso in cui si manifesta, per interferire sgradevolmente nella sfera della quiete e della libertà di altre persone.
Il “motivo biasimevole” deve essere inteso ed interpretato come ogni motivo riprovevole in sé o in rapporto alle qualità o condizioni della vittima. Infine, la molestia deve essere intesa ed interpretata, sotto un profilo giuridico, come un qualunque comportamento in grado di turbare la vita e quindi, l’esistenza di terze persone.
È importante rilevare che la molestia o il disturbo devono essere valutati avendo per riferimento la psicologia normale media, in relazione cioè al modo di sentire e di vivere comune.
In sintesi, il reato contravvenzionale di molestia o disturbo alle persone consiste in una qualsiasi condotta oggettivamente idonea a molestare e a disturbare le terze persone, interferendo nell’altrui vita privata e nell’altrui vita relazionale (in tal senso, Cassazione penale, sezione I, sentenza 8 marzo 2006, n. 8198).
Secondo la Cassazione penale, sezione III, sentenza 1 luglio 2004, n. 28680, l’art. 660 del c.p. punisce la molestia commessa col mezzo del telefono (sia attraverso sistemi telefonici mobili che fissi), in quanto il destinatario di essi è costretto a percepirli, con corrispondente turbamento della quiete e tranquillità psichica; il mittente utilizzando il telefono, realizza l’obiettivo di recare disturbo al destinatario, configurando il suddetto reato.
Relativamente alle problematiche dell’ assegno postdadato vorrei precisare che l’emissione di un assegno postdatato era ed è illegale, anche se l’emissione di detto titolo di credito dopo l’entrata in vigore del decreto, convertito nella legge 507/99, non configura più il fatto come reato penale, bensì, come condotta sanzionabile per l’evasione del bollo (D.P.R. 642/72) .
La legge prevede pertanto, la regolarizzazione fiscale del titolo di credito.
L’art. 121 del Regio Decreto del 21 dicembre 1933 n. 1736 infatti, fa riferimento alla tassa graduale delle cambiali, salvo le sanzioni di cui all'art. 66, n. 5 della legge del bollo 30 dicembre 1923, n. 3268 ; per poter procedere al protesto del titolo postdatato, il prenditore dovrà a propria cura recarsi all’Agenzia delle Entrate e sobbarcarsi sia dell’imposta dovuta (12x1000 sull’importo), sia dell’eventuale sanzione minima che è pari al doppio di quanto dovuto.
L’articolo 31 del Regio Decreto del 21 dicembre 1933 n. 1736 recita testualmente: “L'assegno bancario è pagabile a vista. Ogni contraria disposizione si ha per non scritta. L'assegno bancario presentato al pagamento prima del giorno indicato come data di emissione è pagabile nel giorno di presentazione.”. Se ne conviene che la data successiva (postdatazione) non induce di per sé la nullità dell’assegno bancario , ma comporta soltanto la nullità del relativo patto di contrarietà a norme imperative poste a tutela della buona fede della regolare circolazione dei titoli di credito, consentendo al creditore di esigere immediatamente il suo pagamento; conseguentemente, l’assegno bancario postdatato, non diversamente da quello regolarmente datato, deve considerarsi venuto ad esistenza come titolo di credito e mezzo di pagamento al momento stesso della sua emissione, che si identifica con il distacco dalla sfera giuridica del traente ed il passaggio nella disponibilità del prenditore (Cass. civ., Sez. II, 31/10/2006,n. 2160) .
Quindi, in estrema sintesi, l’assegno post datato è valido (va semplicemente regolarizzato da un punto di vista fiscale): i problemi sorgono nel momento in cui, alla data di presentazione del titolo di credito, non vi sia la disponibilità sul conto corrente bancario del debitore; per procedere al protesto, infatti l’art. 121 della Legge sull’assegno bancario impone la regolarizzazione fiscale a carico del presentatore del titolo, in quanto da parificarsi alla cambiale.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti.

 

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